Molise isolato dagli aeroporti: la Uil chiede autobus per Fiumicino e Foggia

Molise isolato dagli aeroporti: la Uil chiede autobus per Fiumicino e Foggia

La Uil Trasporti Molise chiede alla Regione collegamenti diretti su bus verso gli aeroporti di Roma Fiumicino e Foggia, oggi assenti. Il sindacato sollecita anche un tavolo con la Regione Puglia e investimenti per l’Advanced Air Mobility, appoggiandosi al Piano nazionale degli aeroporti 2026-2035

Il Molise non vola. O meglio: per volare, deve prima farsi un bel viaggio in macchina o in treno fino a un altro aeroporto. E questo, secondo la Uil Trasporti, non può più andare avanti così.

Il problema: zero collegamenti diretti

La fotografia scattata dal sindacato è chiara: non esiste alcun servizio dedicato che colleghi le principali città molisane agli aeroporti di riferimento. Né verso Roma Fiumicino, il grande scalo internazionale a poche ore di distanza. Né verso il “Gino Lisa” di Foggia, molto più vicino e potenzialmente strategico per la regione.

Il segretario generale Nicola Scafa non usa mezzi termini: “Ad oggi il territorio molisano continua a scontare una grave carenza di collegamenti diretti con i principali scali aeroportuali di riferimento”. E aggiunge che non risultano attivi servizi dedicati tra le principali città della regione e l’aeroporto di Roma Fiumicino né con quello di Foggia.

Chi vive in Molise e deve prendere un aereo, insomma, si arrangia. Auto propria, passaggi, treni con cambi infiniti. Tutto tranne che un sistema pensato apposta.

Cosa chiede la Uil

La richiesta è concreta, non un vago appello. Il sindacato vuole:

  • Collegamenti diretti su gomma (cioè bus) verso l’aeroporto di Roma Fiumicino
  • Bus dedicati per l’aeroporto “Gino Lisa” di Foggia
  • Un tavolo istituzionale con la Regione Puglia, visto che Foggia è in Puglia
  • e serve un accordo tra le due regioni
  • Investimenti mirati per le infrastrutture legate alla mobilità aerea del futuro

Quest’ultimo punto è particolarmente interessante: si parla di Advanced Air Mobility, cioè quel settore emergente che riguarda nuove forme di trasporto aereo (droni per passeggeri, velivoli elettrici a decollo verticale, e altre tecnologie che nei prossimi anni potrebbero rivoluzionare gli spostamenti brevi). Il Molise, secondo la Uil, deve prepararsi anche a questo, non solo rincorrere.

Il Piano nazionale degli aeroporti come leva

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Non è una richiesta campata per aria. La Uil si appoggia al Piano nazionale degli aeroporti 2026-2035, predisposto dal Ministero delle Infrastrutture e dall’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, l’autorità che regola il settore aereo in Italia).

Scafa lo sottolinea con una certa soddisfazione: “Oggi esistono finalmente gli indirizzi strategici nazionali che legittimano la nostra proposta”. In pratica: il documento nazionale dà una cornice, ora tocca alla Regione tradurla in azioni vere. Autobus che partono, orari, biglietti, coordinamento.

Non solo trasporti: economia e occupazione

Il sindacato allarga il discorso oltre la semplice comodità di prendere un volo. Scafa è netto: “Non si tratta solo di trasporti, ma di dare futuro a cittadini, imprese, turismo e occupazione”.

Ha senso, in fondo. Un territorio scollegato dagli aeroporti perde turisti che non arrivano, perde imprese che faticano a spostare persone e merci, perde opportunità di lavoro legate alla logistica e ai servizi. La mobilità, in questo senso, diventa una questione economica prima ancora che pratica.

La palla ora passa alla Regione

Il sindacato chiude con un appello diretto: “Il diritto alla mobilità dei molisani non può più attendere. Noi siamo pronti al confronto, la Regione faccia la sua parte”.

Non resta che aspettare una risposta. Ma la richiesta è sul tavolo, documentata, appoggiata a un piano nazionale che dà margine di manovra. Ora si vedrà se la Regione Molise deciderà di muoversi, o se il territorio continuerà a restare tagliato fuori dalle rotte aeree che contano.