HumanX Legal L’iniziativa congiunta ANAC–CNEL rafforza la dimensione sociale degli appalti pubblici Laura Biarella 29 July 2026 Italia ANAC e CNEL lanciano un nuovo pacchetto di clausole sociali da inserire negli atti di gara per favorire l’inserimento lavorativo di detenuti ed ex detenuti. L’obiettivo: ridurre la recidiva, aumentare la sicurezza e valorizzare la funzione sociale degli appalti pubblici. Le stazioni appaltanti potranno riservare la partecipazione o l’esecuzione a operatori economici e cooperative sociali che impiegano almeno il 30% di lavoratori svantaggiati. Iniziativa che unisce legalità, inclusione e sicurezza sociale Il comunicato congiunto ANAC-CNEL del 29 luglio 2026 introduce un nuovo modello di clausole sociali da inserire negli atti di gara, con l’obiettivo di favorire il reinserimento lavorativo di detenuti ed ex detenuti. L’iniziativa si colloca nel solco delle recenti direttive europee e del nuovo Codice dei contratti pubblici, che riconoscono agli appalti una funzione non solo economica, ma anche sociale e ambientale. Secondo il Presidente ANAC Giuseppe Busìa, il lavoro rappresenta uno strumento decisivo per ridurre la recidiva: recidiva al 2% tra i detenuti che lavorano; recidiva fino al 70% tra chi non ha opportunità occupazionali. Questi dati confermano che l’inclusione lavorativa è un fattore di sicurezza collettiva oltre che di reinserimento sociale. Ruolo del CNEL e progetto “Recidiva Zero” Il Presidente CNEL Renato Brunetta ha ricordato che l’iniziativa si inserisce nel programma “Recidiva Zero: studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere”, avviato all’inizio dell’attuale Consiliatura. Il CNEL si impegnerà in attività di sensibilizzazione rivolte agli operatori economici, attraverso seminari, eventi e convegni dedicati. L’accordo ANAC-CNEL prevede altresì la predisposizione di atti tipo e provvedimenti generali per supportare le stazioni appaltanti nell’individuazione dei CCNL correttamente applicabili, tematica già centrale nel protocollo interistituzionale del 2025. Clausole sociali e contratti riservati, cosa cambia per le stazioni appaltanti Le nuove linee operative prevedono strumenti concreti per favorire l’inclusione lavorativa: Riserva di partecipazione o di esecuzione per operatori economici e cooperative sociali che perseguono l’integrazione lavorativa di persone svantaggiate, inclusi detenuti ed ex detenuti. Programmi di lavoro protetti con l’impiego di almeno il 30% di lavoratori svantaggiati. Clausole sociali come requisiti dell’offerta, inserite direttamente nei bandi o negli avvisi. Attribuzione di punteggi premiali proporzionali al numero di detenuti/ex detenuti impiegati nell’esecuzione dell’appalto. Misure siffatte consentono alle amministrazioni di utilizzare gli appalti quale leva di inclusione, rafforzando la coesione sociale e valorizzando risorse altrimenti inutilizzate. Strategia che guarda alla dimensione sociale degli appalti L’iniziativa ANAC-CNEL conferma la crescente attenzione verso gli appalti pubblici quali strumenti di politiche sociali. L’inserimento lavorativo dei detenuti non è solamente un obbligo costituzionale (art. 27), bensì un investimento strategico per la sicurezza urbana, la riduzione dei costi sociali della recidiva e la costruzione di comunità più coese.