Politiche ambientali HumanX Crisi idrica: prelievi in calo, razionamenti in aumento. L’Italia affronta la sfida dell’acqua Laura Biarella 22 March 2026 Eco-News Energia Sostenibilità Acqua e Italia. Il nuovo Focus ISTAT 2026 fotografa un Paese sempre più esposto alla scarsità idrica: nel 2024 i prelievi per uso potabile scendono ai minimi degli ultimi 25 anni, mentre aumentano razionamenti, sfiducia nell’acqua del rubinetto e criticità nel settore agricolo. Sicilia, Calabria e Puglia le aree più fragili. Crescono i costi per famiglie e imprese e si amplia il divario territoriale. L’Italia consuma meno acqua potabile, ma non è una buona notizia Nel 2024 i prelievi di acqua per uso potabile scendono a 8,87 miliardi di m³, il livello più basso degli ultimi 25 anni (–3% rispetto al 2022). La riduzione non deriva da un miglioramento strutturale, ma da: – minore disponibilità delle fonti, soprattutto nel Sud e nelle Isole – razionamenti diffusi – infrastrutture obsolete – calo demografico e consumi più contenuti L’Italia resta comunque prima nell’UE per volumi prelevati, superando Francia e Germania, con un forte ricorso alle acque sotterranee, risorsa strategica ma sempre più sotto pressione. Razionamenti, oltre un milione di residenti coinvolti Nel 2025 i capoluoghi interessati da sospensioni o riduzioni dell’erogazione salgono da 14 a 17, con oltre 1 milione di residenti coinvolti. Le situazioni più critiche si registrano in: – Sicilia (Agrigento, Enna, Trapani, Palermo, Messina, Catania) – Calabria (Vibo Valentia, Reggio Calabria, Cosenza) – Abruzzo e Molise – Basilicata In alcuni territori, come Agrigento, l’erogazione è stata limitata o sospesa per tutti i 365 giorni dell’anno, con turnazioni settimanali e ricorso massiccio alle autobotti. Famiglie, cresce la sfiducia nell’acqua del rubinetto Tre famiglie su dieci (29,9%) non si fidano a bere l’acqua del rubinetto. Il dato è in aumento e presenta forti differenze territoriali: – Sicilia 57,6% – Sardegna 52,1% – Calabria 44,6% – Nord-est 19,6% La percezione negativa si intreccia con la qualità del servizio: nelle Isole solo il 68% delle famiglie si dichiara soddisfatto dell’erogazione idrica, contro oltre il 90% del Nord. Acque minerali: consumi stabili, Umbria al primo posto L’82–87% degli italiani consuma almeno mezzo litro di acqua minerale al giorno. L’Umbria guida la classifica con il 92,1% dei residenti consumatori abituali. I prelievi nazionali restano stabili a 19 milioni di m³, con Lombardia e Piemonte che insieme coprono il 37,5% della produzione. Agricoltura, fragilità crescente e forti squilibri territoriali Il settore agricolo è tra i più colpiti dalla scarsità idrica. Nel 2023: – sono stati irrigati 2,19 milioni di ettari, pari al 18% della SAU – oltre il 61% delle superfici irrigate dipende da acquedotti, consorzi o enti irrigui – il 26,4% usa acque sotterranee – solo il 9,8% utilizza acque reflue trattate Le criticità maggiori si concentrano nel Mezzogiorno, dove il 98% delle aziende segnala problemi idrici. In Puglia oltre il 45% delle aziende agricole del Sud con difficoltà irrigue è concentrato in una sola regione, evidenziando uno squilibrio strutturale tra disponibilità d’acqua e peso del comparto agricolo. Costi in aumento: famiglie e imprese pagano di più Nel 2023 la spesa per la gestione delle acque reflue raggiunge 13,5 miliardi di euro (+1% sul 2022). La ripartizione è la seguente: – 71% imprese – 19% famiglie – 10% Pubblica Amministrazione Quattro famiglie su dieci considerano elevati i costi dell’acqua, con picchi nelle Isole (54,4%). Servono investimenti strutturali Il quadro delineato dall’ISTAT evidenzia una crisi idrica ormai strutturale. Le priorità per i prossimi anni includono: – rinnovare le reti idriche per ridurre le perdite – aumentare la capacità di invaso – potenziare il riuso delle acque reflue – sostenere l’agricoltura con sistemi irrigui efficienti – migliorare la comunicazione e la trasparenza verso i cittadini L’acqua è una risorsa sempre più scarsa: la sfida è trasformare l’emergenza in una strategia nazionale di lungo periodo.