Droni e Polizia Locale, stop della Prefettura di Lecce

Droni e Polizia Locale, stop della Prefettura di Lecce

Un parere ministeriale chiarisce i limiti operativi dei SAPR: il controllo del territorio tramite droni resta una prerogativa esclusiva delle Forze di Polizia statali, escludendo i Comandi locali.

Il percorso verso la “città sorvegliata” dai droni subisce una brusca frenata normativa. Con una recente circolare (Prot. 0024109 del 12/02/2026), la Prefettura di Lecce ha messo un punto fermo sull’utilizzo dei Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (SAPR) da parte della Polizia Locale.

Nonostante l’evoluzione tecnologica e l’abbassamento dei costi rendano questi strumenti ideali per il contrasto all’illegalità, il quadro legislativo attuale ne limita drasticamente l’impiego autonomo da parte dei Comuni.

Quesito e parere del Ministero

La questione è nata da una richiesta di parere formulata dalla Prefettura al Ministero dell’Interno.

L’obiettivo era verificare se il personale della Polizia Locale potesse utilizzare i droni per funzioni cruciali di smart city, come il monitoraggio dell’abusivismo edilizio, il controllo dell’abbandono di rifiuti e, più in generale, la prevenzione di illeciti sul territorio.

La risposta del Dipartimento della Pubblica Sicurezza è stata netta: le funzioni di pubblica sicurezza tramite SAPR sono disciplinate da norme specifiche che non includono i corpi municipali.

La “riserva di competenza”: chi può volare?

Secondo quanto richiamato nel provvedimento, l’uso dei droni per la tutela della sicurezza pubblica è regolato dall’articolo 5 del decreto-legge n. 7/2015.

La norma stabilisce una riserva di competenza esclusiva a favore delle Forze di Polizia individuate dalla legge n. 121/1981 (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza).

  • Forze di Polizia Statali: hanno piena legittimità all’uso dei SAPR per il controllo dell’ordine e della sicurezza pubblica.
  • Guardia di Finanza: può utilizzarli anche per funzioni di polizia economica e finanziaria.
  • Polizia Locale: non è legittimata a svolgere in via autonoma attività di controllo del territorio mediante l’impiego di droni.

Implicazioni per le smart city

Il Prefetto di Lecce ha sottolineato come questa riserva normativa non possa essere estesa in via interpretativa ai Servizi di Polizia Locale.

Per le amministrazioni comunali che puntano sulla tecnologia per una “azione amministrativa performante”, questo limite rappresenta una sfida significativa.

Sebbene il drone rimanga uno strumento formidabile per la gestione delle emergenze o per rilievi tecnici (previa autorizzazione e in contesti specifici non legati alla pubblica sicurezza), il monitoraggio costante e preventivo del territorio dal cielo resta, per ora, una funzione riservata allo Stato.