Etna, la cenere ferma l’aeroporto di Catania: voli sospesi fino a mezzogiorno

Etna, la cenere ferma l’aeroporto di Catania: voli sospesi fino a mezzogiorno

La nube eruttiva raggiunge i 4 chilometri di altezza. Il vento spinge la cenere verso sud, in direzione dello scalo. Disagi per i passeggeri, tra voli cancellati e dirottati

La cenere dell’Etna ferma l’aeroporto di Catania e i voli sono sospesi sino a mezzogiorno di oggi: raffica di disagi. 

L’Etna torna a condizionare pesantemente il traffico aereo siciliano. L’aeroporto di Catania è stato costretto a sospendere tutti gli arrivi e le partenze a causa della continua emissione di cenere dal cratere di Nord-Est. Salvo cambiamenti improvvisi nelle condizioni, lo stop ai voli è previsto fino a mezzogiorno di oggi.

A provocare la restrizione è la nube eruttiva generata dal vulcano, che secondo le stime dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia-Osservatorio etneo di Catania ha raggiunto un’altezza di circa quattro chilometri. La cenere, spinta dal vento verso sud e quindi in direzione dello scalo, ha reso necessario un progressivo ridimensionamento dell’operatività dell’aeroporto.

Il Nucleo di coordinamento operativo (Nco), organismo incaricato di gestire il flusso dei voli e la sicurezza dello spazio aereo nelle situazioni di emergenza, ha inizialmente ridotto la capacità dello scalo da dieci a quattro atterraggi all’ora. Successivamente, alla luce dell’evoluzione della situazione, si è arrivati alla sospensione totale degli arrivi e delle partenze.

Passeggeri in difficoltà tra cancellazioni e dirottamenti

La decisione ha provocato inevitabili disagi ai passeggeri già presenti in aeroporto e a quelli diretti a Catania. Diversi voli sono stati cancellati o dirottati e la Sac, società che gestisce l’aeroporto Vincenzo Bellini, ha invitato i viaggiatori a verificare lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto.

Una nuova difficoltà per lo scalo etneo, che arriva in un momento delicato anche sul piano societario, con il processo avviato per la privatizzazione della società di gestione.

Prima il maltempo, poi la cenere dell’Etna

La situazione si è ulteriormente complicata dopo il violento temporale che ha colpito Catania, provocando allagamenti in diverse zone della città, con strade trasformate in fiumi e mercati invasi dall’acqua.

Il maltempo aveva già costretto l’aeroporto a dirottare dieci voli verso gli scali di Palermo, Trapani e Comiso. Poi è arrivato il nuovo stop, questa volta provocato dall’attività dell’Etna.

L’emissione di cenere dal vulcano prosegue ormai da settimane, ma finora la direzione del vento aveva evitato che il materiale raggiungesse direttamente l’aeroporto. Il cambio delle condizioni atmosferiche ha però modificato lo scenario, spingendo la nube verso lo scalo catanese.

Il livello di allerta per l’aviazione è rosso

Dal 24 settembre l’Ingv ha innalzato al livello rosso, il più alto dei quattro previsti, l’avviso per il volo Vona (Volcano Observatory Notice for Aviation) relativo all’Etna.

Il vulcano è in attività, ma il fenomeno in corso non corrisponde necessariamente a una nuova fase eruttiva esplosiva. L’Etna, infatti, è un vulcano permanentemente attivo e la degassazione dei crateri sommitali rappresenta un fenomeno pressoché costante.

La situazione che sta creando i maggiori problemi all’aviazione riguarda in particolare il cratere di Nord-Est, dal quale da alcune settimane fuoriesce un pennacchio di colore bruno-rossiccio.

La “pulizia” del condotto

Secondo le spiegazioni degli esperti dell’Ingv di Catania, il fenomeno sarebbe legato a una sorta di “pulizia” del condotto attraverso il quale era transitata la lava emessa dal cratere Voragine durante la precedente fase eruttiva.

All’interno del cratere, la lava si è progressivamente trasformata prima in polvere di roccia fortemente alterata e successivamente in argilla a causa dell’azione di gas e fluidi estremamente acidi. Questo materiale viene poi trascinato verso l’esterno dal costante flusso di gas che attraversa il condotto.

Per gli esperti si tratta di un fenomeno riconducibile alla rimobilizzazione meccanica di materiale solido presente nel condotto, favorita dall’abbassamento della colonna magmatica e dalla conseguente diminuzione della spinta del magma.

L’Ingv non esclude tuttavia che questa fase possa rappresentare una transizione. Da una parte potrebbe segnare la conclusione dell’attività eruttiva precedente; dall’altra potrebbe costituire il preludio a una nuova fase di attività, qualora il sistema magmatico dovesse tornare a pressurizzarsi.

Nel frattempo, all’aeroporto di Catania, la scena è quella di passeggeri in attesa e alle prese con informazioni che cambiano rapidamente. Gli occhi sono rivolti verso l’Etna, per osservare l’attività del vulcano, mentre le mani cercano sui telefoni aggiornamenti e possibili soluzioni per proseguire il viaggio.