Milano, continua la lotta della Polizia Locale alle keybox: 150 rimozioni. E i cittadini protestano...

Milano, continua la lotta della Polizia Locale alle keybox: 150 rimozioni. E i cittadini protestano…

In una settimana la Polizia Locale di Milano ha rimosso 150 keybox specialmente sui Navigli, ma per i cittadini le priorità sarebbero altre

La lotta alle keybox del Comune di Milano continua. E nel giro di una settimana ha già toccato quota 150 rimozioni da parte della Polizia Locale, di cui 70 solo nei primi due giorni, il 5 e 6 gennaio. Quando gli operatori hanno dato seguito alla delibera di Palazzo Marino approvata a dicembre 2025 per contrastare la selvaggia affissione delle scatolette per le chiavi degli appartamenti affittati per pochi giorni a uso turistico.

Il provvedimento della Giunta comunale si è reso necessario perché ormai si vedevano comparire keybox ovunque, specialmente sugli arredi pubblici come pali della luce, semafori, balaustre, ringhiere e cartelli stradali. Negli ultimi tempi alcune scatolette erano affisse anche a mezzi come motorini oppure a grate di cancelli privati. Tutto per la comodità dell’affittuario, che può lasciare al turista le chiavi dell’abitazione senza dover presenziare al primo ingresso.

Una pratica peraltro vietata da una sentenza del Consiglio di Stato di novembre 2025, che non consente più il self check-in, ma obbliga il proprietario dell’immobile a consegnare di persona le chiavi verificando l’identità di chi utilizza l’appartamento in affitto. Lo scopo del Comune di Milano è quello di contrastare l’abuso di keybox, che compaiono come funghi in città. Soprattutto nei Navigli, dove la Polizia Locale ha rimosso la maggiore quantità delle scatolette.

Milano, 150 keybox rimosse dalla Polizia Locale. I cittadini hanno però altre priorità

Milano, continua la lotta della Polizia Locale alle keybox: 150 rimozioni. E i cittadini protestano…

LEGGI ANCHE Veicolo sottoposto a fermo fiscale, cosa succede se circola

Il numero eccessivo di keybox rappresenta una criticità per l’arredo urbano, perché può ostacolare la visibilità dei cartelli, per esempio. O comunque potrebbe danneggiare una proprietà pubblica. Peraltro chi utilizza le scatolette per le chiavi si serve gratuitamente e per scopi privati di spazi od oggetti del Comune e di tutta la cittadinanza. Anche per questo i provvedimenti sono severi. Già le spese di rimozione sono a carico del proprietario della keybox. E costui incorre in una sanzione che va dai 100 ai 400 euro. 

I milanesi però, non sono totalmente d’accordo sulla lotta di Palazzo Marino alle keybox. O meglio, è d’accordo ma, come riporta Libero, ritiene che le priorità di Milano siano altre. Il problema delle scatolette per gli affitti brevi che rovinano gli arredi urbani è secondario di fronte ad altri fenomeni di degrado che riguardano la città.

Per esempio, anche senza considerare i problemi della sicurezza per furti, scippi e violenze, il capoluogo lombardo avrebbe bisogno di una migliore pulizia dall’immondizia. Oppure sarebbe necessario un contrasto più puntuale a chi urina per strada. O ancora a chi occupa abusivamente gli spazi pubblici parcheggiando in malo modo monopattini elettrici o biciclette a pedalata assistita.

La rimozione delle keybox non è tra “Le grandi operazioni contro la criminalità“, scrive il quotidiano riportando il commento ironico di un cittadino. Insomma, va bene contrastare chi si approfitta di arredi pubblici. Ma Milano, secondo i milanesi, ha altre priorità di intervento.