Smart Road Legal Piano Casa 2026, 100 mila alloggi in dieci anni e sfratti più rapidi Laura Biarella 03 May 2026 Citizen Italia Piano Casa 2026, il 30 aprile il Consiglio dei Ministri ha dato l’ok al decreto su edilizia pubblica, investimenti privati e rilascio degli immobili Il Consiglio dei Ministri, riunito il 30 aprile 2026 a Palazzo Chigi sotto la presidenza della Presidente del Consiglio, ha approvato un articolato pacchetto di misure per affrontare l’emergenza abitativa in Italia. Il fulcro dell’intervento è il nuovo Piano Casa, affiancato da un disegno di legge sul rilascio degli immobili volto ad accelerare le procedure di sfratto e di liberazione degli immobili occupati abusivamente. L’obiettivo complessivo del Piano Casa è rendere disponibili circa 100 mila alloggi nell’arco di dieci anni, attraverso un mix di riqualificazione del patrimonio pubblico, concentrazione delle risorse finanziarie e attivazione di investimenti privati a prezzi calmierati. Piano Casa, 3 pilastri per aumentare l’offerta abitativa Il Piano Casa è contenuto in un decreto-legge approvato su proposta della Presidente del Consiglio e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le misure si fondano su tre pilastri principali. Recupero dell’edilizia residenziale pubblica Il primo pilastro prevede un programma straordinario di recupero e manutenzione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica (ERP) e sovvenzionata. L’obiettivo è rendere nuovamente assegnabili circa 60 mila alloggi popolari, attualmente inutilizzabili perché in condizioni non adeguate e bisognosi di ristrutturazioni e rifacimento degli impianti essenziali. Per accelerare gli interventi sono previste semplificazioni procedurali e la nomina di un Commissario straordinario, che opererà in coordinamento con gli enti gestori degli alloggi. Il decreto include anche un programma di riscatto degli immobili ERP da parte degli assegnatari e la realizzazione di nuove case popolari senza consumo di suolo, destinate alla locazione di lungo periodo con facoltà di riscatto predefinita. Fondo nazionale per l’housing sociale Il secondo pilastro riguarda la concentrazione delle risorse pubbliche destinate all’housing sociale e all’emergenza abitativa in un unico strumento finanziario, gestito da INVIMIT SGR. Il fondo raccoglierà risorse di derivazione europea e nazionale oggi frammentate tra diversi livelli di governo. All’interno del fondo saranno istituiti comparti dedicati a ciascuna Regione o Provincia autonoma, così da garantire che le risorse siano utilizzate in base alle esigenze specifiche dei territori. Complessivamente, le risorse pubbliche messe a disposizione superano i 10 miliardi di euro. Investimenti privati e edilizia integrata Il terzo pilastro punta ad attivare investimenti privati per la realizzazione di alloggi da affittare o vendere a prezzi calmierati. Il decreto introduce procedure semplificate e accelerate per gli investitori, con la previsione, per investimenti superiori al miliardo di euro, della nomina di un Commissario straordinario incaricato di rilasciare un provvedimento autorizzativo unico. In cambio delle semplificazioni, il privato dovrà garantire che almeno 70 alloggi su 100 realizzati siano destinati all’edilizia convenzionata, con un prezzo di vendita o affitto scontato di almeno il 33% rispetto ai valori di mercato. Gli iter agevolati si applicheranno esclusivamente alla quota di edilizia integrata, mentre per il resto degli interventi resterà in vigore la disciplina ordinaria. Rilascio degli immobili, decreto di sfratto in 15 giorni Accanto al Piano Casa, il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge con dichiarazione d’urgenza in materia di rilascio degli immobili, su proposta della Presidente del Consiglio e del Ministro della Giustizia. Il provvedimento mira a rendere più rapide ed efficaci le procedure di liberazione degli immobili occupati abusivamente, includendo anche i casi di scadenza del contratto di locazione e di morosità dell’inquilino. Tra le principali novità è prevista una procedura d’urgenza che consente l’emissione di un decreto di rilascio entro 15 giorni dalla presentazione del ricorso. Viene inoltre introdotta una penale per il ritardo nella restituzione dell’immobile, pari all’1% del canone mensile per ogni giorno di occupazione oltre il termine stabilito dal giudice. Strategia doppia contro l’emergenza abitativa Con questi provvedimenti il Governo delinea una strategia su due binari: da un lato l’aumento strutturale dell’offerta abitativa attraverso il Piano Casa, dall’altro l’accelerazione dei tempi di rilascio degli immobili per rimettere più rapidamente sul mercato alloggi oggi indisponibili. Un intervento che punta a incidere sia sull’offerta sia sull’efficienza del sistema nel medio-lungo periodo.