Enforcement Smart Road Adeguamento ISTAT delle sanzioni stradali slitta al 1° dicembre 2026: l'inflazione cumulata farà impennare le multe? Laura Biarella 12 December 2025 Cds Mobility L’annuncio ufficiale del Consiglio dei Ministri (CdM) dell’11 dicembre 2025 ha confermato l’ulteriore rinvio dell’adeguamento biennale delle sanzioni pecuniarie previste dal Codice della Strada. La sospensione, introdotta in precedenza e riconfermata nel nuovo Decreto-legge “Milleproroghe 2025”, estende il blocco anche per l’anno 2026. Di conseguenza, l’aumento, calcolato sull’indice ISTAT FOI, tornerà in vigore solo a partire dal 1° dicembre 2026, sommando l’inflazione di un intero quadriennio. Quadro normativo e rinvio ufficiale Il meccanismo di aggiornamento delle sanzioni stradali è sancito dall’articolo 195, comma 3, del Codice della Strada. Tale norma prevede che gli importi delle sanzioni stradali vengano aggiornati ogni due anni in base all’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (ISTAT FOI). Questo adeguamento serve a mantenere il potere d’acquisto reale delle sanzioni, garantendone l’efficacia deterrente contro le infrazioni. A causa delle contingenze economiche, l’applicazione di questo adeguamento è stata ripetutamente sospesa: biennio 2023-2024: sospensione disposta dal Decreto-Legge n. 215/2023 (Milleproroghe 2024), anno 2025: sospensione estesa dal Decreto-Legge n. 202/2024, anno 2026: il Comunicato Stampa del Consiglio dei Ministri n. 151 (11 dicembre 2025) ha confermato che il nuovo Decreto-legge “Milleproroghe 2025” (in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) include la proroga della sospensione anche per l’anno 2026. L’effetto cumulativo è che l’aggiornamento ISTAT, originariamente previsto per entrare in vigore già nel 2023, è stato congelato per gli anni 2023, 2024, 2025 e 2026. Quanto inciderà l’aumento del 2026? Quando l’adeguamento tornerà operativo dal 1° dicembre 2026, l’incremento sarà calcolato sulla base della variazione complessiva dell’indice ISTAT FOI accumulata nel periodo di sospensione (dal 2023 al 2026). Considerato l’alto tasso di inflazione registrato negli anni precedenti e l’andamento previsto, l’aumento che scatterà a fine 2026 sarà presumibilmente significativo e superiore a un tipico aggiornamento biennale. Questo impatterà tutte le principali infrazioni al Codice della Strada, tra cui: divieto di sosta e fermata, eccesso di velocità (per tutte le fasce di superamento), uso improprio delle corsie riservate o delle ZTL, mancato uso delle cinture di sicurezza o dei sistemi di ritenuta. Implicazioni per la mobilità urbana L’incremento delle sanzioni, sebbene economicamente gravoso, rappresenta per le amministrazioni locali una duplice sfida: deterrenza e sicurezza stradale: multe più salate hanno un potenziale deterrente maggiore, spingendo i cittadini a una maggiore osservanza delle regole e contribuendo a migliorare gli standard di sicurezza stradale trasparenza e governance digitale: per evitare che la misura sia percepita esclusivamente come una “stangata” sui cittadini, le smart city devono trasformare l’applicazione delle sanzioni in uno strumento di educazione e trasparenza. Questo richiede: digitalizzazione: potenziamento dei sistemi di pagamento online e di notifica tramite app, open data: pubblicazione dei dati sulle infrazioni e sugli incidenti per dimostrare come i proventi delle multe siano reinvestiti in sicurezza e miglioramento della mobilità sostenibile (come previsto dal Cds), mobilità sostenibile: l’aumento deve essere integrato in una strategia più ampia che promuova alternative all’auto privata e al rispetto delle regole, favorendo pedoni, ciclisti e trasporto pubblico. La decisione governativa posticipa l’onere finanziario per gli automobilisti al 2026, ma promette un impatto economico consistente. Per le amministrazioni, il tempo guadagnato è un’opportunità per affinare le proprie strategie di gestione urbana intelligente e garantire che l’adeguamento ISTAT sia un vero strumento di politica della sicurezza stradale.