Riduzione scorte petrolifere, l’Italia rilascia 1,61 milioni di TEP per stabilizzare il mercato globale

Riduzione scorte petrolifere, l’Italia rilascia 1,61 milioni di TEP per stabilizzare il mercato globale

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha approvato un decreto che riduce temporaneamente gli obblighi di scorte petrolifere per il 2026.

L’Italia contribuirà con 1.610.800 tonnellate equivalenti di petrolio al piano di rilascio coordinato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), in replica alle tensioni sul mercato globale causate dalle difficoltà di transito nello Stretto di Hormuz e dalla riduzione della produzione mondiale.

Italia, via al rilascio delle scorte petrolifere, cosa prevede il decreto 26 marzo 2026

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha pubblicato il decreto del 26 marzo 2026, con cui dispone una significativa riduzione temporanea delle scorte petrolifere di sicurezza per fronteggiare la crisi internazionale degli approvvigionamenti.

La misura replica alla richiesta dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, che l’11 marzo 2026 ha avviato la procedura di emergenza, chiedendo ai Paesi membri un intervento coordinato per stabilizzare il mercato globale.

Nel decreto si legge che l’AIE ha richiesto all’Italia “un contributo totale pari a circa 9,966 milioni di barili di petrolio greggio, pari a circa 1,611 milioni di tonnellate di petrolio equivalente”.

Perché l’Italia rilascia le scorte petrolifere

La decisione arriva in un contesto di notevole instabilità internazionale:

  • difficoltà di transito nello Stretto di Hormuz, uno dei principali chokepoint globali;
  • riduzione della produzione petrolifera in alcuni Paesi esportatori;
  • rischio di tensioni sui prezzi e sull’approvvigionamento europeo.

L’AIE ha chiesto ai Paesi membri di inviare “un messaggio unitario e forte per stabilizzare il mercato petrolifero globale”, tramite un rilascio coordinato delle scorte.

Cosa cambia per l’Italia, numeri del rilascio

Il decreto stabilisce che dal 1° aprile al 30 giugno 2026:

  • la riduzione riguarda esclusivamente le scorte detenute nel territorio comunitario ma fuori dall’Italia, come previsto dall’art. 8 del d.lgs. n. 249/2012;
  • saranno rilasciati: 1.155.100 TEP di altri prodotti petroliferi (coke di petrolio, semilavorati, lubrificanti, bitumi), 455.700 TEP di olio combustibile, per un totale di 1.610.800 TEP.

Il decreto specifica: “Saranno oggetto di rilascio i quantitativi di scorte libere dislocate nel territorio comunitario al di fuori del territorio dello Stato italiano”.

Impatto sui soggetti obbligati

I soggetti che immettono in consumo prodotti petroliferi potranno immettere sul mercato i quantitativi liberati dal destoccaggio.

Il nuovo ammontare dell’obbligo di scorta sarà disponibile sulla piattaforma OCSIT all’indirizzo mase.ocsit.it/scorte.

Cosa succede dopo giugno 2026

Il decreto prevede ulteriori misure per il secondo semestre:

  • dal 1° luglio al 31 dicembre 2026 sarà mantenuta una riduzione complessiva delle scorte pari a 1.610.800 TEP;
  • nello stesso periodo sarà vietato a OCSIT autorizzare nuove detenzioni all’estero per olio combustibile e altri prodotti petroliferi.

Un successivo provvedimento del Ministro definirà tempi e modalità di ricostituzione delle scorte, in coordinamento con AIE e Commissione europea.

Perché questa misura è strategica per l’Italia

La riduzione temporanea delle scorte:

  • contribuisce alla stabilità del mercato internazionale;
  • evita tensioni sui prezzi interni;
  • tutela la sicurezza energetica nazionale mantenendo margini adeguati sulle scorte più critiche (benzina, gasolio, jet fuel).

Il decreto rimarca la necessità di “mantenere un ampio margine di sicurezza nella detenzione dei prodotti di maggior consumo”.