HumanX Legal Referendum sulla riforma della giustizia, precisato il quesito da sottoporre agli elettori Laura Biarella 07 February 2026 Con un decreto del 7 febbraio 2026, il Presidente della Repubblica ha ufficializzato la formulazione definitiva del quesito referendario sulla legge costituzionale relativa all’ordinamento giurisdizionale e all’istituzione della Corte disciplinare. Il voto si terrà il 22 e 23 marzo 2026. Il decreto del Presidente della Repubblica: definito il quesito referendario Il 7 febbraio 2026 il Presidente della Repubblica ha emanato un decreto che precisa il quesito del referendum confermativo sulla legge costituzionale recante “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, approvata dal Parlamento e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2025. Il provvedimento si inserisce nel quadro previsto dall’art. 138 della Costituzione, che disciplina il procedimento di revisione costituzionale e la possibilità di sottoporre la legge a referendum qualora non sia stata approvata dai due terzi dei membri di ciascuna Camera. Il ruolo della Cassazione: riformulazione del quesito Il decreto recepisce la decisione dell’Ufficio centrale per il referendum presso la Corte suprema di cassazione, che il 6 febbraio 2026 ha: – dichiarato legittima la richiesta di referendum sulla legge costituzionale; – riformulato il quesito da sottoporre agli elettori. La riformulazione è avvenuta dopo una precedente ordinanza del 18 novembre 2025, che aveva già ammesso la consultazione popolare. La nuova formulazione è stata ritenuta necessaria per garantire chiarezza e coerenza rispetto al contenuto della legge costituzionale. Il quesito ufficiale che troveranno gli elettori Il referendum confermativo del 22 e 23 marzo 2026 si svolgerà sul seguente quesito: Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”? Si tratta di una riforma che interviene su più articoli della Costituzione, ridefinendo l’assetto dell’ordinamento giudiziario. Ma pure introducendo una nuova Corte disciplinare competente per le procedure a carico dei magistrati. Cosa cambia per gli elettori Il referendum è confermativo, quindi: – non è previsto il quorum; – la legge entrerà in vigore solo se prevarranno i Sì; – in caso di prevalenza dei No, la riforma non sarà promulgata. Gli elettori saranno chiamati a esprimersi su una revisione costituzionale che incide su equilibri delicati del sistema giudiziario. Ciò con particolare attenzione ai rapporti tra magistratura, Presidenza della Repubblica e organi disciplinari. Conclusione Con la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, il percorso verso il referendum del 22 e 23 marzo entra nella sua fase finale. La definizione del quesito rappresenta un passaggio essenziale per garantire trasparenza e comprensibilità agli elettori. Gli stessi sono chiamati a pronunciarsi su una delle riforme più rilevanti degli ultimi anni in materia di giustizia.