Ravenna, la stazione si blinda: 14 telecamere nuove e un sottopasso che rinasce

Ravenna, la stazione si blinda: 14 telecamere nuove e un sottopasso che rinasce

Via libera al progetto di riqualificazione dell’area della stazione di Ravenna: previsti interventi per migliorare sicurezza, accessibilità e vivibilità del quartiere

Chi vive a Ravenna e passa spesso da quella zona lì, tra viale Farini e piazzale Aldo Moro, lo sa benissimo: non è proprio il posto più bello della città. Anzi, diciamola tutta, è da anni uno dei punti più chiacchierati quando si parla di sicurezza urbana. Ecco, qualcosa adesso si muove sul serio.

Il via libera è arrivato, i soldi pure

La giunta comunale ha detto sì al progetto esecutivo per sistemare l’area intorno alla stazione ferroviaria e il percorso che porta a piazzale Aldo Moro. Parliamo di viale Farini, viale Pallavicino, il sottopasso pedonale e pure la stazione degli autobus.

E qui parliamo di cifre precise:
220mila euro il costo totale
132mila arrivano dalla Regione Emilia-Romagna
88mila li mette il Comune di Ravenna

Di questi, 185mila euro finiranno dritti nella parte infrastrutturale (telecamere, luci, impianti), mentre i restanti 35mila saranno spesi in attività sociali, di ascolto e di partecipazione civica. Perché, come vedremo tra poco, non è solo questione di ferro e cemento.

Il vicesindaco spiega il perché di tutto questo

A raccontare la genesi dell’operazione è Eugenio Fusignani, vicesindaco con delega alla Sicurezza e alla Polizia locale. L’accordo tra Comune e Regione, dice, era stato messo nero su bianco già a novembre scorso, ma lui l’aveva concordato addirittura nel luglio dell’anno prima.

Fusignani sottolinea che l’intervento integra il potenziamento della videosorveglianza e dell’illuminazione pubblica con attività di mediazione sociale, ascolto, animazione e coinvolgimento della cittadinanza, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza e la vivibilità della zona, integrando la riqualificazione e il controllo degli spazi con azioni volte a favorirne una frequentazione positiva e condivisa.

Occhi elettronici ovunque: 14 telecamere in più

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Andiamo al sodo. Verranno installate 14 nuove telecamere fisse, agganciate soprattutto ai pali della luce pubblica, e collegate direttamente alla centrale operativa della Polizia locale — quindi monitoraggio in tempo reale.

A queste si sommano altre tre telecamere già esistenti, ma spostate di posizione per coprire meglio le aree verdi e i sentieri lì intorno. Il risultato finale? Il sistema arriverà complessivamente fino a 48 punti di ripresa, contando anche le diverse ottiche disponibili su ogni singolo apparecchio.

Più luce, meno buio (letteralmente)

Chi ha mai attraversato un sottopasso buio la sera sa quanto conti l’illuminazione. Verranno montati due nuovi punti luce a led proprio agli ingressi del sottopasso, uno verso viale Pallavicino e uno dal lato di piazzale Aldo Moro.

Il sottopasso e quegli ascensori rotti da tempo

Ed eccoci al capitolo più sentito dai residenti, quello del sottopasso pedonale, segnalato spesso come il punto più critico di tutta l’area.

Gli ascensori, fermi da tempo, verranno riparati e rimessi in funzione, così da garantire l’accessibilità piena anche a chi ha difficoltà motorie. E non solo: saranno dotati di sistemi antintrusione, proprio per evitare i soliti danni e chiusure forzate che in passato hanno reso quegli impianti inutilizzabili.

A completare il quadro, quattro cancelli antintrusione già installati, pensati apposta per scoraggiare atti vandalici.

Una zona che sta cambiando pelle

Fusignani ci tiene a inquadrare l’intervento in un contesto più ampio, quello delle trasformazioni in corso nel quartiere: si tratta di una zona importante, sia per la sua funzione di accesso alla città sia per le trasformazioni in corso, a partire dalla realizzazione del nuovo studentato.

Quando finisce tutto?

L’amministrazione punta a chiudere i lavori entro settembre. Un obiettivo abbastanza stretto, considerando che si parla di opere impiantistiche vere e proprie, non di semplice manutenzione. Vedremo se i tempi verranno rispettati, ma intanto la direzione — telecamere, luce, ascensori funzionanti e un po’ di presenza sociale sul territorio — sembra quella giusta per restituire dignità a una delle porte d’accesso della città.