Amt, stop al trasporto scolastico in 13 Comuni: scoppia la protesta dei sindaci

Amt, stop al trasporto scolastico in 13 Comuni: scoppia la protesta dei sindaci

La decisione di Amt scatena la protesta dei sindaci: stop agli scuolabus in 13 Comuni e preoccupazione per il futuro dei collegamenti scolastici

Amt, l’azienda che gestisce bus e metro a Genova e provincia, sta portando avanti un piano di risanamento aziendale che sta mietendo parecchie vittime. Le ultime? 13 piccoli Comuni dell’entroterra e del levante genovese, oltre che dello spezzino, che si sono visti recapitare una lettera destinata a far discutere parecchio.

La lettera che ha fatto saltare i nervi

A firmarla è Nicola Pascale, direttore generale di Amt. Data: 24 luglio. Il contenuto, tolto il burocratese, dice una cosa sola: niente più trasporto scolastico dall’anno prossimo. Nella missiva l’azienda scrive testualmente che, «a seguito di un’attenta pianificazione delle nostre attività e delle risorse disponibili, siamo a comunicare che la nostra azienda non potrà procedere al rinnovo dello svolgimento del servizio scolastico per la prossima annualità», e precisa che preferisce «concentrare le risorse sulle attività del contratto di servizio».

Tradotto senza filtri: arrangiatevi da soli

I tredici Comuni destinatari sono, in provincia di Genova: Castiglione Chiavarese, Cogorno, Coreglia Ligure, Mezzanego, Moneglia, Neirone, Serra Riccò, Torriglia e Zoagli. In provincia della Spezia: Bonassola, Carro, Maissana e Varese Ligure.

Un dettaglio tecnico non da poco: il trasporto scolastico non fa parte del contratto principale tra Città metropolitana e Amt. È un servizio extra, pagato a parte dai singoli Comuni. Amt, quindi, può tirarsene fuori senza violare nulla sul piano contrattuale. Il problema è tutto politico e sociale.

Chi paga il conto: i piccoli Comuni di montagna

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«Amt ci ha comunicato con grandissimo ritardo che non farà più il trasporto scolastico, nonostante noi lo chiedessimo da mesi», racconta Beltrami. «Ci siamo già riuniti con gli altri sette Comuni e affideremo a privati il trasporto scolastico. Siamo sempre in attesa, però, di una risposta da Amt su un altro servizio per noi fondamentale: quello cosiddetto promiscuo, delle corriere di linea che portano gli studenti nei due poli scolastici di Torriglia e Rovegno. Gli orari di queste linee finora coincidevano con quelli delle scuole, ma non sappiamo se con il prossimo orario invernale di Amt sarà ancora così. Questo servizio rappresenta oltre il 30 per cento del trasporto scolastico per noi, e se in autunno ci fossero tagli a queste linee, c’è il rischio che i nostri bambini e ragazzi non possano andare a scuola».

Cosa sono, in pratica, queste linee promiscue? Sono le normali corriere di linea, quelle usate da chiunque, che fino ad oggi avevano orari coincidenti con l’entrata e l’uscita da scuola. Un doppio uso intelligente che permetteva di risparmiare mezzi e risorse.

Pinuccio Isola, sindaco di Rovegno, non usa mezzi termini: «La mia idea è quella di cogliere la palla al balzo per affidare ad aziende private non solo il trasporto scolastico, ma tutto il servizio di trasporto extraurbano per la Val Trebbia e la Val Bisagno. Con Amt ci sono sempre problemi, così, invece, potremmo organizzare il servizio secondo le nostre esigenze e sapremmo a chi rivolgerci quando serve».

A Serra Riccò, in Valpolcevera, la sindaca Angela Negri racconta un film già visto l’anno scorso. «Già l’anno scorso gran parte del trasporto scolastico non era in capo ad Amt, perché non ci avevano rinnovato il contratto. Era rimasta solo una tratta a carico di Amt, ma l’azienda ci ha comunicato che non rinnoverà neanche questo contratto e, quindi, ci siamo organizzati diversamente. Per questa tratta andremo a spendere di più, mentre abbiamo risparmiato per il resto del trasporto scolastico affidato a una cooperativa che prima lo svolgeva per Amt».

Il punto di vista di Amt: “È un servizio in perdita”

Simone Franceschi, vicesindaco metropolitano con delega ai Trasporti, spiega la logica industriale dietro la scelta: «Purtroppo il trasporto scolastico è un servizio in perdita per Amt, che l’azienda non può permettersi in questa fase di crisi, a meno di chiedere ai Comuni esborsi che li metterebbero in difficoltà».

Sulle linee promiscue, però, prova a rassicurare: «Noi abbiamo chiesto ad Amt che il servizio scolastico promiscuo sia garantito e, quindi, mi aspetto che sia così. Le bozze dell’orario invernale mi sono appena arrivate e al più presto organizzeremo incontri con i sindaci per discuterne insieme».

Erzelli, il fronte tecnologico che si aggiunge al caos

Come se non bastasse, si è aperto un altro fronte parallelo: quello della collina degli Erzelli, dove ha sede il polo tecnologico genovese. I sindacati delle aziende del Polo hanno diffuso una nota durissima.

«La riduzione dei mezzi destinati a servire il Polo tecnologico di Erzelli rappresenta una decisione difficilmente conciliabile con gli obiettivi di crescita e sviluppo che Genova si è posta. È un controsenso chiedere alle imprese di investire, attrarre talenti e creare nuove opportunità di lavoro senza garantire al contempo collegamenti pubblici adeguati, efficienti e sostenibili».

L’assessore comunale Emilio Robotti prova a smorzare i toni: «La riduzione del servizio per Erzelli legata all’orario estivo di Amt quest’anno è pressappoco la stessa degli anni passati. E riguardo al prossimo orario invernale, abbiamo già programmato di rivederci all’inizio di settembre con le Rsu e con i mobility manager delle aziende interessate».

Sul fronte politico, la Lega non le manda a dire. I consiglieri comunali Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua attaccano: «Dimezzare le corse delle linee per Erzelli è un vero e proprio schiaffo al cuore produttivo della nostra città». Il consigliere regionale Sandro Garibaldi esprime invece «solidarietà ai sindaci dell’entroterra e del levante genovese per i tagli e disservizi di Amt».

Insomma

Tra bilanci in rosso, contratti non rinnovati e promesse di incontri a settembre, il trasporto pubblico ligure si trova stretto tra due fuochi. Da una parte i conti di un’azienda in difficoltà, dall’altra le esigenze reali di famiglie, studenti e lavoratori che ogni giorno hanno bisogno semplicemente di arrivare a destinazione. Il countdown per l’autunno, ormai, è iniziato.