Smart Road HumanX Servizi a 15 minuti, solo un italiano su tre li raggiunge a piedi. Puglia prima, Valle d’Aosta ultima Laura Biarella 20 April 2026 Citizen Mobility Servizi a 15 minuti: solo un italiano su tre li raggiunge a piedi. Il nuovo report Urban Pulse 15 del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne fotografa l’accessibilità reale ai servizi di prossimità nelle città italiane: il 35,7% della popolazione può raggiungere a piedi, entro 15 minuti, attività essenziali quali negozi, servizi alla persona, mobilità e cura. Forte divario territoriale, Sud e Isole più performanti del Nord-Est. Gli over 70 risultano i più penalizzati. L’Italia dei servizi a 15 minuti, fotografia 2026 Per l’analisi del Centro Studi Tagliacarne, solo un italiano su tre (35,7%) può raggiungere a piedi, in un quarto d’ora, i principali servizi necessari alla vita quotidiana, dal supermercato al parrucchiere, dalla palestra al meccanico. Il dato conferma quanto la “Città dei 15 minuti”, pattern urbano teorizzato da Carlos Moreno, sia ancora lontana dall’essere realtà omogenea nel Paese. Le differenze territoriali risultano marcate: – Puglia guida la classifica con il 47,3% della popolazione servita; – seguono Campania (42,5%) e Lazio (41,2%); – in coda Valle d’Aosta (23,8%), Molise (24,5%) e Umbria (24,7%) . Il Mezzogiorno, sovente penalizzato in altri indicatori socio‑economici, mostra invece una maggiore prossimità funzionale: la copertura dei servizi scende progressivamente spostandosi verso Nord, fino al minimo del 28% nel Nord‑Est. Province più accessibili: BAT, Bari, Milano e Napoli sopra il 50% A livello provinciale emergono sistemi urbani più compatti e integrati: – Barletta‑Andria‑Trani è prima con il 56,1% della popolazione servita; – seguono Bari (52,3%), Milano (51,1%) e Napoli (50,4%) . All’estremo opposto, territori caratterizzati da dispersione insediativa e morfologie complesse: – Belluno (16%), – Rieti (17,4%), – Frosinone (18,6%). Il dato conferma come la densità urbana e la vicinanza tra residenza e servizi restino fattori determinanti per la qualità della vita e la mobilità sostenibile. Quali servizi sono più raggiungibili? L’indice distingue sei funzioni sociali. Le più accessibili risultano: – Living (45,3%): servizi di quartiere e alla persona (parrucchieri, uffici postali, sartorie); – Mobility (43,9%): servizi legati ai mezzi di trasporto (meccanici, gommisti); – Caring (41,8%): sanità, cura e assistenza; – Supplying (33,8%): commercio alimentare e non alimentare . Molto meno diffusi sul territorio i servizi: – Enjoying (27,7%): tempo libero, cultura, sport; – Learning (21,7%): istruzione e formazione non obbligatoria. La concentrazione di attività culturali e formative nei poli urbani spiega la loro minore prossimità. Over 70, accessibilità più bassa e rischio di esclusione territoriale Il rapporto evidenzia un elemento critico: l’età incide fortemente sulla raggiungibilità. Tenendo conto delle diverse velocità di camminata: – tra i 15-49 anni la quota servita è del 37,8%; – tra i 50-69 anni scende al 35,2%; – tra gli over 70 crolla al 32% . Il divario è ancora più marcato per i servizi meno diffusi: – Enjoying: dal 29,3% (15-49 anni) al 24,7% (70+); – Learning: dal 23,4% al 18,9%. Il rischio è una crescente fragilità urbana per gli anziani, con impatti su autonomia, mobilità quotidiana e inclusione sociale. Sud più vicino ai servizi, Nord‑Est più distante Il direttore del Centro Studi Tagliacarne sottolinea come la mappa della prossimità rovesci la tradizionale lettura Nord‑Sud: nonostante il rapporto imprese/popolazione sia più basso al Sud, la copertura territoriale dei servizi risulta più elevata rispetto al Centro‑Nord. La distanza si eleva spostandosi verso il Nord‑Est, dove la minore dimensione media delle imprese e la dispersione insediativa riducono la prossimità funzionale. Perché questi dati contano per le città italiane Il modello della Città dei 15 minuti è oggi uno dei riferimenti principali per le politiche urbane europee: – riduce la dipendenza dall’auto; – migliora la qualità dell’aria; – favorisce la coesione sociale; – sostiene il commercio di prossimità; – aumenta la resilienza dei quartieri. Il rapporto Tagliacarne offre una base empirica per pianificare interventi mirati: rigenerazione urbana, mobilità dolce, redistribuzione dei servizi, sostegno alle attività culturali e formative nei territori meno serviti.