Smart Road HumanX Legal Educazione non formale, delega al Governo: la Legge n.135/2026 coinvolge Comuni e Terzo settore Laura Biarella 30 July 2026 Citizen Italia Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 23 luglio 2026, n. 135: nove mesi di tempo per i decreti attuativi, tavolo tecnico al Ministero della famiglia e stanziamenti fino al 2028. Focus su famiglie numerose, minori con bisogni speciali e coinvolgimento del Terzo settore. Cosa prevede la nuova legge La Legge 23 luglio 2026, n. 135, reca “Delega al Governo per il sostegno delle attività educative e ricreative non formali”, ed è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 174 del 29 luglio 2026, con entrata in vigore al 13 agosto 2026. Il provvedimento, firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella su proposta della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con il visto del Guardasigilli Carlo Nordio, delega l’Esecutivo ad adottare uno o più decreti legislativi per promuovere la diffusione di opportunità educative non formali rivolte al benessere di bambini e adolescenti, dalla nascita fino al compimento della maggiore età. L’articolo 1 individua le finalità della riforma: contrastare la povertà educativa e l’esclusione sociale, favorire il protagonismo delle nuove generazioni anche tramite il loro coinvolgimento nei processi decisionali che le riguardano, e sostenere le famiglie nel rispetto del principio di sussidiarietà verticale. Tempi e criteri direttivi della delega Ai sensi dell’articolo 2 il Governo dovrà esercitare la delega entro 9 mesi dall’entrata in vigore della legge. I decreti legislativi dovranno rispettare quattro principali criteri direttivi: aggiornamento dei commi da 213 a 215 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2024, n. 207, con misure prioritarie per i comuni a favore dei nuclei familiari con figli portatori di bisogni speciali e delle famiglie numerose; percorsi di sviluppo psico-fisico dei minori tramite attività sportiva, artistica e musicale, con particolare attenzione alle discipline STEM, da svolgere presso scuole, centri estivi, servizi socio-educativi territoriali e centri con funzione educativa e ricreativa, anche in accordo con i comuni limitrofi; coinvolgimento del Terzo settore e degli enti religiosi che svolgono attività di oratorio, attraverso gli strumenti di co-programmazione e co-progettazione previsti dagli articoli 55-57 del Codice del Terzo settore (d.lgs. n. 117/2017); modelli gestionali e strutturali flessibili, capaci di ottimizzare le risorse e coinvolgere attivamente fruitori e comunità locali. Gli schemi di decreto dovranno acquisire l’intesa in Conferenza unificata e il parere delle Commissioni parlamentari competenti, da rendere entro 20 giorni; è previsto un secondo passaggio parlamentare in caso di osservazioni del Governo. Risorse stanziate La copertura finanziaria della delega ammonta a 3,5 milioni di euro per il 2026, 4 milioni per il 2027 e 1 milione di euro annui a decorrere dal 2028. Gli oneri per il biennio 2026-2027 sono coperti mediante riduzione del Fondo per il sostegno alle attività educative formali e non formali (art. 1, comma 213, legge 207/2024); dal 2028 si attinge invece al Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge n. 190/2014. Spazi scolastici e Tavolo tecnico L’articolo 3 consente ai comuni di stipulare convenzioni con le istituzioni scolastiche, nel rispetto dell’autonomia scolastica, per l’utilizzo degli spazi disponibili negli edifici per le attività previste dalla legge, senza nuovi oneri per la finanza pubblica. L’articolo 4 istituisce infine un Tavolo tecnico per le attività di educazione non formale, da costituire con decreto del Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, previo parere della Conferenza unificata. Il Tavolo avrà il compito di coordinare le buone pratiche, favorire la co-programmazione con gli enti locali e il Terzo settore e promuovere forme semplificate di affidamento dei servizi. Ai componenti non spettano compensi né rimborsi spese.