Project Financing, il Consiglio di Stato recepisce lo stop UE: rivoluzione appalti a Milano

Project Financing, il Consiglio di Stato recepisce lo stop UE: rivoluzione appalti a Milano

Project Financing, con la sentenza n. 3805/2026, i giudici di Palazzo Spada annullano l’affidamento dei servizi igienici automatizzati del Comune di Milano. Il diritto di prelazione viola i trattati europei: scatta il subentro nei contratti sul territorio. Il sistema del Partenariato Pubblico-Privato (PPP) in Italia affronta un terremoto giudiziario definitivo.

Con la sentenza n. 3805 del 14 maggio 2026, la Quinta Sezione del Consiglio di Stato ha recepito formalmente i dettami della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Ha quindi decretato l’illegittimità del diritto di prelazione storicamente concesso al promotore nel Project Financing.

Il caso pilota che ridisegna le regole degli investimenti locali si è consumato a Milano, stabilendo un precedente vincolante per tutte le amministrazioni comunali d’Italia.

Il caso di Milano, dai servizi igienici al verdetto di Palazzo Spada

La controversia legale origina attorno alla maxi-concessione da 29 milioni di euro bandita dal Comune di Milano per la progettazione, manutenzione e gestione di 70 servizi igienici pubblici automatizzati, legata allo sfruttamento pubblicitario dei totem urbani.

La gara era stata inizialmente vinta da una s.p.a. che aveva presentato l’offerta economicamente più vantaggiosa.

Tuttavia, il promotore originario aveva esercitato il diritto di prelazione previsto dal vecchio Codice dei Contratti Pubblici (art. 183, comma 15, D.Lgs. n. 50/2016), pareggiando l’offerta e strappando la commessa.

Dopo il rinvio pregiudiziale alla Corte UE (sentenza del 5 febbraio 2026, causa C-810/24), il Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione del TAR Lombardia.

La prelazione è contraria ai principi europei di parità di trattamento, libertà di stabilimento e concorrenza effettiva.

Modifica dei prezzi vietata, la parità di trattamento prima di tutto

Secondo la tesi eurocomunitaria fatta propria dai giudici di Palazzo Spada, consentire al promotore di “allinearsi” all’offerta migliore significa rimettere illegittimamente in discussione la graduatoria finale.

I concorrenti devono competere su un piano di assoluta parità: un’offerta non può essere modificata dopo il suo deposito.

Sapere che il promotore ha un “paracadute legale” scoraggia le imprese dal partecipare alle gare territoriali, danneggiando la qualità delle opere pubbliche nei nostri Comuni.

Gli effetti pratici sul territorio, contratto inefficace e subentro in 30 giorni

L’aspetto più dirompente della sentenza n. 3805/2026 riguarda la gestione dei contratti in corso.

Nonostante il raggruppamento promotore avesse già firmato il contratto nel dicembre 2023 e avviato le conferenze di servizi e la progettazione dei prototipi commerciali, il Consiglio di Stato ha ordinato misure drastiche:

  • Annullamento dell’aggiudicazione: la determina basata sulla prelazione viene cancellata.
  • Contratto dichiarato inefficace: l’accordo tra Comune di Milano e il promotore cesserà di esistere a partire dal 30° giorno successivo alla pubblicazione della sentenza.
  • Subentro coatto: nei 30 giorni di transizione il Comune dovrà verificare i requisiti della s.p.a. e procedere alla stipula del nuovo contratto per l’immediato avvicendamento nella gestione della commessa milanese.

I giudici hanno chiarito che, in virtù del “principio della domanda”, l’annullamento colpisce solo la clausola di prelazione e non travolge l’intera gara, salvaguardando la validità delle offerte presentate.

Cosa cambia adesso per i Comuni italiani?

La sentenza lancia un monito a tutte le stazioni appaltanti locali.

Per lo sviluppo di infrastrutture, parcheggi e rigenerazione urbana tramite finanza di progetto, i Comuni non potranno più inserire clausole di adeguamento o prelazione nei bandi.

La selezione dovrà basarsi interamente sulla competitività pura, virando verso soluzioni trasparenti quali il dialogo competitivo.

FAQ

Cosa ha stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza 3805/2026?

Il diritto di prelazione del promotore nel Project Financing è illegittimo perché viola le norme europee sulla concorrenza, disponendo il subentro del reale vincitore della gara nel contratto.

Quale appalto è stato annullato a Milano per violazione delle norme UE?

È stato annullato l’affidamento per la gestione, fornitura e manutenzione di 70 servizi igienici pubblici automatizzati e dei relativi impianti pubblicitari del Comune di Milano.

Cosa succede ai contratti di Project Financing già avviati nei Comuni?

I contratti basati sull’esercizio illegittimo della prelazione possono essere dichiarati inefficaci dal giudice amministrativo. Il conseguente obbligo per il Comune é far subentrare l’azienda che aveva presentato l’offerta migliore.