L’intelligenza artificiale non generativa: uno strumento fondamentale nella redazione dei verbali di Polizia Locale

L’intelligenza artificiale non generativa: uno strumento fondamentale nella redazione dei verbali di Polizia Locale

L’esperto informatico Tommaso Coniglio ne ha parlato alle Giornate di Polizia Locale e di Sicurezza Urbana che si sono svolte a Riccione: “L’obiettivo è sempre la creazione di documenti che siano fedeli al cento per cento”

L’Intelligenza Artificiale non generativa rappresenta uno strumento fondamentale per le operazioni di Polizia Locale, a cominciare dalla redazione dei verbali. Una procedura assai delicata perché più la verbalizzazione è precisa e inappuntabile, in particolare sugli scenari di incidenti stradali assai complessi, e più difficilmente potrà essere impugnata, mantenendo quindi la sua efficacia.
Se ne è parlato nei giorni scorsi alle Giornate di Polizia Locale e di Sicurezza Urbana che si sono svolte a Riccione. Tra i partecipanti, Tommaso Coniglio, esperto informatico e di intelligenza artificiale, che ha descritto i suoi prodotti.

Intelligenza artificiale per la verbalizzazione degli atti di Polizia Giudiziaria

Anche sul fronte della redazione dei verbali di Polizia Locale “l’intelligenza artificiale può essere di ausilio: parliamo però di intelligenze artificiali non generative, non parliamo di ChatGpt, giusto per chiarire il concetto. Nel nostro caso, si tratta di intelligenze artificiali totalmente offline, raccolte in dispositivi stand alone che non hanno bisogno di collegarsi a dei cloud per poter trascrivere e verbalizzare quelli che sono interrogatori, sit (ovvero sommarie informazioni testimoniali, ndr) e quant’altro attiene all’attività di polizia giudiziaria”.

Trascrizione automatica e sincronizzazione di audio, video e testo

Tutto questo, secondo Coniglio, presenta “un vantaggio molto importante: si sfruttano sistemi di trascrizione automatica, di automatic speech recognition, e sistemi che tendono a sincronizzare nativamente le registrazioni audio, le registrazioni video e il testo trascritto in un unico documento per una ricerca puntuale, per una ricerca probatoria delle singole parole che sono state pronunciate da un test, da un testimone, da un indagato e via dicendo, per andare a trovare il preciso punto in cui una dichiarazione, una parola, un gesto è stata pronunciata o è stato commesso da parte di un indagato”.

Sicurezza dei dati e tutela della riservatezza

“Quindi parliamo di ausili nell’attività di verbalizzazione di atti che peraltro rispondono a uno dei requisiti principali della riforma Legge Cartabia, vale a dire la sicurezza del dato trattato.

Inoltre, non essendoci collegamenti ad un cloud esterno, tutti i dati che vengono raccolti, tutti i dati che vengono trattati rimangono a disposizione dell’autorità di polizia giudiziaria a casa propria, non trasferiti su cloud dove possono essere assolutamente contestati e possono essere dati a motori di addestramento di intelligenza artificiale, con grave pregiudizio poi, ovviamente, dell’integrità di quei dati stessi”.

LEGGI ANCHE: Autovelox e annullamento verbali: questioni, normativa, proposte

I vantaggi dell’intelligenza artificiale nella redazione dei verbali

L’intelligenza artificiale è ancora poco diffusa, in relazione alla composizione dei verbali, “ma sarebbe opportuno approfondire questi aspetti, considerando le difficoltà manifeste nella redazione di un verbale in maniera tradizionale”, sostiene Coniglio.

“Partiamo già dalla fase di acquisizione di una prova testimoniale, di un sit, di un interrogatorio: bisogna disporre di strumentazione adatta, non basta registrare con un proprio cellulare, con la propria bodycam, con un pc qualsiasi. Servono strumenti che garantiscano l’autenticità di quella registrazione, strumenti che permettano di non diffondere facilmente o di entrare in possesso facilmente di quelle registrazioni, quindi già questa è una prima difficoltà”.

Tommaso Coniglio

Riconoscimento vocale e riduzione dei tempi di trascrizione

“Una seconda difficoltà legata proprio al mondo della verbalizzazione è la comprensione di quello che viene detto: immaginiamo che chi raccoglie una testimonianza, chi sta facendo un interrogatorio nel riportare quello che viene detto abbia la difficoltà di capire, anche perché molte volte ci sono dei termini dialettali che possono non essere compresi: ecco, la trascrizione di un interrogatorio è un’attività che porta via molto tempo.

Ecco, i sistemi intelligenza artificiale legati al mondo del parlato velocizzano questa attività manuale, permettendo poi all’operatore di polizia giudiziaria di concentrarsi sui contenuti di quell’interrogatorio. L’obiettivo è sempre la redazione di verbali che siano fedeli al cento per cento: la fedeltà a quello che è stato dichiarato e a quello che è stato detto deve essere assoluta, senza possibilità assoluta di smentita. Solamente così si può dire di aver fatto un buon lavoro”.

Il ruolo dell’operatore nella verifica finale del verbale

Fermo restando, conclude Coniglio, “che poi l’assoluta corrispondenza finale viene demandata a un’attività professionale. Quindi c’è anche una valorizzazione in un secondo momento della professionalità dell’essere umano, che mette a frutto la sua intelligenza, le sue conoscenze, le sue preparazioni per sistemare il verbale in edizione definitiva”.