Tech Digitalizzazione degli archivi pubblici, al via 11 progetti pilota che ridisegnano la PA del futuro Laura Biarella 10 April 2026 Digitalizzazione Digitalizzazione degli archivi pubblici, il Dipartimento per la Trasformazione Digitale e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato avviano 11 progetti pilota per digitalizzare archivi storici, amministrativi e sanitari. Obiettivo costruire modelli replicabili, migliorare i servizi pubblici e proteggere la memoria documentale del Paese. La digitalizzazione entra negli archivi: un’infrastruttura strategica per il Paese La digitalizzazione degli archivi pubblici rappresenta uno dei passaggi più significativi della strategia nazionale per una Pubblica Amministrazione moderna, efficiente e sostenibile. L’iniziativa, sostenuta dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale (DTD) e realizzata tramite convenzione con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), punta a trasformare un patrimonio documentale spesso frammentato in un sistema integrato, sicuro e accessibile. Secondo il Sottosegretario all’Innovazione tecnologica Alessio Butti, la digitalizzazione consente di “trasformare un patrimonio frammentato in un’infrastruttura strategica di dati”, migliorando concretamente i servizi per cittadini e imprese. 11 progetti pilota, dalla storia alla sanità, passando per l’edilizia I progetti pilota avviati sono 11 e coprono un ampio spettro di tipologie documentali: Materiali storico-culturali Pratiche edilizie e documentazione amministrativa Cartelle sanitarie e atti di natura clinica Questa varietà consente di testare modelli replicabili in contesti diversi, raccogliendo dati qualitativi e quantitativi utili a definire le future linee guida nazionali. Paolo Perrone, Presidente di IPZS, sottolinea che digitalizzare significa “proteggere e restituire il patrimonio documentale ai cittadini, agli storici e ai ricercatori in una forma davvero fruibile”. Amministrazioni coinvolte, una mappa che copre l’Italia La sperimentazione coinvolge sia amministrazioni centrali sia enti territoriali. Tra i partecipanti: Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale Avvocatura dello Stato Regioni: Calabria, Emilia-Romagna Province: Biella, Terni, Treviso Comuni: Bologna, Genova, Reggio Calabria, Torino, Venezia In fase di avvio anche: Senato della Repubblica, Comune di Napoli, Regione Marche. La distribuzione geografica garantisce una rappresentatività ampia e un test efficace delle soluzioni digitali in contesti amministrativi differenti. Un progetto di sistema, collaborazione istituzionale e governance condivisa Data la portata nazionale dell’iniziativa, il progetto coinvolge anche: Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani UPI – Unione delle Province d’Italia Direzione Generale Archivi del Ministero della Cultura Il modello di governance punta a creare un ecosistema coordinato, capace di sostenere la transizione digitale degli archivi in modo uniforme e scalabile. Perché è strategico, benefici concreti per PA, cittadini e territorio La digitalizzazione degli archivi pubblici produce vantaggi immediati e di lungo periodo: Efficientamento dei servizi pubblici Riduzione dei costi di gestione e liberazione di spazi fisici Protezione del patrimonio documentale da rischi ambientali Accessibilità per studiosi, ricercatori e cittadini Valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico Si tratta di una trasformazione che non riguarda solo la tecnologia, ma il modo stesso in cui la PA gestisce, conserva e mette a valore i propri dati. Verso una PA più digitale Gli 11 progetti pilota rappresentano il primo tassello di una strategia più ampia che mira a costruire una Pubblica Amministrazione trasparente, sostenibile e data-driven. La digitalizzazione degli archivi non è solo un intervento tecnico: è un investimento sulla memoria del Paese e sulla qualità dei servizi pubblici del futuro.