Legal Politiche ambientali Rinnovabili, l'Italia cresce ancora troppo lentamente: lontani tutti gli obiettivi da centrare entro il 2030 Redazione 13 August 2026 Agenda 2030 Sostenibilità Nei trasporti, il comparto nettamente più carente, la quota rinnovabile non arriva a un terzo dell’obiettivo (9,8% contro il 34,2% atteso nel 2030) Nell’Italia bollente, ancora fortemente dipendente da gas e petrolio nonostante la crisi di Hormuz, gli obiettivi ambientali ed energetici di Agenda 2030 sono ancora distanti per l’Italia. Le rinnovabili stanno progressivamente crescendo ma il target fissato per la fine di questo decennio è tutt’altro che semplice da raggiungere, a meno di una netta accelerazione. Nel 2025 la quota rinnovabile sui consumi complessivi di energia è risalita al 20,5%, dopo tre anni compresi fra il 18,9 e il 19,5%. Ma la traiettoria del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima indicava per lo scorso anno il 25,3%, con un divario dunque di circa cinque punti. La forbice appare ancora più ampia considerando il traguardo del 2030, ovvero il 39,4%: “Quasi venti punti in cinque anni, contro i due guadagnati nell’ultimo quinquennio”. I dati elaborati dal Servizio studi della Camera dei Deputati I dati emergono dal monitoraggio del Pniec condotto dal Gse, rappresentati in un dossier del Servizio studi della Camera. Il rapporto di Montecitorio cerca di mettere ordine nella legislazione e nella giurisprudenza e soprattutto dare certezza ai regimi applicabili ai vari impianti. Fornire una lettura ragionata della normativa e chiarire la disciplina dei vari regimi è infatti una delle chiavi essenziali per incentivare realmente le energie rinnovabili. Proprio per questo il dossier parte dall’analisi dello stato dell’arte, per cercare poi di fornire strumenti utili agli addetti ai lavori. Guardando ai vari settori e alla quota coperta da Fer, l’elettricità ha percorso due terzi della strada al 2030. Il riscaldamento è fermo poco oltre il 20% rispetto al 36% circa richiesto alla fine del decennio. Nei trasporti, il comparto nettamente più carente, la quota rinnovabile non arriva invece a un terzo dell’obiettivo (9,8% contro il 34,2% atteso nel 2030). Nel 2025 solo lo 0,9% del parco auto circolante era elettrico Nel 2025, viene evidenziato nel rapporto utilizzando i dati di Aci, Unrae e Pun, solo lo 0,9% del parco auto circolante in Italia era elettrico: si tratta di 362.224 vetture suun totale di 41,8 milioni immatricolate al 31 dicembre 2025. La traiettoria tracciata dagli obiettivi 2030 ne prevede oltre quattro milioni alla fine del decennio. Nelle immatricolazioni del 2025 le auto elettriche erano il 6,2%, le ibride alla spina il 6,5%. Il biometano utilizzato come carburante segna una netta crescita negli ultimi anni: dal 2019 al 2025 è stata di otto volte, arrivando a 342 ktep (1 chilotep equivale a 1.000 tonnellate equivalenti di petrolio). La cifra resta però lontana, sottolinea il rapporto, dagli 877 ktep attesi nei trasporti al 2030, ai quali si aggiungono 3.186 ktep di usi termici “oggi quasi assenti”. Infine, i primi consumi di idrogeno rinnovabile sono rilevati proprio nel 2025: negli anni precedenti la voce era pari a zero.La traiettoria indica 707 ktep al 2030. Il fotovoltaico produce meno dell’idroelettrico Più in generale, nel 2025 sono entrati in esercizio 7,4 GW, dopo i 7,7 del 2024: il parco è salito a 81,9 GW e procede in linea con il Piano. Per arrivare a 131 GW servono quasi 10 GW l’anno. Il fotovoltaico rappresenta oltre la metà della potenza installata, ma produce meno dell’idroelettrico, che a parità di potenza genera più energia. “È tra le ragioni – spiega il Servizio Studi – per cui la corsa delle installazioni non si traduce in pari crescita dell’energia prodotta”. Dell’energia rinnovabile consumata in Italia metà sta dunque nel settore elettrico, il 40 per cento nel riscaldamento e meno del 10 nei trasporti. Conta anche il totale dei consumi, risalito a 115,8 Mtep nel 2025: la quota aumenta solo se l’energia rinnovabile cresce più dei consumi.