Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi, il 3 maggio diventa per legge un presidio di libertà

Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi, il 3 maggio diventa per legge un presidio di libertà

L’Italia istituisce la Giornata nazionale dedicata ai giornalisti uccisi nell’esercizio della professione: un impegno civile per ricordare, educare e difendere la libertà di stampa

Con la Legge 30 aprile 2026, n. 76, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 110 del 14 maggio 2026, l’Italia introduce una ricorrenza civile di forte valore democratico: il 3 maggio diventa la Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa del loro lavoro. Una scelta che si inserisce nel solco delle celebrazioni internazionali per la libertà di stampa e che rafforza il ruolo dell’informazione come pilastro costituzionale.

Riconoscimento istituzionale che non comporta festività civile

La legge stabilisce che la Giornata nazionale non produce gli effetti civili previsti dalla legge n. 260/1949: non si tratta quindi di una festività, ma di un appuntamento annuale dedicato alla memoria e alla consapevolezza pubblica.

Iniziative pubbliche, cerimonie e campagne di sensibilizzazione

Stato, regioni, province, città metropolitane e comuni potranno organizzare:

– cerimonie e commemorazioni ufficiali

– convegni e incontri pubblici

– attività culturali e divulgative

– campagne di comunicazione, anche attraverso il servizio pubblico radiotelevisivo

Tutte le iniziative dovranno coinvolgere l’Ordine dei giornalisti, i sindacati di categoria e i professionisti che operano in contesti ad alto rischio, come zone di guerra o territori segnati dalla criminalità organizzata.

Scuole e università, lezione dedicata all’articolo 21

La legge invita scuole, istituti di giornalismo e università a:

– ricordare figure di giornalisti uccisi

– approfondire il ruolo dell’informazione nella democrazia

– dedicare una lezione specifica all’articolo 21 della Costituzione, cardine della libertà di espressione

Un passaggio che rafforza la dimensione educativa della ricorrenza, con l’obiettivo di formare cittadini consapevoli e informati.

Focus su donne giornaliste e contrasto al linguaggio d’odio

La Giornata nazionale potrà includere campagne istituzionali contro le minacce e la violenza online, con particolare attenzione alle donne giornaliste, spesso bersaglio di:

– body shaming

– attacchi sessisti

– campagne di intimidazione

La legge sottolinea come tali violenze mirino a indebolire il giornalismo d’inchiesta e la fiducia dell’opinione pubblica nella stampa.

Elenco dei giornalisti uccisi

Sul sito della Presidenza del Consiglio – Dipartimento per l’informazione e l’editoria e su quello dell’Ordine dei giornalisti sarà pubblicato e aggiornato l’elenco dei professionisti uccisi a causa del loro lavoro.

Un archivio pubblico che diventa memoria collettiva e strumento di trasparenza.

Il servizio pubblico racconterà le loro storie

La RAI potrà dedicare spazi specifici, a livello nazionale e regionale, alla divulgazione delle storie e delle esperienze dei giornalisti caduti. Un modo per restituire voce e volto a chi ha pagato con la vita la ricerca della verità.