Politiche ambientali Formula 1, a Singapore c’è l'emergenza "haze", lo smog tossico prodotto dagli incendi dell'Indonesia. Le raccomandazioni Luca M. Saladini 10 October 2026 Eco-News L’allarme Haze arriva anche in Formula 1, per la precisione a Singapore, dove si respira uno smog tossico prodotto dagli incendi illegali in Indonesia. Dopo Sepang, in Malesia, la morsa del fenomeno “Haze” arriva anche su Singapore rendendo l’aria irrespirabile oltre che dannosa per chi la respira. Colpa del fumo denso e tossico generato dalle ‘burning’, incendi illegali appiccati nei Paesi vicini ( in particolare le isole di Sumatra, Borneo e Papua) per il disboscamento e la preparazione dei terreni agricoli. La più violenta degli ultimi dieci anni. A peggiorare drasticamente lo scenario in vista del Gran Premio di Formula 1, non è solo Il caldo e l’umidità. C’è anche El Niño, che in questi mesi ha intensificato la siccità (la mancanza di piogge non permette all’atmosfera di ripulirsi) che ha fatto schizzare l’Indice di Inquinamento oltre quota 170 ben oltre la soglia di guardia per la salute umana. Fumi che rendono la visibilità ridotta al minimo nella città-stato e che creano bruciore agli occhi, gola secca e difficoltà respiratorie. Le autorità locali hanno attivato protocolli sanitari avviando una distribuzione capillare di mascherine protettive ad alta filtrazione e allestendo punti di prima assistenza medica sul territorio. Per ridurre al minimo i rischi da esposizione al particolato, molti team sportivi e organizzazioni hanno imposto il divieto assoluto di svolgere attività fisica o allenamenti all’aperto, mentre alla popolazione è stato caldamente raccomandato di rimanere in ambienti chiusi con aria condizionata finché le correnti non cambieranno direzione. Singapore, l’haze mette a rischio la salute di tutti, non solo quella dei piloti di Formula 1 Formula 1, a Singapore c’è l’emergenza “haze”, lo smog tossico prodotto dagli incendi dell’Indonesia. Le raccomandazioni LEGGI ANCHE Italia, aumenta la produzione di rifiuti urbani pro capite, ma migliora anche la raccolta differenziata. I dati Diffusi dal ministero della Salute indonesiano intanto i dati secondo cui tra il mese di agosto e la metà di settembre. Numeri che hanno segnalato oltre 170.000 casi di infezioni respiratorie acute. Più di 40.000 casi hanno riguardato bambini piccoli. Nel frattempo, le conseguenze si sono estese anche al sistema scolastico: in Malesia numerosi istituti hanno sospeso le lezioni, mentre in Indonesia oltre 1,4 milioni di studenti sono passati alla didattica a distanza.