HumanX Legal Sfida UE per eradicare la povertà entro il 2035 Laura Biarella 13 February 2026 UE Povertà eradicata entro il 2035. Il Parlamento Europeo traccia la rotta per un continente libero dalla marginalità sociale. Tra nuove garanzie per l’infanzia, accesso universale ai servizi e il piano per azzerare l’homelessness entro il 2030, le città intelligenti di domani si preparano a diventare il cuore pulsante dell’inclusione. Nuovo paradigma per la dignità umana Non può esserci “smart city” senza “social city”. Il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione storica che definisce la povertà non solo come una piaga economica, ma come una vera e propria violazione della dignità umana. Con 385 voti favorevoli, gli eurodeputati hanno chiesto alla Commissione di accelerare i tempi: l’obiettivo è l’eradicazione totale della povertà nell’Unione Europea entro il 2035. Per i centri urbani, che oggi ospitano la maggior parte della popolazione a rischio esclusione, questa direttiva rappresenta un invito a ripensare le infrastrutture sociali e i modelli di governance locale, integrando la tecnologia con politiche di welfare di prossimità. 20 miliardi per i cittadini di domani Hub della proposta riguarda il contrasto alla povertà infantile, un fenomeno che oggi colpisce un bambino su quattro in Europa. Il Parlamento chiede lo stanziamento di almeno 20 miliardi di euro per la Garanzia europea per l’infanzia. Nelle città intelligenti del futuro, questo si traduce in un accesso gratuito e digitale a sanità, istruzione e nutrizione sana. Le smart city dovranno farsi carico di abbattere le barriere geografiche e digitali, garantendo che i servizi educativi e di cura siano distribuiti capillarmente in ogni quartiere, eliminando le “zone d’ombra” della periferia. Servizi universali e il diritto alla casa La tecnologia urbana deve servire a rendere i servizi essenziali più accessibili. Il report dell’Europarlamento sottolinea l’importanza di investimenti pubblici massicci in edilizia popolare, acqua, servizi igienici, energia e trasporti. Punto cruciale è l’impegno ad azzerare il fenomeno dei senza dimora entro il 2030. In questo contesto, le smart city possono giocare un ruolo chiave attraverso l’analisi dei dati per il monitoraggio del disagio abitativo e lo sviluppo di soluzioni di co-housing e social housing tecnologicamente avanzate e a basso impatto ambientale. Occupazione e partecipazione, cittadino al centro La lotta alla povertà passa inevitabilmente per il lavoro dignitoso. Gli eurodeputati chiedono politiche che garantiscano la parità salariale e una protezione sociale robusta. Tuttavia, la vera innovazione risiede nella partecipazione politica: il report sollecita il coinvolgimento diretto delle persone in condizioni di povertà nei processi decisionali. Le piattaforme di partecipazione digitale delle smart city dovranno quindi evolversi per includere anche le fasce più vulnerabili, trasformandole da “utenti passivi” a “co-progettisti” delle politiche urbane. Una strategia per il 2026 In attesa che la Commissione Europea presenti la prima strategia ufficiale anti-povertà nel 2026, il messaggio del Parlamento è chiaro: la crescita economica deve camminare di pari passo con la giustizia sociale. Le città del futuro non saranno valutate solo per la velocità della loro connessione 5G o per l’efficienza dei loro sensori, ma per la loro capacità di non lasciare indietro nessuno. La sfida verso il 2035 è appena iniziata.