Riforma della Pubblica Amministrazione, ok definitivo

Riforma della Pubblica Amministrazione, ok definitivo

Approvato in via definitiva il ddl n. 1778 sulla valutazione della performance e sul nuovo sviluppo di carriera dirigenziale. Premi più selettivi, obiettivi misurabili, monitoraggio affidato ai dirigenti e un canale di accesso alla dirigenza senza concorso. Una riforma che punta a riportare il merito al centro dell’organizzazione pubblica.

Pa, premi individuali al top solo per il 30% dei dipendenti, la riforma è legge

Martedì 30 giugno il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge n. 1778 sullo sviluppo della carriera dirigenziale e sulla valutazione della performance del personale delle pubbliche amministrazioni.

Una riforma attesa, che interviene su due pilastri del pubblico impiego: premialità e carriere, con l’obiettivo dichiarato di “mettere le persone al centro”, come ha sottolineato il ministro Paolo Zangrillo.

Premi più selettivi, stop alle valutazioni “tutte eccellenti”

La Corte dei conti, nel 2024, aveva segnalato che in molti ministeri oltre il 90% dei dipendenti riceveva valutazioni eccellenti, con premi massimi.

Il ddl interviene riportando nella legge un limite chiaro:

– solo il 30% dei dipendenti può ottenere punteggi apicali;

– il bonus eccellenze può essere attribuito solo al 20% dei punteggi apicali → massimo al 6% del personale.

Una misura che punta a rendere la premialità realmente meritocratica e coerente con gli standard dei contratti nazionali.

Obiettivi misurabili e indicatori oggettivi

Il dossier parlamentare chiarisce che gli obiettivi devono essere:

– misurabili in modo oggettivo;

– correlati alle risorse disponibili (umane, strumentali, finanziarie);

– limitati nel numero, per rappresentare le vere priorità;

– definiti entro il primo trimestre di ogni anno.

> «Gli obiettivi devono cogliere le effettive priorità in termini di risultati attesi per il miglioramento dell’efficienza della PA» (dossier Senato, art. 5)

Monitoraggio affidato ai dirigenti, non più agli OIV

Il ddl modifica il D.Lgs. 150/2009:

il monitoraggio della performance passa dagli Organismi indipendenti di valutazione (OIV) ai dirigenti titolari della valutazione.

> «Il monitoraggio della performance risulta convogliato in capo al dirigente titolare della valutazione» (dossier Senato, art. 6)

Gli OIV restano attivi, ma con ruolo meno vincolante nella fase di misurazione.

Dirigenti anche senza concorso, nasce lo “sviluppo di carriera”

La novità più rilevante riguarda l’accesso alla dirigenza:

– 5 anni da funzionario o

– 2 anni nelle elevate qualificazioni

permettono di candidarsi al nuovo percorso di sviluppo di carriera, che prevede:

1. valutazione comparativa dei titoli;

2. prova scritta e orale;

3. incarico triennale, rinnovabile una sola volta;

4. ingresso nel ruolo dirigenziale dopo almeno 4 anni di incarico con valutazione positiva.

Le commissioni saranno composte da dirigenti interni, esperti esterni e un presidente proveniente da un’altra PA.

Impatto atteso sugli enti locali e sulle PA territoriali

Con oltre 123mila unità organizzative nelle 10mila amministrazioni italiane, la riforma avrà effetti immediati su:

– definizione degli obiettivi;

– sistemi premianti;

– organizzazione delle carriere;

– ruolo dei dirigenti nella valutazione.

Per Comuni, Province e Regioni si tratta di una revisione profonda dei processi interni, che richiederà aggiornamenti dei sistemi di controllo e formazione del personale.