La nuova legge per gli italiani all’estero accelera la trasformazione digitale dei servizi consolari

La nuova legge per gli italiani all’estero accelera la trasformazione digitale dei servizi consolari

La legge 19 gennaio 2026 n. 11 riassetta i servizi per gli italiani residenti all’estero: digitalizzazione dei processi, nuova organizzazione consolare, maggiore integrazione con l’ANPR, regole aggiornate su passaporti e documenti d’identità. Un provvedimento che impatterà milioni di cittadini e che si inserisce nel quadro delle trasformazioni delle smart nation.

Legge strategica per una cittadinanza globale

La legge 19 gennaio 2026, n. 11, rappresenta uno dei più importanti interventi normativi degli ultimi anni sulla gestione dei servizi consolari.

Il provvedimento aggiorna e semplifica i processi di riconoscimento della cittadinanza italiana, introduce modalità più snelle per le comunicazioni telematiche tra utenti e amministrazioni, e potenzia la struttura del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

L’obiettivo è quello di rendere i servizi per gli italiani all’estero più moderni, digitali e accessibili, in linea con gli standard delle smart city e delle smart administration.

Cittadinanza italiana, nuove procedure digitalizzate

Uno dei punti centrali riguarda la revisione delle procedure per il riconoscimento della cittadinanza.

La legge stabilisce che:

  • le domande dei maggiorenni residenti all’estero saranno gestite da un apposito ufficio dirigenziale centrale, non più dai singoli consolati;
  • le richieste dovranno essere inviate tramite servizio postale, con successiva gestione digitalizzata;
  • tutte le comunicazioni con i richiedenti avverranno esclusivamente per via telematica;
  • i consolati continueranno a trattare solo le domande già presentate prima della riforma.

Questa centralizzazione e digitalizzazione promette una significativa riduzione dei tempi, fissati a 36 mesi per la conclusione del procedimento.

AIRE e ANPR, verso un’unica grande anagrafe digitale

La riforma tocca in profondità anche l’iscrizione degli italiani all’estero, integrando l’AIRE nell’ANPR – Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente.

Tra i cambiamenti più rilevanti:

  • l’AIRE diventa parte integrante dell’ANPR, consolidando un’unica base dati nazionale;
  • le comunicazioni tra consolati e comuni saranno più rapide e vincolate a scadenze precise (48 ore);
  • ISTAT effettuerà un censimento permanente annuale degli italiani all’estero;
  • sono ridefinite le categorie escluse dall’iscrizione obbligatoria (es. diplomatici, personale NATO, docenti inviati all’estero).

L’integrazione tra banche dati consolari e sistemi nazionali rappresenta un salto di qualità per la governance digitale del Paese.

Passaporti, semplificazioni e tecnologie biometriche avanzate

La legge aggiorna anche la normativa sui passaporti, introducendo:

  • nuove regole per la denuncia di furto o smarrimento in Italia e all’estero;
  • possibilità di rilascio di un’attestazione di viaggio per i minori in specifici Stati esteri;
  • aggiornamento dei requisiti del documento, che includerà foto digitale, firma del titolare, microprocessore con dati biometrici, impronte e informazioni richieste dalla normativa UE.

L’obiettivo è un passaporto più sicuro, più interoperabile e più allineato agli standard internazionali.

Carta d’identità elettronica e servizi consolari

Dal 1° giugno 2026, tutti i cittadini residenti all’estero potranno richiedere la Carta d’Identità Elettronica (CIE) direttamente in qualsiasi comune italiano, indipendentemente dalla circoscrizione consolare.

Un passo che faciliterà viaggi, pratiche burocratiche e validità per l’espatrio.

Riorganizzazione del MAECI; più personale e competenze

La legge introduce anche misure organizzative che rafforzano la struttura del Ministero:

  • incremento della dotazione di personale: 2 dirigenti generali, 30 funzionari, 55 assistenti;
  • nuovo sistema di valutazione della performance per il personale a contratto all’estero;
  • ridefinizione dei requisiti di carriera diplomatica e dei ruoli nelle sedi più critiche.

La riforma punta a migliorare la qualità dei servizi consolari anche sul piano umano e gestionale.

La legge 19 gennaio 2026, n. 11 segna un cambio di paradigma: dalla frammentazione locale dei consolati alla gestione digitale centralizzata, dall’anagrafe comunale all’integrazione nell’ANPR, dall’amministrazione analogica alla smart diplomacy.

Si tratta di un passo fondamentale per rendere l’Italia una vera smart nation, in grado di offrire ai propri cittadini nel mondo servizi più semplici, più veloci e più sicuri.