Tech Politiche ambientali Legal IT Alert, nuova proroga fino al 31 dicembre 2026: cosa cambia per maremoti, Stromboli, precipitazioni intense Laura Biarella 02 May 2026 App Eco-News Energia Italia Sostenibilità IT Alert, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale la direttiva del 12 febbraio 2026 che proroga la fase di sperimentazione del sistema nazionale di allarme pubblico. La proroga riguarda in particolare i rischi maremoto e attività vulcanica dello Stromboli, mentre per il rischio precipitazioni intense viene avviato un cambio di strategia: non più cell broadcast, ma una app dedicata da rendere operativa entro dodici mesi. La direttiva è firmata dal Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Musumeci. Un sistema ancora in fase di costruzione La direttiva nasce dopo un lungo percorso tecnico‑istituzionale, ricostruito nel documento pubblicato in Gazzetta Ufficiale (GU n. 100 del 2 maggio 2026). Il testo ricorda che la sperimentazione di IT‑Alert, avviata nel 2020, ha richiesto negli anni numerose proroghe per consentire: – test su scenari di rischio complessi; – verifiche di sicurezza cibernetica; – coordinamento con Regioni, Province autonome, ANCI e UPI; – adeguamento alle norme europee sulle comunicazioni di emergenza. Come si legge nel documento, “il periodo di sperimentazione del sistema IT Alert […] è ulteriormente prorogato fino al 31 dicembre 2026, in relazione al rischio maremoto e al rischio vulcanico dello Stromboli”. Maremoto e Stromboli, servono altri test La proroga fino al 31 dicembre 2026 riguarda due scenari considerati ad alta complessità operativa: 1. Maremoto generato da sisma L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), con nota del 6 febbraio 2026, ha richiesto un ulteriore anno di sperimentazione, evidenziando la necessità di consolidare: tempi di rilevazione e validazione dei segnali sismici; procedure di attivazione del messaggio di allerta; coordinamento con le autorità costiere e la catena di comando della Protezione Civile. 2. Attività vulcanica dello Stromboli La complessità del vulcano, caratterizzato da attività persistente e improvvisi parossismi, richiede ulteriori verifiche tecniche e operative. La Conferenza Unificata ha dato parere favorevole alla proroga, sottolineando la necessità di completare i protocolli di allertamento locale. Precipitazioni intense, arriva una app dedicata È la novità più rilevante della direttiva. Il Dipartimento della Protezione Civile, nella relazione tecnica del 10 febbraio 2026, ha evidenziato criticità tali da rendere non praticabile l’uso del cell broadcast per questo tipo di rischio. Il documento afferma che si opta per “la messa in esercizio di un’applicazione dedicata, in luogo dell’attivazione del sistema IT Alert tramite il canale cell broadcast”, con l’obiettivo di renderla operativa entro dodici mesi. Le motivazioni principali: forte variabilità locale degli eventi meteo; necessità di integrare dati regionali e sistemi di allertamento già esistenti; difficoltà nel definire soglie uniformi per l’invio di messaggi immediati e geolocalizzati. La nuova app dovrà quindi dialogare coi sistemi regionali di protezione civile e fornire notifiche personalizzate basate su dati meteo in tempo reale. Ruolo della Conferenza Unificata La proroga è stata approvata nella seduta straordinaria del 12 febbraio 2026 (atto n. 17/CU), che ha registrato l’assenso di: Governo Regioni Province autonome di Trento e Bolzano ANCI UPI La collaborazione multilivello è stata determinante per definire un percorso condiviso, soprattutto in vista dell’entrata in operatività definitiva del sistema. Cosa succede ora Con la nuova direttiva: IT Alert continuerà a funzionare in modalità sperimentale per maremoti e Stromboli fino al 31 dicembre 2026. Per le precipitazioni intense nascerà una app dedicata, da completare entro un anno. Nessun nuovo onere per la finanza pubblica: la direttiva specifica che tutto avverrà con risorse già disponibili. Il 2026 diventa quindi un anno cruciale per portare IT Alert alla piena operatività, colmando un ritardo che il Ministro Musumeci ha definito “non più sostenibile” nelle precedenti riunioni con le Regioni.