Appalti pubblici, confermato il principio di rotazione: escluso il gestore uscente

Appalti pubblici, confermato il principio di rotazione: escluso il gestore uscente

Appalti pubblici, una sentenza chiarisce l’applicazione del principio di rotazione negli affidamenti sotto soglia sul MEPA. Il TAR Campania respinge il ricorso di una società esclusa da una gara per la manutenzione del parco automezzi.

Il caso: appalto per la manutenzione degli automezzi

Il Tribunale amministrativo regionale della Campania ha ribadito un principio centrale nella disciplina degli appalti pubblici sotto soglia: la rotazione degli affidamenti. Con la sentenza n. 1358/2026, il TAR di Napoli ha respinto il ricorso presentato da una società esclusa da una procedura di affidamento relativa al servizio biennale di manutenzione del parco automezzi aziendale.

L’appalto, del valore di circa 38mila euro oltre IVA, era stato gestito tramite richiesta di offerta sul Mercato elettronico della pubblica amministrazione (MEPA), coinvolgendo più operatori economici.

L’esclusione del gestore uscente

La società ricorrente era stata esclusa dalla procedura perché risultava essere il gestore uscente del servizio. L’amministrazione ha infatti applicato il principio di rotazione previsto dal nuovo Codice dei contratti pubblici, contenuto nel decreto legislativo n. 36 del 2023.

Secondo tale principio, negli affidamenti sotto soglia comunitaria la pubblica amministrazione deve evitare di affidare consecutivamente lo stesso servizio al medesimo operatore economico, per garantire maggiore concorrenza e favorire la partecipazione di nuove imprese.

Le contestazioni della società

Nel ricorso al TAR, la società esclusa ha sostenuto che il principio di rotazione non avrebbe dovuto essere applicato nel caso specifico. Secondo l’azienda, la procedura non poteva essere considerata un affidamento diretto, dal momento che l’amministrazione aveva richiesto più preventivi tramite il MEPA.

La difesa dell’impresa ha inoltre contestato la mancanza di un effettivo rinnovo consecutivo dello stesso affidamento, elemento che, a suo avviso, avrebbe reso illegittima l’esclusione.

La decisione del TAR

I giudici amministrativi hanno però respinto queste argomentazioni. Nella sentenza viene chiarito che, anche quando la stazione appaltante richiede più offerte attraverso piattaforme come il MEPA, la procedura può comunque mantenere la natura di affidamento diretto sotto soglia.

In questo contesto, il principio di rotazione continua ad applicarsi. Per il TAR Campania, dunque, l’amministrazione ha agito correttamente escludendo l’operatore uscente dalla procedura, in quanto già titolare del precedente contratto per lo stesso servizio.

Le conseguenze della sentenza

Con il rigetto del ricorso, la società ricorrente è stata inoltre condannata al pagamento delle spese di giudizio, quantificate in 3.500 euro.

La decisione rappresenta un’ulteriore conferma dell’orientamento giurisprudenziale volto a rafforzare il principio di rotazione negli affidamenti sotto soglia, uno degli strumenti chiave introdotti dal nuovo Codice degli appalti per favorire trasparenza e concorrenza nel mercato pubblico.