Ferrovie, arrivano oltre mille bodycam: Salvini "Aggressioni al personale dimezzate"

Ferrovie, arrivano oltre mille bodycam: Salvini “Aggressioni al personale dimezzate”

Da luglio 2026 le bodycam si estendono a oltre mille operatori di FS Security, dopo una sperimentazione 2025 in quattro regioni: si punta a 1.500 addetti entro pochi anni 

Presto oltre mille addetti alla sicurezza delle Ferrovie dello Stato indosseranno una bodycam. E i numeri, a quanto pare, già raccontano una storia di successo.

Cosa è cambiato dal primo luglio

Da luglio 2026 le bodycam si estendono a oltre mille operatori di FS Security, dopo una sperimentazione 2025 in quattro regioni: si punta a 1.500 addetti entro pochi anni. 

Presto oltre mille addetti alla sicurezza delle Ferrovie dello Stato indosseranno una bodycam. E i numeri, a quanto pare, già raccontano una storia di successo.

Cosa è cambiato dal primo luglio

Da luglio le bodycam sono diventate equipaggiamento standard per tutto il personale operativo di FS Security. Prima erano riservate a un numero ristretto di addetti. Questi dispositivi permettono di registrare suoni e immagini in tempo reale durante gli interventi, creando una prova concreta di ciò che accade sul posto. L’idea è offrire una protezione più solida a chi lavora ogni giorno nel controllo di stazioni e treni.

Per quanto riguarda i numeri, gli addetti attualmente dotati del dispositivo sono 1.028. Si prevede che questa cifra salga a 1.100 entro fine 2026, e poi ancora fino a circa 1.300 nel 2028. Come ha detto il vicepremier Salvini, l’obiettivo finale è arrivare a 1.500 operatori con bodycam nelle stazioni italiane.

Da dove nasce l’iniziativa

Non è una decisione improvvisata. L’introduzione delle bodycam per l’intero personale operativo arriva al termine di un periodo di sperimentazione avviato nel 2025 e realizzato in quattro regioni: Liguria, Puglia, Toscana e Lombardia. Un anno di test, insomma, prima di estendere lo strumento su scala nazionale.

Il perché dello strumento: l’effetto deterrenza

Ma perché proprio la bodycam? La risposta più interessante arriva dall’amministratore delegato di FS Security, Pietro Foroni, che ne racconta l’efficacia pratica: quando il malintenzionato vede l’operatore attivare la bodycam, “in nove casi su dieci desiste rispetto a quell’intento aggressivo”.

In pratica, il semplice gesto di accendere il dispositivo funziona da deterrente immediato. Non serve arrivare allo scontro fisico: la consapevolezza di essere ripresi basta, nella maggior parte dei casi, a disinnescare la situazione.

I numeri della sicurezza: aggressioni dimezzate

Alla presentazione, tenutasi nella Sala Esquilino della Stazione di Roma Termini, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha snocciolato dati piuttosto netti sul lavoro svolto finora da FS Security, la società nata durante il suo mandato: “Quando sono arrivato al ministero, non esisteva Fs Security. Oggi ci sono più di 1.100 ragazze e ragazzi che fanno sicurezza nelle stazioni, sui treni e ai tornelli”. E il risultato concreto? “In questi mesi si sono ridotte del 50% le aggressioni al personale delle ferrovie e i furti e le rapine nelle stazioni”.

Per Salvini le bodycam rappresentano “un passo in avanti ulteriore per la sicurezza di chi lavora sui treni e di chi viaggia”.

Il fronte ministeriale: sinergia tra Stato e FS

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Per Piantedosi il valore dell’iniziativa va oltre il singolo strumento tecnologico: “La collaborazione tra Ministero dell’Interno, Ministero delle Infrastrutture e gruppo Ferrovie dello Stato è molto proficua. È una cosa molto importante quella che oggi è stata dimostrata qui, cioè innanzitutto l’integrazione tra le forze di polizia dello Stato — la Polizia di Stato in particolare, che ha una specialità, la Polizia Ferroviaria — con un gruppo che è stato creato dal nostro governo, FS Security”.

Sicurezza come priorità per FS

Anche i vertici dell’azienda hanno voluto ribadire la centralità del tema. Il presidente di FS, Tommaso Tanzilli, ha inquadrato l’iniziativa in una visione più ampia, sottolineando che la sicurezza è un mantra in tutti gli aspetti del mondo Ferrovie dello Stato, precondizione per il corretto funzionamento dei trasporti nel Paese — con la convinzione che le bodycam porteranno benefici anche ai viaggiatori.

Da dove nasce l’iniziativa

Non è una decisione improvvisata. L’introduzione delle bodycam per l’intero personale operativo arriva al termine di un periodo di sperimentazione avviato nel 2025 e realizzato in quattro regioni: Liguria, Puglia, Toscana e Lombardia. Un anno di test, insomma, prima di estendere lo strumento su scala nazionale.

Il perché dello strumento: l’effetto deterrenza

Ma perché proprio la bodycam? La risposta più interessante arriva dall’amministratore delegato di FS Security, Pietro Foroni, che ne racconta l’efficacia pratica: quando il malintenzionato vede l’operatore attivare la bodycam, “in nove casi su dieci desiste rispetto a quell’intento aggressivo”.

In pratica, il semplice gesto di accendere il dispositivo funziona da deterrente immediato. Non serve arrivare allo scontro fisico: la consapevolezza di essere ripresi basta, nella maggior parte dei casi, a disinnescare la situazione.

I numeri della sicurezza: aggressioni dimezzate

Alla presentazione, tenutasi nella Sala Esquilino della Stazione di Roma Termini, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha snocciolato dati piuttosto netti sul lavoro svolto finora da FS Security, la società nata durante il suo mandato: “Quando sono arrivato al ministero, non esisteva Fs Security. Oggi ci sono più di 1.100 ragazze e ragazzi che fanno sicurezza nelle stazioni, sui treni e ai tornelli”. E il risultato concreto? “In questi mesi si sono ridotte del 50% le aggressioni al personale delle ferrovie e i furti e le rapine nelle stazioni”.

Per Salvini le bodycam rappresentano “un passo in avanti ulteriore per la sicurezza di chi lavora sui treni e di chi viaggia”.

Il fronte ministeriale: sinergia tra Stato e FS

Anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha portato dati sul tavolo: “Abbiamo dedicato risorse abbondanti per la sicurezza nelle stazioni: sono 800 i militari del progetto strade sicure dedicati delle stazioni in 12 città italiane”. A questo si aggiunge un’intensa attività investigativa: “Dall’inizio di quest’anno abbiamo fatto un’ottantina di operazioni ad alto impatto nelle grandi stazioni delle grandi città e abbiamo ottenuto risultati straordinari: i primi dati statistici restituiscono una diminuzione del 28% delle rapine in tutte le zone circostanti alle stazioni”.

Per Piantedosi il valore dell’iniziativa va oltre il singolo strumento tecnologico: “La collaborazione tra Ministero dell’Interno, Ministero delle Infrastrutture e gruppo Ferrovie dello Stato è molto proficua. È una cosa molto importante quella che oggi è stata dimostrata qui, cioè innanzitutto l’integrazione tra le forze di polizia dello Stato — la Polizia di Stato in particolare, che ha una specialità, la Polizia Ferroviaria — con un gruppo che è stato creato dal nostro governo, FS Security”.

Sicurezza come priorità per FS

Anche i vertici dell’azienda hanno voluto ribadire la centralità del tema. Il presidente di FS, Tommaso Tanzilli, ha inquadrato l’iniziativa in una visione più ampia, sottolineando che la sicurezza è un mantra in tutti gli aspetti del mondo Ferrovie dello Stato, precondizione per il corretto funzionamento dei trasporti nel Paese — con la convinzione che le bodycam porteranno benefici anche ai viaggiatori.