Legal Smart Road Autovelox, Porsche a 312 km/h in Francia: ma il radar ora è sotto esame. La storia Marco Gramigni 02 October 2026 Mobility L’autovelox ha rilevato 312 km/h sulla A40, ma dopo l’applicazione del margine tecnico la velocità contestata è scesa a 300. Ora resta da verificare l’omologazione dello strumento Immaginate la scena: autostrada deserta, buio pesto, valle dell’Arve che scorre ai lati come una pellicola sgranata. E in mezzo a tutto questo, una 911 GT3 che sfreccia a velocità da aereo in decollo. Non è cinema. È successo davvero, tra il 26 e il 27 settembre, sulla A40 in Alta Savoia. Il protagonista? Un manager svizzero, 48 anni, fermato dai gendarmi francesi dopo che il radar aveva segnato una cifra da far girare la testa: 312 chilometri orari. Il limite su quel tratto, giusto per capirci, è 130. Un numero che pesa come un macigno Fate la sottrazione: 170 chilometri orari sopra il consentito. Non uno sgarro, un abisso. I militari hanno calcolato che, a quella velocità, l’auto mangiava quasi 87 metri al secondo — più o meno la lunghezza di uno stadio di calcio, percorsa in un battito di ciglia. Il dato grezzo, 312, è stato poi ricalibrato: dopo l’applicazione del margine tecnico previsto per questi strumenti, la velocità contestata è scesa a 300 km/h. Una differenza che sembra poca cosa, e invece — come vedremo — potrebbe pesare parecchio in tribunale. Per il manager, intanto, la giornata si è chiusa con un conto salato: patente ritirata sul posto auto sequestrata e portata in deposito cauzione da 1.500 euro versata prima di poter andare via La legge francese ora morde sul serio selective focus image of car interior. focus on analog speedometer – overspeeding concept. driver hands on steering wheel. High quality photo Autovelox, Porsche a 312 km/h in Francia: ma il radar ora è sotto esame. La storia LEGGI ANCHE Sicurezza ad Ascoli, 67 telecamere in più e una sala operativa per monitorare la città. Il progetto Qui va fatta una premessa, perché cambia parecchio le carte in tavola. Da fine dicembre 2025 la Francia ha stretto le maglie: superare di 50 km/h o più il limite non è più solo una multa salata, è reato penale, anche alla prima volta. Si rischiano fino a tre mesi di carcere e 3.750 euro di multa, con il giudice che può pure sospendere la patente fino a tre anni e disporre la confisca dell’auto. Per uno straniero come il manager svizzero, c’è un risvolto in più: un’eventuale condanna potrebbe tradursi anche nel divieto di guidare sul territorio francese, anche se la patente elvetica resterebbe intatta — niente punti decurtati, quelli li toglie solo chi l’ha rilasciata. Il colpo di scena: e se l’autovelox avesse sbagliato? Ecco dove la storia si fa interessante, quasi da avvocato in un film giudiziario. L’avvocato francese Jean-François Changeur, uno che di codice della strada se ne intende per mestiere, ha fatto notare a Caradisiac un dettaglio tutt’altro che banale: molti autovelox più datati sono omologati fino a 250 km/h, mentre i modelli più recenti arrivano al massimo a 300. Capito il punto? Il radar ha sparato fuori un primo dato di 312. Poi, con la tolleranza tecnica applicata, si è scesi esattamente a 300 — il tetto massimo che lo strumento, forse, è in grado di certificare. Un millimetro oltre quel confine e la misurazione diventa terreno scivoloso. Changeur lo dice chiaro: questo scarto potrebbe bastare a far vacillare la validità della rilevazione davanti al giudice. Non vuol dire che il manager la passerà liscia in automatico — sarà il tribunale a dover stabilire se l’apparecchio fosse davvero omologato per misurare velocità così folli. Non è la prima volta Un episodio quasi fotocopia era già successo in Belgio nel 2021: un automobilista pizzicato a 306 km/h si era trovato nella stessa situazione, con l’omologazione dello strumento finita sotto la lente. C’è poi un dettaglio che fa venire i brividi, se ci pensate bene: quella Porsche, una 911 GT3 di generazione 991, aveva quasi raggiunto il proprio limite fisico. A seconda della versione, questo modello tocca punte di 315-318 km/h. Significa che il manager non stava solo sfidando il codice della strada — stava sfiorando il tetto massimo della sua stessa auto. E, forse, anche quello del radar che lo ha incastrato.