Genova, presentato il progetto del Politecnico di Milano per la mobilità in Val Bisagno: sarà una funivia. I dettagli

Genova, presentato il progetto del Politecnico di Milano per la mobilità in Val Bisagno: sarà una funivia. I dettagli

Sarà una funivia a cercare di implementare la mobilità in Val Bisagno a Genova, ecco il progetto studiato dal Politecnico di Milano: 8 fermate, 6,5 chilometri di lunghezza e 50 cabinovie, tutti i dettagli

Non più lo Skymetro, ma comunque qualcosa di sospeso da terra. La rivoluzione della mobilità pubblica in Val Bisagno sarà portata da una funivia. Confermate dunque le anticipazioni circolate nelle ultime settimane, in cui si è attesa con fibrillazione la proposta avanzata dal Politecnico di Milano, che ha consegnato il progetto dopo mesi di studio. E con qualche tempo di ritardo rispetto alla consegna inizialmente prevista, dovuta alla necessità di reperire altri dati.

Sabato 28 marzo a Palazzo Tursi il professor Pierluigi Coppola, a capo della squadra che ha elaborato il disegno della funivia, ha presentato la proposta accanto alla sindaca di Genova, Silvia Salis, che ha introdotto l’evento ricordando che

A neanche un anno dal nostro insediamento, presentiamo lo studio che abbiamo commissionato al Politecnico di Milano per individuare una soluzione che sia sostenibile, meno costosa. E che ci consenta anche opere di riqualificazione del territorio e, soprattutto, che abbia una portata coerente con la domanda di quella zona di Genova

La proposta funiviaria è stata la migliore delle tre soluzioni che il Politecnico di Milano ha valutato, insieme al Bus Rapid Transit e a una possibile tranvia. Ma la funivia è risultata la scelta più adatta a una valle densamente edificata, con non molte strade che per giunta sono parecchio trafficate. Per garantire una mobilità pubblica rapida e il meno possibile influenzata dal traffico gli studiosi hanno dunque formulato una proposta sospesa e sopraelevata, un po’ come doveva essere lo Skymetro. Che però è stato scartato per varie ragioni.

Innanzitutto i costi, perché la funivia necessiterebbe di un investimento stimato tra i 140 e 160 milioni, mentre il progetto finale della metropolitana di superficie valeva 580 milioni di euro. E anche i costi di manutenzione dovrebbero aggirarsi circa attorno alla metà. A livello di costi stimati, peraltro, anche le soluzioni BRT e tranvia avrebbero richiesto una spesa maggiore.

Poi il cantiere dello Skymetro sarebbe durato di più, mentre quello della linea funiviaria entro due anni dovrebbe essere completato. Inoltre il tempo stimato di percorrenza di tutta la tratta dovrebbe essere di 7 minuti, contro i 10 ipotizzati per il treno sospeso. Principalmente grazie al fatto che non dovrebbero esserci tempi d’attesa tra una cabina e l’altra. Gli studi extra che il Politecnico ha compiuto hanno calcolato in circa 146mila spostamenti giornalieri in tutta la Val Bisagno, soprattutto nella parte Bassa, con una media di 1,6 mila ogni ora per direzione. Numeri che renderebbero, secondo il Politecnico milanese, troppo eccessiva la portata di una metropolitana che sarebbe arrivata a 15mila passeggeri.

Genova, funivia in Val Bisagno: i dettagli del progetto del Politecnico di Milano

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Il professor Pierluigi Coppola ha spiegato come è nata l’idea di una funivia urbana come quella che dovrebbe arrivare in Val Bisagno:

L’ispirazione del nostro studio arriva dall’inaugurazione, il 13 dicembre scorso a Parigi, della prima Funivia Urbana integrata con il sistema di trasporto pubblico anche dal punto di vista tariffario. È un’idea tecnicamente fattibile, anche grazie alla piena integrazione con la fermata della metropolitana di Brignole. Inoltre, la realizzazione delle stazioni costituirebbe un’opportunità di sviluppo e riqualificazione di alcune aree della valle

Da qui la proposta per una linea funiviaria che parta da Brignole, integrandosi così con metropolitana e ferrovia, per poi snodarsi lungo 6,5 chilometri fino a Molassana. Le fermate totali dovrebbero essere 8: Brignole, Sardegna, quindi non propriamente lungo il Bisagno, Marassi, Bobbio, Staglieno, Guglielmetti, Sciorba e Molisana. Le stazioni saranno il più possibile integrate col territorio e gli edifici già esistenti.

La linea sospesa si servirà di 50 piloni, con distanze e altezze diverse tra loro. Per esempio, tra le fermate Sardegna e Marassi, i piloni sono stati posizionati al limite dell’alveo del torrente per limitare le interferenze con gli edifici e presentano le altezze e i distanziamenti più elevati con 350 metri di distanziamento e circa 40 metri di altezza. In media i piloni saranno alti tra i 20 e 25 metri e distanti circa 200 tra loro. Le funi e i piloni saranno sempre ad almeno 10 metri di distanza dagli edifici. I basamenti saranno realizzati tutti fuori dall’alveo del Bisagno, in un’area densamente abitata ed edificata. Per cui in certe circostanze sono usati spazi per esempio appartenenti ad Amt, come la fermata Guglielmetti. Resta il fatto che a livello perlomeno visivo e paesaggistico, l’impatto potrebbe essere comunque notevole.

Nuova funivia in Val Bisagno: le stazioni e la problematica vento

A proposito delle stazioni, saranno tutte sospese in media a 5 metri d’altezza, tranne quella di Sardegna che viene posizionata a livello strada. Alcune sono pensate per l’intermodalità, come quella di Brignole oppure quella di Molassana, a 200 metri dal terminal bus di largo Boccardo. Mentre, secondo lo studio del Politecnico, le stazioni di Staglieno e Sciorba potrebbero portare a importanti riqualificazioni della zona. In zona Sciorba, peraltro, la fermata si presterebbe bene per il progetto della Cittadella dello Sport che sta prendendo forma. Non si escludono eventuali tratte complementari come quella verso i Forti, verso Quezzi o un prolungamento di quasi 2 km da Molassana.

La funivia prevede anche una facilitazione di accesso per chi ha mobilità ridotta. Perché l’intervallo di 30 secondi tra il transito di una cabina e di quella successiva consente di rallentare la marcia in tempo per aiutare la salita e la discesa. In totale circolerebbero circa 100 cabine da 10-15 posti ciascuna.

Una delle critiche principali mosse al progetto è quello del vento che spesso sferza la Val Bisagno. Le raffiche potrebbero compromettere il funzionamento e la sicurezza delle cabine. Ma i progettisti dicono che questo rischio è molto basso. In termini di numeri, le attuali tecnologie garantiscono l’utilizzo della funivia in sicurezza anche in condizioni di ventocon velocità compresa tra gli 80 e i 90 km/h.

Comunque, per precauzione, il Politecnico di Milano ha formulato l’ipotesi di far funzionare il servizio fino a che il vento non raggiunge i 70 km/h. La probabilità stimata di una velocità più elevata, in base ai dati raccolti tra gennaio 2019 e dicembre 2025, con oltre 57mila rilevazioni, è dello 0,2%. Che si tradurrebbe in un massimo di 1-2 giornate all’anno di sospensione totale del servizio. La proposta, in ogni caso, non è definitiva. Silvia Salis ha ribadito che

Nessuna decisione è ancora stata presa e nessuna decisione sarà presa senza prima passare dalla discussione in Commissione consiliare. E senza prima aver portato a termine un percorso di partecipazione con i cittadini dei due Municipi interessati dal progetto