Istat, agglomerati urbani in Italia: Milano resta la più estesa

Istat, agglomerati urbani in Italia: Milano resta la più estesa

Istat fotografa l’evoluzione degli Agglomerati morfologici urbani (Amu) nel ventennio 2001-2021: diminuiscono di numero ma crescono di dimensione, mentre oltre l’83% della popolazione italiana vive ormai in queste conurbazioni. Milano si conferma la più grande per superficie e abitanti, ma è Padova a segnare l’incremento più significativo.

Cosa sono gli Agglomerati morfologici urbani

Col Focus “Gli Agglomerati morfologici urbani in Italia“, pubblicato il 22 luglio 2026, l’Istat amplia il quadro delle classificazioni territoriali di tipo funzionale disponibili per il Paese.

Gli Agglomerati morfologici urbani (Amu) sono definiti secondo le direttive Unece-Eurostat come aggregazioni di località abitate contigue, centri e nuclei, nelle quali la popolazione residente supera le 2mila unità e gli edifici non distano più di 200 metri tra loro.

Questa classificazione consente di analizzare la struttura delle conurbazioni fino al livello sub-comunale, superando i tradizionali confini amministrativi.

Meno agglomerati ma più estesi e popolosi

Il dato più rilevante riguarda la dinamica opposta tra numero e dimensione degli Amu.

Nel 2021 sono stati censiti 2.623 agglomerati, in calo rispetto ai 2.740 del 2011 e ai 2.707 del 2001.

La contrazione, spiega l’Istat, dipende soprattutto dalla fusione di aree urbane contigue in agglomerati più vasti, non da un fenomeno di spopolamento diffuso.

Parallelamente, la superficie complessiva degli Amu è cresciuta del 9,4% in vent’anni, superando i 15mila km² nel 2021 (il 5% del territorio nazionale).

Anche la superficie media per agglomerato è salita, da 5,1 a 5,8 km², così come il numero di località coinvolte, passato da 12.803 a 14.993: un segnale chiaro della tendenza alla conurbazione, cioè all’unione fisica di insediamenti prima separati.

Popolazione sempre più concentrata nelle aree urbane

A fronte di una popolazione nazionale sostanzialmente stazionaria nel ventennio (-0,7%), i residenti negli Amu sono aumentati costantemente: da 46,5 milioni nel 2001 (81,7% del totale) a 49,1 milioni nel 2021 (83,2%).

La crescita più marcata riguarda gli agglomerati con oltre 100mila abitanti, dove oggi vive più della metà della popolazione degli Amu e il 44,1% di quella italiana complessiva: un dato che conferma il rafforzamento dei grandi poli urbani rispetto al resto del territorio.

Milano prima per estensione e popolazione, Padova regina della crescita

Milano si conferma nel 2021 l’agglomerato più esteso d’Italia con 1.217 km², oltre sei volte la superficie del solo Comune capoluogo, e il più popoloso, con oltre 5 milioni di residenti (+15,2% rispetto al 2001).

Da sola rappresenta l’8% della superficie complessiva degli Amu nazionali.

Il primato della crescita territoriale spetta però a Padova, la cui estensione è passata da 402,2 a 632,4 km² in vent’anni (+57,2%), con un balzo del 38% nell’ultimo decennio.

L’agglomerato patavino, che si sviluppa lungo il reticolo della centuria romana e include oggi anche Mestre, ha visto la popolazione crescere di quasi 300mila unità (+29,7% nel 2011-2021).

Seguono per estensione Napoli (630,3 km², 3,6 milioni di abitanti) e Roma (539,1 km², 2,7 milioni di abitanti), mentre Padova e Bergamo, quest’ultima passata da 212,1 a 252,7 km² (+19,1%), sono le città che negli ultimi dieci anni hanno registrato l’espansione più rapida, superando Firenze in classifica.

Fenomeno che va oltre le grandi metropoli

Istat rimarca come il fenomeno dell’agglomerazione non riguardi solamente i capoluoghi delle città metropolitane.

Tra i primi dieci Amu per dimensione compaiono anche Padova, Bergamo, Massa e Cesena, città che si confermano poli di forte attrattività residenziale pur non essendo grandi centri amministrativi.

Nel complesso i primi dieci agglomerati ospitano oltre il 29% della popolazione nazionale.