AI Act, accordo UE su nuove scadenze e divieto delle app “nudifier”: semplificazione, tutele e regole più chiare

AI Act, accordo UE su nuove scadenze e divieto delle app “nudifier”: semplificazione, tutele e regole più chiare

AI Act, il 7 maggio 2026 Parlamento e Consiglio UE hanno raggiunto un accordo provvisorio per modificarne alcune parti: slittano gli obblighi per i sistemi ad alto rischio, arriva il divieto delle app “nudifier” e si riducono le sovrapposizioni normative per i prodotti con componenti di sicurezza. Si intende garantire certezza giuridica, protezione dei diritti fondamentali e un quadro più semplice per imprese e innovatori.

L’accordo, perché serviva una revisione

Il trilogo tra Parlamento e Consiglio ha portato a un’intesa sulle modifiche dell’AI Act nell’ambito del pacchetto “digital omnibus”.

La revisione origina dall’esigenza di evitare incertezze applicative, assicurando che standard tecnici e linee guida siano disponibili prima dell’entrata in vigore degli obblighi più complessi.

Nuove scadenze per i sistemi ad alto rischio

Il compromesso introduce due date chiave per l’applicazione degli obblighi sui sistemi ad alto rischio:

– 2 dicembre 2027: per i sistemi con casi d’uso ad alto rischio già elencati nell’AI Act, inclusi biometria, infrastrutture critiche, istruzione, occupazione, forze dell’ordine e gestione delle frontiere.
– 2 agosto 2028: per i sistemi utilizzati come componenti di sicurezza e regolati da normative settoriali UE su sicurezza e sorveglianza del mercato.

Slitta anche l’obbligo di watermarking dei contenuti generati da IA al 2 dicembre 2026, anticipando comunque la data proposta dalla Commissione.

Divieto delle app “nudifier”, tutela della dignità e dei minori

Uno dei punti più rilevanti è il divieto delle app “nudifier”, ovvero sistemi IA capaci di generare immagini, video o audio che mostrano parti intime o attività sessuali di una persona identificabile senza il suo consenso.

Il divieto riguarda:
– l’immissione sul mercato di sistemi destinati a creare tali contenuti;
– l’immissione sul mercato senza adeguate misure di sicurezza;
– l’uso di tali sistemi per produrre contenuti abusivi.

Le aziende avranno tempo fino al 2 dicembre 2026 per adeguarsi.

Meno sovrapposizioni normative e più supporto alle imprese

L’accordo introduce ulteriori misure di semplificazione:

– Stop alle doppie conformità per i prodotti di macchinari: basteranno le norme settoriali, purché garantiscano un livello equivalente di sicurezza.
– Definizione più precisa di “componente di sicurezza”, evitando che funzioni IA puramente assistive ricadano automaticamente nel regime ad alto rischio.
– Uso limitato di dati personali per rilevare e correggere bias, con garanzie adeguate.
– Estensione delle esenzioni per PMI anche alle small mid-cap (SMC), per sostenere la crescita delle imprese europee.
– Rafforzamento del ruolo dell’AI Office per l’applicazione centralizzata delle norme sui sistemi di IA generali.

Le dichiarazioni politiche

I correlatori hanno sottolineato come l’accordo renda le regole più “praticabili”, favorisca l’innovazione e introduca strumenti concreti per contrastare abusi che ledono diritti e dignità.

Prossimi passi

L’accordo dovrà ora essere formalmente adottato da Parlamento e Consiglio, con l’obiettivo di completare il processo prima del 2 agosto 2026, data di avvio delle attuali norme sui sistemi ad alto rischio.