Smart Road Legal Sicurezza sul lavoro, arriva l'accordo Inail-banche: soldi veri per chi investe in prevenzione Marco Gramigni 10 July 2026 Citizen Italia Sicurezza Firmato a Roma il protocollo tra INAIL e l’ABI. L’idea? Semplice: mettere insieme contributi pubblici e credito bancario per aiutare le aziende a investire nella sicurezza sul lavoro Diciamocelo chiaramente. Quante volte abbiamo sentito parlare di sicurezza sul lavoro solo dopo l’ennesima tragedia? Stavolta però qualcuno ha provato a fare le cose per bene, partendo dalla prevenzione. E soprattutto mettendo sul tavolo soldi concreti. È stato firmato oggi il protocollo tra Inail e ABI ( Associazione Bancaria Italiana). Due sigle, due mondi che si incontrano. A mettere le firme sono stati Fabrizio D’Ascenzo, presidente dell’Inail, e Marco Elio Rottigni, direttore generale dell’ABI. Come funziona? Più semplice di quanto sembri Il meccanismo è questo. L’Inail mette già a disposizione delle imprese i cosiddetti bandi Isi: contributi a fondo perduto (quindi soldi che non vanno restituiti) che coprono fino all’80% delle spese per progetti di sicurezza. Parliamo di interventi concreti: nuove tecnologie, messa in sicurezza degli ambienti, prevenzione dei rischi ambientali. Il problema? Spesso le aziende, specie quelle piccole, non hanno la liquidità per coprire il restante 20%. O magari devono anticipare l’intera somma e aspettare poi il rimborso. Ed è qui che entrano in gioco le banche. Con questo accordo, il sistema bancario si impegna a facilitare i finanziamenti proprio per quella quota scoperta. In pratica: tu impresa vuoi investire in sicurezza, l’Inail ti copre l’80%, la banca ti presta il resto a condizioni agevolate. Fine del problema. Perché è diverso dal solito? Sicurezza sul lavoro, arriva l’accordo Inail-banche: soldi veri per chi investe in prevenzione LEGGI ANCHE Aerei, nuove regole per chi vola: trolley incluso, rimborsi dopo 3 ore di ritardo e basta app obbligatorie Perché non è la classica dichiarazione d’intenti. Qui si parla di collaborazione operativa vera: le banche avranno informazioni chiare su requisiti e modalità dei bandi Inail, le imprese sapranno esattamente cosa possono ottenere e come. Insomma, meno burocrazia e più concretezza. D’Ascenzo l’ha detto senza troppi giri di parole: “La sicurezza non è un costo, è un valore“. Facile dirlo, certo. Ma stavolta c’è anche chi mette mano al portafoglio per dimostrarlo. Il ragionamento è semplice: investire in prevenzione conviene a tutti. All’impresa che evita incidenti e migliora la produttività. Ai lavoratori che tornano a casa sani. Allo Stato che risparmia su infortuni e malattie professionali. A chi serve davvero? Soprattutto alle micro e piccole imprese. Quelle che magari vorrebbero mettersi in regola, ma non sanno da dove iniziare o non hanno i soldi per farlo subito. Con questo sistema possono programmare gli investimenti senza strangolarsi finanziariamente. Rottigni, dal canto suo, ha parlato di “condizioni di lavoro eque e sostenibili” come leva di competitività. Non è retorica: un’azienda sicura attrae talenti, riduce il turnover, evita contenziosi. E alla lunga ci guadagna. Cosa cambia nella pratica? Diciamo che da domani un piccolo imprenditore che vuole rinnovare i macchinari o installare sistemi di sicurezza innovativi ha una strada più chiara: Partecipa al bando Isi dell’Inail Ottiene (se ammesso) fino all’80% a fondo perduto Si rivolge alla banca per il resto, con l’accordo che facilita l’accesso al credito Realizza l’intervento senza svuotare la cassa Niente male, no? Certo, bisognerà vedere come funzionerà sul campo. Ma almeno l’impianto c’è. E non è poco.