Pantouflage, il nuovo parere ANAC

Pantouflage, il nuovo parere ANAC

Pantouflage, per ANAC il “periodo di raffreddamento” blocca il passaggio di un ingegnere comunale alla ditta vincitrice dell’appalto.

Per l’Autorità Anticorruzione redigere perizie di variante configura esercizio di poteri autoritativi.

Il passaggio diretto dal settore pubblico al privato, quando si è gestito un appalto, non è solo una questione di opportunità, ma un esplicito divieto di legge.

Col Parere Anticorruzione del 1 aprile 2026 (fascicolo 1267/2026), ANAC conferma la violazione del divieto di pantouflage per un ingegnere, assistente tecnico presso l’ufficio lavori pubblici di un Comune, intenzionato a lavorare per l’impresa stradale di cui aveva diretto i lavori.

Dalle varianti in cantiere all’offerta di lavoro

La vicenda riguarda un tecnico comunale che, tra il 2024 e il 2025, ha ricoperto il ruolo di Direttore dei Lavori (D.L.) per un appalto di rifacimento della pavimentazione stradale.

Durante l’esecuzione dell’opera, l’ingegnere ha redatto due perizie di variante e i relativi stati di avanzamento lavori, documenti fondamentali che hanno modificato l’assetto economico del contratto a favore dell’impresa.

Subito dopo la conclusione del rapporto con il Comune, l’impresa vincitrice dell’appalto ha prospettato l’assunzione del professionista.

Una mossa che ha fatto scattare l’allarme sulla regolarità dell’operazione ai sensi dell’art. 53, comma 16-ter del d.lgs. n. 165/2001.

Perché scatta il divieto di “Pantouflage”

L’Autorità ha ribadito che il divieto serve a prevenire che un dipendente pubblico possa agevolare un privato durante il servizio, sperando in una futura assunzione (le cosiddette “porte girevoli”).

Per ANAC non conta se il tecnico non ha partecipato alle sedute di Giunta o se non ha firmato direttamente gli impegni di spesa. I punti chiave che hanno portato al “no” dell’Autorità sono:

  • Potere autoritativo: redigendo le perizie di variante, il Direttore Lavori incide in modo determinante sulla sfera giuridica ed economica del privato.
  • Contatto diretto: l’ingegnere ha operato in via esclusiva con l’esecutore, valutando profili tecnici e contabili nell’interesse della PA.
  • Periodo di raffreddamento: la legge impone un blocco di 3 anni dalla cessazione del rapporto pubblico prima di poter lavorare per soggetti privati che sono stati destinatari dell’attività del dipendente.

Contratti nulli e sanzioni

Il parere di ANAC è categorico: l’eventuale assunzione dell’ingegnere comporterebbe la nullità del contratto di lavoro.

Ma non solo: la ditta privata coinvolta subirebbe il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione per i successivi 3 anni, con l’obbligo di restituire eventuali compensi già percepiti.

La decisione sottolinea ancora una volta come l’attività del Direttore Lavori sia considerata “sostanziale” e non puramente formale, rendendola pienamente soggetta alle rigide norme anticorruzione che regolano il post-impiego pubblico.