Smart Road Legal Calabria in fiamme: autostrada chiusa, treni fermi e case evacuate. Il Pollino brucia Marco Gramigni 21 July 2026 Citizen Italia Mobility Incendi devastanti colpiscono la Calabria: oltre 40 interventi nel Vibonese, autostrada A2 chiusa tra Sibari e Morano per il fumo del rogo sul Pollino, case evacuate a Sant’Eufemia con ferrovia e strade bloccate. I vigili del fuoco sono al limite, richiamati anche quelli fuori turno La Calabria sta bruciando. E non è una metafora. Sono ore drammatiche quelle che la regione sta vivendo, con incendi simultanei che stanno mettendo in ginocchio intere province. Dal Vibonese al Pollino, passando per il Lametino, le fiamme non danno tregua. Vibonese: oltre 40 interventi in poche ore Partiamo da qui, dalla provincia di Vibo Valentia. Dalle 20 di ieri sera, la sala operativa dei Vigili del Fuoco non si è praticamente mai fermata. Più di quaranta interventi per domare roghi di vegetazione e macchia mediterranea che hanno colpito tutto il territorio. I comuni più colpiti: Drapia (zona Torre Galli) Zungri Zaccanopoli Briatico San Costantino Calabro – dove le fiamme sono arrivate fino all’isola ecologica Esima, Stefanaconi, Filadelfia, Soriano Calabro La situazione è talmente critica che hanno dovuto richiamare in servizio anche i vigili del fuoco che erano liberi dal turno. Perché quando gli incendi sono così tanti e così estesi, le squadre ordinarie non bastano. Pollino nel caos: autostrada A2 chiusa per il fumo Calabria in fiamme: autostrada chiusa, treni fermi e case evacuate. Il Pollino brucia LEGGI ANCHE Modena, dai nuovi agenti alle bodycam: la Polizia Locale si rafforza. Ecco come Ma la situazione più grave è probabilmente quella del Cosentino, dove un incendio violentissimo ha devastato parte del Parco nazionale del Pollino, vicino a Castrovillari. Il problema? Il vento. Raffiche fortissime hanno spinto le fiamme fino alla sede dell’Autostrada A2 del Mediterraneo. Risultato: chiusura immediata del tratto tra Sibari e Morano Calabro. Una coltre di fumo nero e denso ha invaso la carreggiata, azzerando completamente la visibilità. Troppo pericoloso continuare a far passare le auto. Gli automobilisti sono stati costretti a deviazioni forzate, con tutti i disagi che ne conseguono. E quando è calato il sole? Beh, gli interventi aerei si sono fermati. Di notte, con quella conformazione del territorio, i canadair non possono volare. Le fiamme, intanto, continuavano ad avanzare. Lamezia e Sant’Eufemia: case evacuate, ferrovia bloccata Anche nel Lametino la situazione è degenerata. A Sant’Eufemia, le fiamme sono arrivate a ridosso delle abitazioni. Non è più solo una questione di boschi o campagne: qui si parla di case, di persone che hanno dovuto lasciare tutto e scappare. Il caldo asfissiante ha fatto il resto: sterpaglie e canneti si sono trasformati in un’autostrada per il fuoco, che si è propagato velocissimo. Conseguenze immediate: Evacuazione di diverse abitazioni Disagi pesanti alla circolazione ferroviaria Blocchi stradali Infrastrutture strategiche sfiorate dalle fiamme Insomma, non solo un problema ambientale. Qui si parla di trasporti in tilt e di gente che non può tornare a casa propria. Perché succede tutto questo? Domanda legittima. Certo, il caldo gioca un ruolo enorme: temperature altissime, vegetazione secca, vento forte. Ma gli incendi simultanei in così tante zone diverse fanno sempre sorgere qualche dubbio. Alcuni potrebbero essere dolosi, altri colposi (una cicca di sigaretta buttata male, un falò non spento bene). Altri ancora potrebbero essere naturali, ma aggravati dalle condizioni climatiche estreme. Quello che è certo è che la macchina dei soccorsi è al limite. E che la Calabria, ogni estate, si trova a fare i conti con questa emergenza che sembra non finire mai. E adesso? Adesso si spera che il vento cali, che le temperature scendano, che i canadair possano tornare a volare all’alba. E che i vigili del fuoco, che stanno facendo un lavoro straordinario, riescano a contenere i fronti più pericolosi. Ma la sensazione è sempre quella: si spegne un incendio, e ne scoppia un altro. E intanto il territorio brucia, le infrastrutture vanno in crisi, e la gente resta bloccata o sfollata. Forse è il caso di iniziare a pensare non solo a come spegnere gli incendi, ma a come prevenirli. Perché così, ogni estate, non si può andare avanti.