Cittadini e digitale, Italia accelera ma resta indietro sugli obiettivi UE 2030

Cittadini e digitale, Italia accelera ma resta indietro sugli obiettivi UE 2030

Cittadini e digitale. Dal nuovo rapporto ISTAT 2026 emergono progressi significativi su competenze digitali, uso dell’IA, SPID/CIE ed e‑commerce. Persistono forti divari generazionali, territoriali e sociali.

Italia più connessa, cresce l’accesso a Internet soprattutto tra gli anziani

Nel 2025 l’87,3% delle famiglie italiane dispone di un accesso a Internet, con un aumento di 1,1 punti percentuali rispetto al 2024.

Il Mezzogiorno continua a mostrare un ritardo strutturale di circa 5 punti rispetto al Centro‑Nord, mentre Toscana (90,9%), Trento (90,6%) e Veneto (89,5%) guidano la classifica delle regioni più connesse.

Il dato più rilevante riguarda le famiglie composte esclusivamente da anziani, che raggiungono il 63,9% di copertura (+3,3 punti).

Rimane però ampia la distanza rispetto alle famiglie con minori (98,7%).

Competenze digitali, +8,4 punti in un anno ma l’Italia resta lontana dall’Europa

Il rapporto ISTAT conferma un miglioramento netto: nel 2025 il 54,3% delle persone tra 16 e 74 anni possiede competenze digitali almeno di base.

Un progresso significativo, ma ancora distante dall’obiettivo europeo dell’80% entro il 2030.

I divari restano profondi:
– 71,7% tra i giovani 20‑24 anni
– 49,1% tra i 55‑59enni
– 27,4% tra i 65‑74 anni

Il livello di istruzione è determinante: l’86,1% dei laureati ha competenze adeguate, contro il 33,5% di chi possiede al massimo la licenza media.

Internet quasi universale ma con forti differenze generazionali

L’83,1% della popolazione dai 6 anni in su ha usato Internet negli ultimi tre mesi.

La rete è ormai un’abitudine consolidata per gli under 44 (oltre il 95%), mentre l’uso cala al 72,5% tra i 65‑74 anni e al 35,7% tra gli over 75.

Cresce anche il multi‑device:
– smartphone (79,1%)
– PC (54%)
– smart TV e dispositivi intelligenti (38,2%)
– tablet (27,8%)

I giovani 11‑24 anni sono i più propensi a utilizzare più dispositivi contemporaneamente.

Intelligenza artificiale, Italia penultima in Europa

Per la prima volta ISTAT misura l’uso dell’IA generativa:
– 32,7% la media UE
– 19,9% l’Italia (penultima, davanti solo alla Romania)

Tra i giovani l’adozione è molto più alta:
– 51,2% dei 14‑19 anni
– 43,1% dei 20‑24 anni

Il non utilizzo è spesso legato alla mancanza di necessità (59,9%) o di competenze (21,6%).

E‑commerce, acquista online quasi una persona su due

Nel 2025 il 49% degli italiani dai 14 anni in su ha effettuato acquisti online. I giovani 20‑24 anni sono i più attivi (75,6%).

Tra i beni e servizi più acquistati negli ultimi tre mesi:
– merci (35,2%)
– abbonamenti streaming (15,4%)
– trasporti (13,4%)
– biglietti per eventi (12%)

Il 41,2% degli acquirenti segnala almeno un problema, soprattutto ritardi nelle consegne.

PA digitale, cresce l’uso di SPID e CIE ma il Sud resta indietro

Nel 2025 il 47% delle persone dai 15 anni in su ha utilizzato SPID o CIE negli ultimi 12 mesi (+5,7 punti sul 2023).

L’uso è più diffuso:
– tra i 25‑44 anni (oltre il 60%)
– nel Nord (52,3%)
– tra i laureati (77%)

Le regioni più virtuose: Emilia‑Romagna (58,2%), Trento (56,4%), Lombardia (55%).
Le ultime: Sicilia (36,7%), Molise (36,6%), Calabria (33,8%).

Cresce anche l’interazione digitale con la PA:
– 29,1% accede a informazioni personali
– 26,6% prenota appuntamenti
– 25,3% scarica moduli
– 15,1% richiede certificati online

Paese che avanza ma a velocità diverse

Il report ISTAT 2026 mostra un’Italia che accelera sul digitale, trainata dai giovani e dalle regioni del Centro‑Nord.

Tuttavia, i divari generazionali, territoriali e sociali restano profondi e rischiano di frenare il raggiungimento degli obiettivi europei per il 2030.

Per colmare il gap serviranno politiche mirate su formazione, inclusione digitale e infrastrutture, con particolare attenzione alle fasce più fragili della popolazione.