Genova, cabinovia in Val Bisagno: oltre 300 osservazioni dai residenti. Le risposte del professor Pierluigi Coppola del Politecnico di Milano

Genova, cabinovia in Val Bisagno: oltre 300 osservazioni dai residenti. Le risposte del professor Pierluigi Coppola del Politecnico di Milano

Dal funzionamento col vento ai piloni impattanti, oltre 300 osservazioni dei residenti della Val Bisagno pervenute al professor Coppola, che ha risposto al vertice di maggioranza del Comune di Genova

Tiene ancora banco la cabinovia in Val Bisagno a Genova. La proposta del Politecnico di Milano per rivoluzionare la mobilità della valle che da Molassana scende fino alla stazione di Brignole, presentata ormai oltre un mese fa, è al centro delle discussioni nel capoluogo ligure. E nella giornata di martedì 5 maggio, durante il vertice di maggioranza del Consiglio comunale, il professor Pierluigi Coppola, che ha guidato l’equipe che ha formulato l’idea, ha risposto alle osservazioni che sono pervenute.

La proposta, che ancora non è un progetto fatto e finito, ha scosso molto i residenti della Bassa e Media Val Bisagno, i cui presidenti dei Municipi hanno infatti partecipato alla riunione della maggioranza a Palazzo Tursi. Hanno potuto portare al docente universitario le oltre 300 domande, perplessità e critiche che gli abitanti della zona interessata dalla cabinovia hanno mosso a questa possibilità, come riporta La Repubblica.

Genova, osservazioni per la cabinovia in Val Bisagno, risponde il professor Coppola

Genova, cabinovia in Val Bisagno: oltre 300 osservazioni dai residenti. Le risposte del professor Pierluigi Coppola del Politecnico di Milano

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Per esempio, molto dibattuta è la questione del funzionamento della cabinovia in condizioni di vento forte. Il progetto, è già stato ribadito più volte, prevede che le cabine possano andare regolarmente fino a che il vento non soffi a 70 km/h o velocità superiore. I residenti però sono perplessi sul fatto che, pur andando, i cittadini utilizzino effettivamente questo mezzo in caso di vento. Il professor Coppola, non potendo chiaramente rispondere con sicurezza, ha spiegato che verrà prossimamente predisposto un questionario. Col quale si indagherà se se i residenti della Val Bisagno sarebbero disposti a spostarsi in cabinovia col vento. E da questo dipenderebbe anche l’utilità stessa del mezzo.

Altri temi toccati sono il sorvolo delle cabine sugli edifici e l’altezza dei piloni. Insomma, quanto i piloni potrebbero creare problemi di sicurezza o impattare sul territorio. Coppola ha spiegato che la cabinovia e i cavi resteranno sempre a distanza adeguata dai palazzi (circa 12 metri) e comunque non sorvoleranno sopra di essi. E poi l’unico pilone che sarà alto 40 metri si troverà di fronte alla scuola Firpo-Buonarroti. Gli altri saranno tutti più bassi. In media, secondo la proposta originaria, saranno alti dai 20 ai 25 metri. 

Scartata invece, come già fatto in sede di studio, l’ipotesi di realizzare un tram al posto della cabinovia. Innanzitutto conviene maggiormente la cabinovia per i costi (dai 140 ai 160 milioni). Poi il collegamento funiviario si presterebbe meglio per le reali esigenze di mobilità della valle. E infine il tram richiederebbe una copertura maggiore del Bisagno, allargando la carreggiata. Una situazione che non sarebbe possibile per il vincolo idrogeologico dello scolmatore del torrente.