Smart Road Legal Lombardia, stop al lavoro sotto il sole: l'ordinanza che protegge chi non ha un ufficio climatizzato m.gramigni 28 June 2026 Citizen Italia Sicurezza Lombardia contro il caldo rovente: scatta l’ordinanza che ferma i cantieri e il lavoro agricolo nelle ore più critiche per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori. Non si tratta solo di sudore. Ma di sopravvivenza. Con l’estate che incombe, la Lombardia ha deciso di non restare a guardare mentre il termometro sale. È scattata, infatti, un’ordinanza urgente, pensata per tutelare i lavoratori da quelle temperature killer che ogni anno trasformano i cantieri e i campi in forni a cielo aperto. L’obiettivo è chiaro: azzerare il rischio di malori dovuti dall’esposizione al sole. Il provvedimento è già in vigore dal 10 giugno e durerà fino al 23 settembre e non lascia spazio a interpretazioni: nelle ore più calde, dalle 12:30 alle 16:00, l’attività all’aperto si deve fermare. Ma attenzione, il blocco scatta solo quando la situazione è davvero critica. Il riferimento è la mappa quotidiana del Progetto Worklimate di INAIL-CNR. Se alle 12:00 il rischio per “attività fisica intensa” sotto il sole è segnato come “alto”, allora gli attrezzi vanno riposti e i motori spenti. Cantieri e campi: la nuova mappa del rischio che ferma i motori Lombardia, stop al lavoro sotto il sole: l’ordinanza che protegge chi non ha un ufficio climatizzato LEGGI ANCHE Sanità, la sfida della Calabria parte dalla mobilità: ecco come funziona il nuovo “Social Taxi” La misura colpisce i settori più esposti all’aria aperta: edilizia, cave, agricoltura e florovivaismo. Settori nei quali l’attività fisica e il caldo potrebbero diventare un mix letale. Quest’ordinanza richiama le “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore”, una sintesi normativa che vede la Lombardia in prima fila. La produttività non deve mai passare sopra la salute delle persone. Ci saranno delle eccezioni, certo, ma solo per attività urgenti o di pubblica utilità, a patto che si adottino tutte le precauzioni previste. Ma come si recupererà il tempo lavorativo perduto? La soluzione è la flessibilità intelligente. L’ordinanza impone ai sindaci lombardi di concedere deroghe temporanee ai limiti di rumore. L’idea è semplice: permettere ai lavoratori di iniziare a lavorare all’alba o proseguire la sera, quando l’aria è più respirabile, senza rischiare multe per schiamazzi. Insomma, con un caldo così, la sicurezza sul lavoro diventa l’unico vero cantiere che non può permettersi ritardi.