Smart Road Nuovo Codice della Strada, Fiab non ci sta: ecco le cinque proposte di modifica per tutelare i ciclisti e la loro sicurezza Francesco Ton... 07 October 2026 Dallo stop all’obbligo di usare le piste ciclabili alla maggiore tutela dei ciclisti nei sorpassi delle auto, Fiab ha inviato al Mit cinque proposte di modifica dell’attuale bozza del nuovo Codice della Strada Un Codice della Strada che per prima cosa tuteli la sicurezza e incolumità di tutti, favorendo l’accessibilità degli spazi a ogni tipo di utente. La Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta non transige su questo punto, che è il punto di partenza fondamentale per l’elaborazione delle restanti regole da rispettare sulle strade del nostro Paese. L’ente è tra quei 100 soggetti a cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha inviato la bozza dei 262 articoli del nuovo CdS, che dovrà essere approvato entro febbraio 2027 dal capo del dicastero Matteo Salvini. In tempo prima del ritorno alle urne per le future elezioni politiche. Ciascuno di questi destinatari interessati, tra metà luglio e metà settembre, poteva avanzare fino a un massimo di 5 proposte di modifica, unite a un commento generale sul nuovo insieme di norme elaborato al Mit. E già per questo punto Fiab si è dimostrata critica. Infatti, scrive la Federazione in una nota, l’auspicio era che anche gli enti interessati potessero contribuire alla scrittura del nuovo Codice. Un’azione condotta in modo partecipato e per ascoltare le esigenze di tutti gli attori in campo, sulla falsariga di altri modelli europei. Il CdS invece è stato scritto esclusivamente all’interno del Mit, aprendo poi a osservazioni esterne solo in una fase successiva. Fiab sente dunque di avere la possibilità di azione limitata nel tutelare gli interessi degli utenti deboli della strada, in particolare i ciclisti. Ma, dopo un lungo lavoro interno, il Centro Studi e il Consiglio Nazionale dell’ente hanno elaborato le 5 proposte da inviare al Ministero. Via l’obbligo di destra rigorosissima per i ciclisti Nuovo Codice della Strada, Fiab non ci sta: ecco le cinque proposte di modifica per tutelare i ciclisti e la loro sicurezza LEGGI ANCHE Pisa, in arrivo i lavori per 12 chilometri di piste ciclabili: ecco dove saranno Fiab sottolinea innanzitutto che c’è una gerarchia sbagliata delle priorità del nuovo Codice della Strada. I nuovi principi di libera circolazione, precauzione, responsabilità, adeguatezza delle condotte, solidarietà sociale, sostenibilità e neutralità tecnologica prevalgono sulle finalità delle regole. Ovvero l’organizzazione della mobilità per prevenire morti, feriti, lesioni e incidenti, oltre a ridurre costi economici legati al traffico e aumentare invece l’accessibilità al trasporto. Per questo l’ente ha proposto la modifica dell’Articolo 1.I.1, scrivendo che La libera circolazione resta pienamente riconosciuta, ma è collocata entro un sistema normativo nel quale la protezione della vita, dell’incolumità, della salute e dell’ambiente costituiscono finalità primaria dell’azione pubblica. Esplicitare tali finalità nel Titolo I fornisce un criterio ordinatore per le norme successive e per i provvedimenti applicativi, orientando le scelte verso prevenzione del rischio, mobilità sostenibile, accessibilità, equità nell’uso dello spazio e riduzione dei costi sociali e ambientali Fiab poi si addentra più nel dettaglio nelle questioni legate ai ciclisti e alla loro incolumità sulla strada. La prima proposta di modifica riguarda l’Articolo 2.II.5, che regolamenta la posizione degli utenti in bicicletta sulle carreggiate. Il suggerimento è intanto quello di eliminare l’obbligo di destra rigorosissima, in quanto difficile da applicare in presenza di ostacoli come i tombini o caditoie, ma anche di apertura portiere da parte di auto parcheggiate. La proposta va anche in direzione delle vetture, con il consiglio di eliminare il divieto di circolazione sulle strisce discontinue che delimitano le piste ciclabili. Secondo la Federazione, infatti, impedirebbe ai veicoli di usare lo spazio in assenza di biciclette, quando la carreggiata potrebbe già essere di scarsa larghezza. Il sorpasso dei veicoli La proposta di eliminare l’obbligo per i ciclisti di tenere rigorosamente la destra potrebbe dunque permettere a chi circola in bicicletta di posizionarsi al centro della carreggiata. Il che causerebbe potenziali pericoli in caso di sorpasso delle vetture a motore. Una questione spinosa a cui Fiab aggiunge un’altra osservazione, nello specifico all’Articolo 2.II.9. L’ente chiede che diventi obbligatorio tenere una distanza di almeno 1,5 metri dalla bici che si sta sorpassando, per la tutela del ciclista. All’interno della stessa norma, la Federazione chiede anche di impedire il superamento di una bicicletta in prossimità di un’intersezione, quando poi il mezzo che effettua la manovra svolterà a destra subito dopo. Questo per evitare che il ciclista si ritrovi a dover inchiodare bruscamente. Attenzione però: Fiab apre alla possibilità che In determinate condizioni di sicurezza, deve essere consentito il sorpasso di un veicolo particolarmente lento (es. una bicicletta, una macchina agricola, una macchina operatrice) anche quando ciò comporta di superare la striscia di mezzeria continua Tra le osservazioni parallele alle cinque proposte, la Federazione ha sollecitato affinché la marcia affiancata per due venga ammessa anche fuori città, visti i benefici di visibilità e sicurezza che comporta. Piste ciclabili Le altre due proposte inviate al Mit riguardano invece le corsie riservate a chi pedala. Nello specifico, uno dei due suggerimenti invita addirittura a rimuovere il vincolo di utilizzare le piste ciclabili. In particolare si tratta dell’Articolo 2.III.1 che, scrive Fiab, Ha alcune controindicazioni: piste e corsie possono essere in cattivo stato, oppure possono avere un andamento eccessivamente tortuoso, oppure ancora possono non soddisfare le esigenze di rapidità e brevità di itinerario. Meglio trasformare l’obbligo in raccomandazione: i velocipedi utilizzano preferibilmente piste e corsie ciclabili. All’interno della stessa considerazione, l’ente spiega anche di aver chiesto di eliminare l’obbligo di fermarsi agli attraversamenti pedonali prima di impegnare la carreggiata, perché va contro l’esigenza di continuità dei percorsi ciclabili. No anche all’obbligo di condurre il velocipede a mano se sono presenti pedoni, perché costituisce uno svantaggio pratico, fisico e di sicurezza. È sufficiente dare la precedenza ai pedoni. Infine Fiab ha presentato l’osservazione che si oppone al vincolo di porre le piste ciclabili sempre sul lato destro della carreggiata. Riguarda l‘Articolo 9, che disciplina la definizione di strade e traffico. L’ente della mobilità ciclabile propone di Consentire di posizionare le corsie ciclabili non soltanto a destra, ma anche in posizioni intermedie, ad esempio in prossimità di intersezioni con più corsie di svolta. Proponiamo di eliminare la condizione che consente di realizzare una corsia ciclabile soltanto se non è possibile inserire una pista ciclabile; perché crea dei dubbi interpretativi che ne ostacolano la realizzazione Sempre a proposito delle corsie riservate alle bici, una delle osservazioni parallele alle proposte di modifica riguarda il divieto per i velocipedi a 3 e 4 ruote di usare le tratte ciclabili con larghezza inferiore a 1,30 m. Fiab chiede che la norma venga eliminata perché di difficile applicazione.