Centro storico sotto assedio, Genova corre ai ripari

Centro storico sotto assedio, Genova corre ai ripari

Allarme degrado nel Centro Storico di Genova. Il provvedimento della questora Silvia Burdese. Tutti i dettagli

La Questora di Genova Silvia Burdese ha deciso di dire basta. Perché quando le aggressioni diventano routine e le risse fanno notizia quasi ogni weekend, vuol dire che qualcosa non funziona. E allora ecco la mossa: chiamare rinforzi da fuori e presidiare la città come non si faceva da anni.

Ma cos’è successo? Il centro storico di Genova, con i suoi vicoli che profumano di storia e di focaccia, è diventato negli ultimi tempi un posto da evitare, soprattutto la sera. Non tutti i vicoli, chiariamoci, ma alcune zone sì. Prè, per dire, o l’ex Ghetto. Posti dove fino a qualche anno fa magari trovavi il baretto caratteristico o la trattoria della nonna, e adesso invece trovi gruppetti che bivaccano, scene di spaccio alla luce del sole e spesso di risse.

E quindi? Quindi la questura ha ideato un nuovo piano che coinvolge praticamente tutti: polizia di Stato, carabinieri, finanza, vigili urbani e persino i militari che già girano per l’operazione Strade Sicure. Ma la vera novità, quella che fa capire quanto la faccenda sia seria, è che arriveranno agenti da altre regioni. Sì, avete capito bene: rinforzi da fuori Liguria per dare una mano ai colleghi locali. Quando succede una cosa del genere, significa che la situazione è grave.

Genova, nuovo piano per combattere il degrado nel Centro Storico: arriveranno agenti da tutta Italia

Centro storico sotto assedio, Genova corre ai ripari

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Il piano è semplice ma intenso. Controlli 24 ore su 24. Nessuna pausa. La polizia locale presidierà le zone più calde, con l’obiettivo di essere visibili e vicini ai cittadini. Poi ci sono le pattuglie che si muoveranno: percorsi già decisi che toccano Prè, Gramsci, Caricamento, la Maddalena, le Vigne, San Luca e ovviamente Darsena, che di sera si riempie di persone.

Non è finita. Oltre agli uomini in divisa, ci sono i nostri amici cani. Le unità cinofile antidroga faranno il loro lavoro, perché dove c’è il degrado quasi sempre c’è anche la droga. E poi c’è la polizia ferroviaria, perché Genova ha tre stazioni importanti – Principe, Brignole e Sampierdarena – che sono crocevia di migliaia di persone ogni giorno. Anche lì, occhi aperti.

Come detto, molti agenti arriveranno anche da altre parti d’Italia. Questo significa più uomini, più mezzi, più capacità di coprire il territorio. I controlli non si fermeranno al centro storico: a rotazione toccheranno anche il ponente cittadino, la Foce, San Fruttuoso e il Levante. Soprattutto nel pomeriggio e la sera, quando la città si anima e i rischi crescono.

I genovesi aspettano di vedere se questo massiccio dispiegamento di forze porterà risultati concreti. Se i vicoli torneranno a essere quello che dovrebbero: un patrimonio da vivere, non un posto da evitare dopo il tramonto. La questora ha lanciato il segnale: Genova non si arrende al degrado. Adesso tocca dimostrarlo però.