Legal Smart Road Sicurezza, Strade Sicure si amplia: 3200 militari in più e nuovi presidi in 61 capoluoghi. Tutti i dettagli Marco Gramigni 01 October 2026 Italia Sicurezza Il contingente passa da 6.800 a 10mila unità: 3.200 militari in più saranno destinati a città, stazioni e luoghi considerati sensibili Alla fine, dopo settimane di tira e molla, qualcuno ha ceduto. O meglio: si sono trovati tutti d’accordo, cosa che in politica capita meno spesso di quanto si pensi. La commissione Difesa della Camera ha dato il via libera alla risoluzione che manda in soffitta i numeri vecchi di Strade Sicure. Si passa da circa 6.800 militari a quota 10mila. Un bel balzo: parliamo di 3.200 unità in più da piazzare tra città, stazioni ferroviarie e quei luoghi che gli addetti ai lavori chiamano “sensibili” — tradotto: aeroporti, monumenti, zone dove il rischio attentati o disordini è più alto. Chi ha scritto il testo e cosa prevede Il nome in calce alla risoluzione è quello di Eugenio Zoffili, deputato leghista e capogruppo del suo partito proprio in quella commissione. Il pacchetto, oltre ai militari in più, porta con sé altre due novità niente male: l’estensione dei presidi ai 61 capoluoghi di provincia che oggi Strade Sicure manco la sfiora nuove assunzioni di carabinieri, per rinforzare l’Arma sul territorio Un dettaglio da non buttare lì per caso: Strade Sicure è l’operazione che dal 2008 mette militari dell’Esercito a presidiare le nostre città. Diciotto anni di storia, quindi, e questo sarebbe uno degli ampliamenti più corposi mai fatti. Il muro contro muro di fine settembre Sicurezza, Strade Sicure si amplia: 3200 militari in più e nuovi presidi in 61 capoluoghi. Tutti i dettagli LEGGI ANCHE Sicurezza ad Ascoli, 67 telecamere in più e una sala operativa per monitorare la città. Il progetto Qui la questione si fa interessante, perché il sì di oggi non era affatto scontato. Il 23 settembre, stessa commissione, tutt’altra musica. Il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago — Forza Italia — aveva provato a riscrivere il testo, spostando il peso dell’operazione sui carabinieri piuttosto che sui militari. Una mossa che puzzava di compromesso al ribasso, e la Lega l’ha presa malissimo. Zoffili ha piantato i piedi, dicendo chiaro e tondo di non poter accogliere la proposta così com’era, servendo invece altro tempo per ragionarci su. E Salvini? Lui, come al solito, non è stato certo a guardare. Il leader leghista aveva tirato dritto per settimane, sostenendo che bastasse una settimana per arrivare a 10mila militari. Forza Italia e Fratelli d’Italia, invece, frenavano: prima le norme, poi l’addestramento, poi i mezzi giusti — altrimenti si rischia di spostare gente senza avere dove metterla. Perché frenare non era un capriccio Il ministro della Difesa Guido Crosetto, insieme a Perego, aveva postosul tavolo un problema tutt’altro che banale: aumentare un organico del genere non si fa a colpi di comunicato stampa. Servono leggi apposite, caserme pronte, soldati addestrati per quel tipo di compito specifico, equipaggiamento adeguato. Mandare in strada 3.200 persone in più senza organizzazione sarebbe come riempire uno stadio senza bagni né uscite di sicurezza: numeri sulla carta, caos nella realtà. Alla fine, però, la quadra politica è arrivata. E il voto di oggi lo dimostra: tutta la maggioranza compatta, nessuno strappo. Cosa significa per chi vive le città Nella pratica di tutti i giorni, il cambiamento si vedrà soprattutto nelle grandi stazioni, nelle piazze più frequentate e in quei capoluoghi che finora la divisa militare nemmeno la vedevano passare. Più presidio, più capoluoghi coperti, e un ricambio generazionale tra i carabinieri grazie alle nuove leve in arrivo. Resta da capire i tempi: quando arriveranno davvero questi 3.200 militari in più, e con quali passaggi parlamentari si trasformerà la risoluzione in misura operativa. Il percorso, a quanto pare, è appena iniziato.