Autostrade, addio ai caselli fisici: si punta ad allargare la modalità free flow

Autostrade, addio ai caselli fisici: si punta ad allargare la modalità free flow

Il modello, che azzera completamente le barriere fisiche e le sbarre d’arresto, è già operativo su circa duecento chilometri della rete nazionale

Autostrade intende introdurre a livello nazionale il modello free flow, ovvero i transiti senza casello, come già ampiamente utilizzato in altri paesi d’Europa, come la Francia e la Spagna. Il modello, che azzera completamente le barriere fisiche e le sbarre d’arresto, è già operativo su circa duecento chilometri della rete nazionale, concentrati prevalentemente al Nord: la A36 (Pedemontana Lombarda, prima apripista in Italia), la A33 Asti-Cuneo, le tangenziali di Como (A59) e Varese (A60) e il raccordo Ospitaletto-Montichiari. L’obiettivo è chiaro: estendere progressivamente la tecnologia lungo l’intera rete autostradale per azzerare i tempi di attesa e ridurre le emissioni inquinanti causate dalle continue ripartenze.

Il free flow rappresenta una delle principali innovazioni introdotte nella gestione delle autostrade. A differenza dei sistemi tradizionali, che prevedono il passaggio attraverso un casello con barriere, il free flow permette ai veicoli di transitare senza fermarsi. Il pedaggio viene infatti rilevato attraverso un sistema elettronico e successivamente addebitato al conducente.

Come funziona il free flow

Il sistema utilizza portali installati lungo il tratto autostradale. Questi sono dotati di telecamere e dispositivi in grado di riconoscere il veicolo e, quando presente, il dispositivo di pagamento elettronico. Quando un’automobile attraversa il portale, il sistema registra il passaggio. Se il conducente utilizza un dispositivo di telepedaggio, come un apparato elettronico associato al veicolo, il pagamento può avvenire automaticamente. In alternativa, chi non dispone di un dispositivo può dover effettuare il pagamento attraverso le modalità previste dal gestore dell’autostrada.

I vantaggi

Uno dei principali vantaggi del free flow è la maggiore fluidità del traffico. Non essendoci barriere, gli automobilisti non devono rallentare o fermarsi per pagare il pedaggio. Questo consente di ridurre le code, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza. Il sistema può inoltre contribuire a diminuire i consumi e le emissioni legate alle frequenti frenate e ripartenze in prossimità dei caselli. Dal punto di vista della gestione autostradale, l’eliminazione delle barriere permette anche di ridurre alcune infrastrutture fisiche necessarie nei sistemi tradizionali.

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Gli aspetti critici

Il free flow presenta però anche alcune difficoltà. La principale riguarda gli automobilisti che non utilizzano sistemi di pagamento automatico: è necessario conoscere le modalità e i termini entro i quali effettuare il pagamento. Un altro aspetto importante è la necessità di garantire un sistema di riconoscimento affidabile. Telecamere e tecnologie elettroniche devono identificare correttamente i veicoli e associare ogni passaggio al relativo pagamento.

Per questo motivo, quando si percorre un’autostrada con sistema free flow, è fondamentale informarsi in anticipo sulle modalità di pagamento previste e sulle eventuali conseguenze del mancato pagamento.

Il futuro della mobilità autostradale

Il free flow si inserisce in un processo più ampio di digitalizzazione della mobilità. In futuro, sistemi sempre più automatizzati potrebbero permettere di gestire pedaggi e traffico senza la necessità di fermare i veicoli. L’obiettivo è rendere gli spostamenti più rapidi, efficienti e sostenibili, mantenendo al tempo stesso un sistema semplice e trasparente per gli automobilisti.