AI, l’UE accelera sulla semplificazione delle regole: accordo del Consiglio sull’AI Act

AI, l’UE accelera sulla semplificazione delle regole: accordo del Consiglio sull’AI Act

Il Consiglio dell’Unione europea ha raggiunto un accordo sulla proposta di semplificazione delle regole sull’AI. Nell’ambito del pacchetto Omnibus VII, l’UE punta a rendere più proporzionata l’attuazione dell’AI Act, rafforzare la sovranità digitale europea e ridurre gli oneri per imprese e pubbliche amministrazioni, fissando nuove scadenze e introducendo ulteriori garanzie sui sistemi ad alto rischio.

Uno step nella strategia europea di semplificazione digitale

L’Unione europea compie un nuovo passo nel percorso di semplificazione normativa sull’intelligenza artificiale. Il 13 marzo 2026, il Consiglio UE ha adottato la propria posizione sul pacchetto legislativo che mira a snellire l’applicazione delle regole sull’IA, intervenendo in modo mirato sull’AI Act già approvato.

La proposta rientra nell’ambito del pacchetto Omnibus VII, parte integrante dell’agenda europea per la semplificazione e la competitività, con l’obiettivo di rendere il quadro regolatorio digitale più chiaro, coerente e sostenibile per imprese, pubbliche amministrazioni e innovatori.

Più certezza giuridica e tempi calibrati per i sistemi di IA ad alto rischio

Uno dei punti centrali dell’accordo riguarda la rimodulazione delle tempistiche di applicazione delle norme sui sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio. Il Consiglio ha stabilito date certe e uniformi:

  • 2 dicembre 2027 per i sistemi di IA ad alto rischio “stand‑alone”;
  • 2 agosto 2028 per i sistemi ad alto rischio incorporati in prodotti regolamentati.

La logica è consentire l’entrata in vigore delle regole solo dopo che la Commissione europea avrà messo a disposizione standard tecnici armonizzati e strumenti di supporto adeguati, evitando incertezze applicative e frammentazioni tra Stati membri.

Semplificazioni per le imprese, ma senza abbassare le tutele

Nel solco del lavoro avviato dalla Commissione europea, il mandato del Consiglio conferma l’estensione di alcune agevolazioni regolatorie previste per le PMI anche alle small mid‑caps, riducendo gli obblighi solo in un numero limitato di casi.

Al contempo, il Consiglio ha ritenuto necessario rafforzare alcune garanzie chiave:

  • viene reintrodotto l’obbligo di registrazione nel database europeo dei sistemi di IA ad alto rischio anche per i fornitori che ritengono di rientrare in un regime di esenzione;
  • viene riaffermato il principio di stretta necessità nel trattamento di categorie particolari di dati personali per finalità di individuazione e mitigazione dei bias.

Nuovi divieti e maggiore tutela contro abusi dell’IA

Il testo approvato introduce una nuova esplicita proibizione di pratiche di intelligenza artificiale legate alla generazione:

  • di contenuti sessuali o intimi non consensuali;
  • di materiale di abuso sessuale su minori.

Una scelta che rafforza l’approccio europeo fondato sulla centralità dei diritti fondamentali e sulla prevenzione degli usi dannosi delle tecnologie emergenti.

Governance dell’IA, ruolo dell’AI Office e competenze nazionali

L’accordo chiarisce e rafforza i poteri dell’AI Office europeo, soprattutto per la supervisione dei sistemi basati su modelli di intelligenza artificiale di uso generale (GPAI) quando modello e sistema sono sviluppati dallo stesso fornitore.

Restano tuttavia di competenza delle autorità nazionali settori sensibili come:

  • forze dell’ordine,
  • gestione delle frontiere,
  • autorità giudiziarie,
  • istituzioni finanziarie.

Inoltre, il Consiglio ha deciso di posticipare al 2 dicembre 2027 il termine per l’istituzione dei sandbox regolatori nazionali sull’IA, strumenti considerati fondamentali per favorire sperimentazione controllata e innovazione.

Verso negoziati col Parlamento europeo

Con l’approvazione del mandato, la presidenza di turno del Consiglio è pronta ad avviare i negoziati interistituzionali con il Parlamento europeo. L’obiettivo politico è chiaro: sostenere la competitività europea, ridurre gli oneri amministrativi e accompagnare l’adozione dell’intelligenza artificiale in modo responsabile e armonizzato.

Come ha sottolineato la vicepresidente cipriota per gli Affari europei Marilena Raouna, la semplificazione dell’AI Act è una leva strategica per rafforzare la sovranità digitale dell’Unione e creare un ecosistema più favorevole all’innovazione.

Contesto più ampio, competitività e “rivoluzione della semplificazione”

L’iniziativa si inserisce nel quadro delineato dai rapporti Letta e Draghi sulla competitività europea e dalla dichiarazione di Budapest del novembre 2024, che ha lanciato una vera e propria “rivoluzione della semplificazione” normativa.

Dal febbraio 2025, la Commissione ha presentato dieci pacchetti Omnibus per ridurre la complessità legislativa in settori chiave, dalla sostenibilità alla difesa, dall’automotive al digitale. L’intelligenza artificiale resta uno dei pilastri di questa strategia.