Misc Conti Pubblici 2025: deficit al 3,1%, l'Italia resta sotto osservazione UE Laura Biarella 22 April 2026 Conti pubblici, secondo l’ultima Notifica ISTAT sull’indebitamento netto e il debito pubblico, il deficit si attesta al 3,1% del PIL nel 2025. Nonostante il miglioramento del saldo primario, il debito sale al 137,1%, influenzato dall’eredità dei bonus edilizi. Il quadro della finanza pubblica italiana si delinea con precisione nel documento rilasciato il 22 aprile 2026 dall’ISTAT. La “Notifica dell’indebitamento netto e del debito delle Amministrazioni Pubbliche”, trasmessa alla Commissione Europea in conformità al Trattato di Maastricht, fotografa un’economia in fase di stabilizzazione, ma ancora gravata da passività pregresse e da un contesto internazionale incerto. Deficit e saldo primario, segnali di miglioramento Nel 2025, l’indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche (deficit) è risultato pari a -69.381 milioni di euro, corrispondente al 3,1% del PIL. Si tratta di un passo avanti rispetto al 3,4% registrato nel 2024, sebbene il valore rimanga leggermente superiore alle stime programmatiche del Governo (fissate al 3,0%). Un dato particolarmente positivo arriva dal saldo primario (l’indebitamento al netto degli interessi), che ha segnato un avanzo dello 0,8% del PIL. Questo miglioramento di 0,3 punti percentuali indica una governance più virtuosa delle entrate e delle uscite correnti, al netto del costo del debito. Peso del debito pubblico e spesa per interessi Nota dolente resta il debito pubblico, che a fine 2025 ha raggiunto la cifra record di 3.095.888 milioni di euro, attestandosi al 137,1% del PIL. L’aumento di 2,4 punti percentuali rispetto all’anno precedente è imputabile in larga parte agli aggiustamenti stock-flussi e all’impatto contabile dei crediti d’imposta legati ai bonus edilizi (Superbonus). La spesa per interessi è rimasta invece stabile al 3,9% del PIL, un livello significativo che continua a drenare risorse preziose (oltre 87 miliardi di euro), limitando i margini di manovra per gli investimenti produttivi. Prospettive del Governo e Documento di Finanza Pubblica (DFP) In concomitanza coi dati ISTAT, il Consiglio dei Ministri ha approvato il Documento di Finanza Pubblica (DFP) 2026. Il Ministro dell’Economia ha sottolineato la necessità di un “approccio realistico e responsabile”, rivedendo al ribasso le stime di crescita del PIL per il 2026 allo 0,6% (rispetto allo 0,7% precedentemente previsto). L’obiettivo dichiarato è il rientro progressivo del deficit sotto la soglia del 3% già a partire dal 2026 (previsione 2,9%), per giungere al 2,1% nel 2029, garantendo così la sostenibilità dei conti nel lungo periodo e il rispetto delle nuove regole del Patto di Stabilità e Crescita.