E-bike irregolari, stretta in arrivo in diverse città italiane: multe fino a quindicimila euro

E-bike irregolari, stretta in arrivo in diverse città italiane: multe fino a quindicimila euro

Controlli più severi sulle biciclette elettriche modificate e strumenti per verificarne potenza e velocità. Assoutenti e Fiab: «Otto e-bike su dieci controllate sono risultate irregolari in alcune città»

Dopo i monopattini elettrici, nel mirino dei controlli finiscono anche le biciclette a pedalata assistita. In diverse città italiane si prepara infatti una stretta contro le e-bike irregolari, soprattutto quelle modificate dopo l’acquisto per aumentarne la potenza o la velocità. Per chi non rispetta le norme previste dal Codice della strada, le sanzioni possono arrivare fino a quindicimila euro, con la possibilità del sequestro del mezzo.

A fare il punto sulla situazione sono Assoutenti e Fiab, la Federazione italiana ambiente e bicicletta, che richiamano l’attenzione sulla crescente diffusione delle biciclette elettriche e sui rischi legati all’utilizzo di mezzi non conformi alla normativa.

Un mercato in forte crescita

In Italia circolano attualmente circa 1,8 milioni di e-bike, un numero cresciuto del 50% negli ultimi cinque anni, anche grazie agli incentivi che hanno favorito la diffusione di forme di mobilità più sostenibili. A contribuire al fenomeno sono anche i rider delle piattaforme di consegna, che sempre più spesso hanno abbandonato le biciclette tradizionali per passare a quelle elettriche.

Accanto alla crescita del settore, tuttavia, si è sviluppato anche il fenomeno delle biciclette modificate, sulle quali vengono effettuati interventi elettronici e meccanici per superare i limiti previsti dalla legge.

Secondo i controlli eseguiti dalle forze dell’ordine nell’ultimo anno, in alcune città italiane otto biciclette elettriche su dieci tra quelle sottoposte a verifica sarebbero risultate irregolari. Un dato che evidenzia la portata del problema e spinge le amministrazioni locali a rafforzare le attività di controllo.

I limiti previsti dal Codice della strada

La normativa stabilisce requisiti precisi affinché una bicicletta elettrica possa essere considerata un velocipede a pedalata assistita. Il motore deve avere una potenza nominale continua massima di 250 watt e l’assistenza elettrica deve ridursi progressivamente fino a interrompersi quando il mezzo raggiunge i 25 chilometri orari.

Per le biciclette destinate al trasporto di merci, il testo normativo richiamato da Fiab e Assoutenti prevede specifiche condizioni relative alla potenza del motore.

Quando un mezzo non rispetta i requisiti stabiliti, può essere classificato come ciclomotore. In questo caso scattano gli obblighi previsti per la categoria, tra cui immatricolazione, targa, casco e copertura assicurativa, secondo la disciplina applicabile.

Arrivano i “bici-velox” per individuare i mezzi irregolari

Per contrastare il fenomeno, alcuni Comuni stanno introducendo strumenti specifici per verificare le caratteristiche tecniche delle e-bike. Si tratta dei cosiddetti “bici-velox”, dispositivi dotati di una pedana con rulli che consentono di controllare la potenza erogata dal motore e la velocità raggiunta dal mezzo.

A illustrare l’iniziativa è Luigi Menna, presidente di Fiab, che ricorda come le sanzioni per i trasgressori possano variare da 5mila a 15mila euro, oltre al sequestro della bicicletta.

L’obiettivo è individuare i mezzi che, a seguito di modifiche, hanno perso le caratteristiche necessarie per essere considerati biciclette a pedalata assistita e che, di conseguenza, dovrebbero rispettare le regole previste per i ciclomotori.

Assoutenti: “Attenzione anche ai monopattini”

Se da un lato l’intensificazione dei controlli sulle e-bike viene giudicata positivamente, dall’altro Assoutenti solleva una questione relativa all’applicazione delle regole per gli altri mezzi della micromobilità.

«Positivo incrementare i controlli, ma non possiamo non evidenziare un paradosso: si inasprisce la vigilanza contro le e-bike ma si consente il totale far west dei monopattini», denuncia Gabriele Melluso, presidente dell’associazione.

Melluso richiama in particolare l’attenzione sul rispetto degli obblighi recentemente introdotti per i monopattini elettrici, tra cui quelli relativi a targa, assicurazione e casco, sostenendo che le violazioni siano ancora diffuse nelle città italiane.

La sfida per le amministrazioni sarà quindi quella di garantire controlli efficaci e uniformi su tutti i mezzi della mobilità urbana, coniugando la promozione degli spostamenti sostenibili con il rispetto delle norme e la sicurezza stradale.