Nuovo parco eolico tra Liguria ed Emilia-Romagna, ecco il progetto. Ma i Comuni di Ferriere e Santo Stefano d’Aveto dicono no

Nuovo parco eolico tra Liguria ed Emilia-Romagna, ecco il progetto. Ma i Comuni di Ferriere e Santo Stefano d’Aveto dicono no

Presentato il progetto per un nuovo parco eolico tra Liguria ed Emilia-Romagna, ma entrambi i Comuni di Ferriere e Santo Stefano d’Aveto, dove dovrebbe sorgere, per ora si oppongono

Nuove pale eoliche potrebbero sorgere sui crini e sui rilievi di confine tra Liguria ed Emilia-Romagna. Ma, come accaduto anche altrove, il progetto non mette d’accordo tutti, in primis coloro che abitano i territori dove il parco dovrebbe sorgere. Le energie rinnovabili hanno un prezzo e i residenti dei Comuni di Ferriere (versante emiliano) e di Santo Stefano d’Aveto (lato ligure) lo sanno molto bene.

Andando con ordine, il 23 gennaio sono stati pubblicati i fascicoli del progetto di un parco di 7 rotori eolici che dovrebbe sorgere al confine tra Liguria ed Emilia-Romagna, tra le province di Genova e Piacenza. In un territorio prevalentemente montuoso, a circa 1.500 metri sul livello del mare. Il disegno, progettato dalla società milanese Stantec per conto della Ferriere Wind, prevede l’installazione di pale eoliche da 4,5 MW di potenza nominale ciascuna, per un totale di 31,5 MW. Le turbine, che avrebbero un diametro di 136 metri e un’altezza complessiva di circa 180, sorgerebbero fisicamente nel territorio di Ferriere, mentre il cavidotto annesso sarebbe prevalentemente nell’area di Santo Stefano D’Aveto.

Secondo i progettisti i lavori dovrebbero durare 30 mesi e sono stati indicati come urgenti, per poter presentare domanda di accesso ai fondi Pnrr. Le amministrazioni comunali interessate, quindi, hanno tempo fino al 21 febbraio dalla pubblicazione del progetto del parco eolico per presentare osservazioni. Ma così com’è il disegno non soddisfa né Ferriere né Santo Stefano d’Aveto. 

Parco eolico tra Liguria ed Emilia-Romagna, incontri pubblici a Ferriere e Santo Stefano d’Aveto: serve la revisione del progetto

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Il punto sta nell’impatto che le 7 pale eoliche avrebbero sul territorio. La zona è infatti di quelle ad alto interesse ambientale, con specie ed ecosistemi da tutelare. E verrebbe interessata in svariati punti sia durante il cantiere sia una volta terminati i lavori, tra passaggio di cavidotti e installazione delle turbine vere e proprie. Si ripresenterebbe anche qui il dilemma di produrre energie da fonti green, impattando però su aree ambientali tutelate e protette.

Entrambi i Comuni hanno reagito contrariati al progetto così come è stato presentato. Ferriere, che sorge nel versante piacentino, ha indetto una raccolta firme per opporsi al parco eolico così come è stato concepito. E ha organizzato un incontro pubblico con la cittadinanza domenica 1° febbraio alle 15:00. Il Comune è anche contrariato alle tempistiche con cui potrebbe presentare rimostranze nei confronti del progetto, definito una “follia”:

È un termine strettissimo considerata la mole di documenti che compongono il progetto ma stiamo lavorando per mettere in luce, nel terme concesso e con argomentazioni pertinenti, tecniche e documentate, la follia di quest’iniziativa e del procedimento che la rende possibile

Parco eolico, Santo Stefano d’Aveto: “Sì alle rinnovabili, ma questo progetto è incompatibile col nostro territorio”

A questo comunicato ha fatto eco quello congiunto di maggioranza e opposizione del Consiglio comunale di Santo Stefano d’Aveto, che ha sottoscritto l’eccessivo impatto che il parco eolico avrebbe sul territorio del suo Parco naturale. Fermo restando che il Comune sanstevino è favorevole a impianti di energia rinnovabile, richiede una revisione del progetto così com’è attualmente, che

si caratterizza per dimensioni e impatto complessivo che risultano del tutto sproporzionati rispetto alla realtà territoriale, ambientale e paesaggistica del nostro Comune. Un intervento di tale portata non può essere considerato coerente né compatibile con le caratteristiche e le vocazioni del nostro territorio.
Una prima analisi della documentazione evidenzia inoltre diverse criticità e incongruenze, nonché il superamento di vincoli esistenti, giustificato principalmente dal richiamo alla necessità e urgenza dell’intervento, motivazioni riconducibili alle tempistiche di accesso ai fondi del PNRR. Riteniamo che tali esigenze non possano in alcun modo prevalere su una corretta pianificazione e sul rispetto del territorio e della comunità locale

Santo Stefano d’Aveto, quindi, sarà favorevole solo dopo una rimodulazione del disegno. Altrimenti è un secco no:

Per queste ragioni, le forze di maggioranza e di minoranza del Consiglio Comunale, esprimono una chiara e netta contrarietà al progetto “Ferriere 2” nella sua attuale configurazione, ribadendo che solo una profonda e completa riformulazione dello stesso potrà costituire la base per una eventuale futura rivalutazione.

Anche Santo Stefano D’Aveto poi ha organizzato un incontro pubblico domenica 8 febbraio alle 15. Una settimana esatta dopo quello di Ferriere per permettere alle due Amministrazioni di essere presenti in entrambe le adunanze. Nel segno della collaborazione tra i due Enti per un progetto che potrebbe segnare profondamente i rispettivi territori.