Emilia-Romagna, la Commissione bilancio dice no al taser per la Polizia Locale

Emilia-Romagna, la Commissione bilancio dice no al taser per la Polizia Locale

La Commissione bilancio dell’Emilia-Romagna per il momento respinge la proposta di dotare del taser i comandi di Polizia Locale regionale

Niente taser alla Polizia Locale. O almeno, non ancora. La Commissione bilancio dell’Emilia-Romagna ha per il momento respinto la possibilità che gli operatori del Corpo di tutto il territorio regionale possano dotarsi di questo strumento di autodifesa, che ha creato profondo dibattito in tutta Italia negli ultimi anni.

Da un lato la Regione emiliano-romagnola ha deciso di implementare le misure di sicurezza urbana, sottoscrivendo 20 accordi di programma con Comuni o Unioni di Comuni. Ma dall’altro la posizione sul taser resta controversa. A Reggio Emilia per esempio, nel 18 settembre 2025, un 42enne aveva perso la vita per via dell’utilizzo della pistola elettronica.

Ma comunque, di fronte all’evidenza di un maggiore bisogno di sicurezza, i consiglieri di minoranza che fanno parte della Commissione bilancio hanno presentato la proposta di dotare i comandi territoriali di Polizia Locale di strumenti di autodifesa, quali spray irritanti, guanti anti-taglio e anche il taser, secondo quanto riportato da BolognaToday.

Emilia-Romagna, no al taser della Commissione bilancio: “La sicurezza e l’ordine pubblico sono di competenza statali”

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La Commissione però ha detto momentaneamente di no in quanto rimanda alla competenza statale in materia di ordine pubblico e sicurezza. Dicendo, in sostanza, che non è necessaria una nuova legge regionale sul tema, ma si attendono le manovre dal Governo. Nonostante la sicurezza urbana sia avvertita come un tasto sempre più sensibile dalla popolazione emiliano-romagnola.

La proposta del centrodestra alla Commissione bilancio, riporta ancora BolognaToday, prevedeva anche l’istituzione di un fondo di copertura delle spese legali per la difesa degli operatori di Polizia Locale. Si tratta, insomma, di un insieme di proposte che richiederebbero finanziamenti regionali che l’Emilia-Romagna non stanzierà. Ma la porta non pare chiusa definitivamente.