Legal Smart Road Italia-Tunisia, stretta di mano sui trasporti: ecco cosa cambia Marco Gramigni 29 July 2026 Italia Mobility Italia e Tunisia firmano un accordo quadro sui trasporti: più cooperazione su mare, rotaie, strade e cieli per rilanciare gli scambi nel Mediterraneo Duecento miglia nautiche. Tanto separa le coste italiane da quelle tunisine, praticamente un salto se guardiamo la cartina del Mediterraneo. E proprio su questa vicinanza geografica Roma e Tunisi hanno deciso di costruire qualcosa di più solido: un accordo sui trasporti e la logistica che, a dirla tutta, mancava da un pezzo. A mettere la firma sotto il documento ci hanno pensato Edoardo Rixi, viceministro alle Infrastrutture e Trasporti nel governo italiano, e Rachid Amri, che in Tunisia guida il dicastero dei Trasporti. Due nomi, due Paesi, un obiettivo comune: far tornare il Mediterraneo quello che dovrebbe essere sempre stato, ovvero un ponte e non una barriera. Ma cosa prevede davvero questa intesa? Qui viene il bello, perché l’accordo tocca praticamente tutti i settori dei trasporti: navi, treni, gomme e aerei. Il MIT (il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per chi non mastica sigle governative) ha diffuso una nota dove si legge chiaramente l’intenzione di rafforzare il rapporto bilaterale in un comparto che, diciamocelo, è strategico per due economie affacciate sullo stesso mare. Il viceministro Rixi ha dichiarato: “L’Italia conferma la volontà di investire in partenariati capaci di rendere più efficienti i collegamenti, favorire gli scambi commerciali e sostenere la competitività dei nostri sistemi logistici.” Ma cosa contiene davvero questo accordo? Italia-Tunisia, stretta di mano sui trasporti: ecco cosa cambia LEGGI ANCHE Roma, anche le Ztl vanno in vacanza: cambiano gli orari delle notturne. Le novità Qui sta il punto. Non è la solita stretta di mano diplomatica buona per una foto e basta. L’intesa è un vero e proprio accordo quadro, cioè una cornice generale dentro cui i due Paesi potranno costruire, negli anni a venire, progetti concreti. E copre praticamente tutto lo scibile dei trasporti: Il mare – la parte più corposa, visto che i due Paesi sono separati proprio da un tratto di Mediterraneo. Si punta a far lavorare insieme le compagnie di navigazione italiane e tunisine, migliorando rotte e collegamenti tra i porti. Le rotaie – cooperazione tecnica tra i sistemi ferroviari, con scambio di competenze tra ingegneri e tecnici dei due Paesi. Le strade – integrazione delle reti stradali e delle normative, per far circolare mezzi e merci con meno lungaggini burocratiche. I cieli – anche il trasporto aereo rientra nel pacchetto, sempre con l’obiettivo di agevolare scambi commerciali e turistici. La logistica intelligente – la parte più al passo coi tempi: tecnologie digitali, sistemi smart per gestire il traffico di merci e persone, mobilità elettrica ed energie verdi applicate alle infrastrutture. Perché conviene a entrambi A mio avviso, questo genere di accordi funziona davvero solo quando c’è convenienza reciproca. E qui la logica sembra rispettata: la Tunisia ha bisogno di infrastrutture moderne e di know-how, l’Italia cerca partner affidabili per consolidare la propria posizione di hub logistico nel Mediterraneo centrale. Le compagnie di navigazione, tra l’altro, sono state citate esplicitamente da Rixi come uno dei settori dove serve più cooperazione. Non è un dettaglio da poco: il trasporto marittimo resta la spina dorsale degli scambi commerciali tra le due sponde, altro che aerei o camion. Uno sguardo al futuro Certo, un accordo quadro resta pur sempre una cornice. Bisognerà vedere quali progetti concreti nasceranno da questa intesa e con quali tempi. Ma la direzione, quella sì, sembra tracciata con chiarezza: un Mediterraneo che torna a essere spazio di crescita condivisa, come ha ribadito lo stesso viceministro. Staremo a vedere se alle parole seguiranno i fatti. Nel frattempo, la strada per una logistica più integrata tra Italia e Tunisia sembra finalmente imboccata.