HumanX Legal Politiche ambientali Amianto negli edifici: il nuovo documento tecnico rilancia l’urgenza di mappatura, monitoraggio e bonifica in Italia Laura Biarella 05 May 2026 Italia Amianto. Un nuovo rapporto tecnico sulla Gestione del rischio amianto negli edifici evidenzia criticità strutturali nella mappatura nazionale, nella valutazione del rischio e nella programmazione delle bonifiche. Per Comuni, scuole, ASL e amministratori immobiliari si apre una fase decisiva: servono piani aggiornati, controlli periodici e sistemi digitali di tracciamento per garantire sicurezza e conformità normativa. Perché il nuovo documento sull’amianto è cruciale per città e amministrazioni Il PDF Gestione del rischio amianto negli edifici (29 aprile 2026) analizza lo stato dell’arte della presenza di amianto in Italia, con un focus su edifici pubblici, scuole, strutture sanitarie e patrimonio immobiliare privato. Il testo mette in evidenza come, a oltre trent’anni dalla Legge 257/1992, la gestione del rischio rimanga disomogenea e spesso incompleta. Il rapporto sottolinea tre criticità principali: – assenza di una mappatura nazionale completa, soprattutto per edifici privati e strutture costruite prima del 1994; – monitoraggi non sistematici, spesso affidati a iniziative locali; – ritardi nelle bonifiche, dovuti a costi elevati, complessità tecniche e carenza di fondi. Scuole, ospedali e uffici pubblici: dove il rischio è più alto Il documento evidenzia che molti edifici pubblici costruiti tra gli anni ’60 e ’80 potrebbero contenere materiali contenenti amianto (MCA), in particolare: – coperture in cemento-amianto; – controsoffitti e pannelli isolanti; – pavimentazioni viniliche; – tubazioni e canne fumarie. Le strutture più esposte risultano: – scuole, dove la vetustà degli edifici aumenta il rischio di degrado dei materiali; – ospedali e RSA, con impianti tecnici complessi e spesso datati; – edifici comunali e uffici pubblici, dove la manutenzione straordinaria è spesso rinviata. Il rapporto richiama l’urgenza di piani di controllo e manutenzione (PCM) aggiornati, obbligatori per legge ma non sempre implementati. Valutazione del rischio: cosa devono fare Comuni, ASL e amministratori Il documento propone un modello di valutazione basato su: – identificazione dei materiali contenenti amianto tramite ispezioni visive e campionamenti; – valutazione dello stato di conservazione (integro, danneggiato, friabile); – analisi del rischio di esposizione per gli occupanti; – definizione delle priorità di intervento. Il testo insiste sulla necessità di adottare metodologie standardizzate, evitando valutazioni soggettive o non documentate. Bonifica e messa in sicurezza, tre strade operative Il rapporto distingue tre tipologie di intervento, da scegliere in base al livello di rischio: 1. Rimozione. Soluzione definitiva, ma più costosa e complessa. Richiede ditte autorizzate, piani di lavoro e smaltimento in discariche dedicate. 2. Incapsulamento. Trattamento con prodotti che inglobano le fibre. È meno invasivo, ma richiede monitoraggi periodici. 3. Confinamento. Separazione fisica del materiale tramite barriere. Riduce il rischio ma non elimina la fonte. Il documento sottolinea che la scelta deve essere tecnicamente motivata e accompagnata da un piano di monitoraggio. Verso una mappatura digitale nazionale dell’amianto Una delle proposte più rilevanti del rapporto riguarda la creazione di un sistema informativo nazionale per tracciare: – edifici con presenza di amianto; – stato di conservazione; – interventi programmati e realizzati; – dati di monitoraggio ambientale. Per i Comuni e le Regioni, questo significherebbe: – maggiore trasparenza; – pianificazione più efficace delle bonifiche; – accesso più semplice ai fondi nazionali ed europei. Impatto per le città italiane: sicurezza, fondi e responsabilità Per amministrazioni locali, gestori immobiliari e imprese edili, il documento rappresenta una guida operativa per: – aggiornare i censimenti comunali; – programmare interventi prioritari; – accedere ai finanziamenti per la bonifica; – garantire la sicurezza di cittadini, studenti e lavoratori. Il tema è particolarmente rilevante per le città con un patrimonio edilizio datato. Conclusione Il nuovo rapporto tecnico rilancia un messaggio chiaro: la gestione dell’amianto non è un problema del passato, ma una priorità attuale di salute pubblica e sicurezza urbana. Per le città italiane, la sfida è trasformare linee guida e obblighi normativi in azioni concrete, con mappature aggiornate, monitoraggi costanti e interventi programmati.