Liguria, tre persone morte investite dai treni in una settimana: è allarme sicurezza nelle stazioni

Liguria, tre persone morte investite dai treni in una settimana: è allarme sicurezza nelle stazioni

Da Albisola a Santa Margherita Ligure, tre persone hanno perso la vita investite da treni in sette giorni. Una sequenza di tragedie che riapre il tema della sicurezza nelle stazioni

C’è un dato che, messo lì nero su bianco, dovrebbe far saltare sulla sedia chiunque abbia un minimo di responsabilità sui trasporti regionali: tre persone morte investite da un treno in Liguria nell’arco di sette giorni. Non un anno. Sette giorni. Da sabato scorso a oggi, venerdì 7 agosto, la costa ligure è diventata teatro di una sequenza di tragedie che a raccontarla tutta d’un fiato sembra quasi impossibile.

La cronaca, giorno per giorno

Partiamo da Albisola, sabato 1° agosto. Sulla banchina della stazione c’è Simone Scarrà, 23 anni, genovese del quartiere Foce. Sta aspettando il regionale delle 5.30 per tornare a casa dopo una serata passata in discoteca con gli amici, una cosa che fanno migliaia di ragazzi ogni fine settimana. Simone si era laureato in Psicologia meno di un anno prima e, nel tempo libero, giocava a calcio a livello amatoriale. Un treno merci lo travolge. Game over per una vita che doveva ancora cominciare davvero. I funerali, celebrati mercoledì alla Foce, hanno riunito un quartiere intero, sotto choc.

Il giorno dopo, domenica 2 agosto, tocca a Deiva Marina. Un uomo di 33 anni muore sui binari all’alba, verso le cinque. Qui le prime informazioni raccolte facevano pensare, diversamente dal caso precedente, a un gesto volontario.

E oggi, venerdì 7, la terza chiamata: Santa Margherita Ligure. Un uomo di 61 anni perde la vita travolto da un Intercity diretto a Genova, probabilmente scivolato nel momento sbagliato, proprio mentre il treno stava transitando in stazione.

Un sistema che va in tilt ogni volta

Ogni episodio ha scatenato la stessa catena di conseguenze: linea sospesa, poi ripristinata a singolo binario, treni deviati o limitati, ritardi che si sono impilati per ore su una rete già sotto pressione per il traffico turistico di agosto. Oggi, per dire, la circolazione tra Savona e Sestri Levante procede su un solo binario, con corse limitate a Recco o Nervi e ritardi vicini all’ora su Intercity e regionali della Genova-La Spezia.

Sul posto, ogni volta, si è mobilitata la stessa filiera di soccorso: polizia ferroviaria, carabinieri, 118 con l’automedica e volontari della Croce Verde.

Il punto vero: la prevenzione manca, ed è ora che qualcuno se ne assuma la responsabilità

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Qui sta il nodo che nessuno può più ignorare, e che qualcuno, prima o poi, dovrà spiegare. Tre episodi in sette giorni, con dinamiche diverse – un incidente notturno mentre si aspetta un treno, un possibile gesto volontario, una scivolata fatale – raccontano comunque la stessa cosa: la sicurezza delle banchine e degli attraversamenti ferroviari (in questo caso in Liguria) non basta a evitare che accadano disgrazie di questo tipo.

Non è più il momento delle dichiarazioni di circostanza né dei minuti di silenzio di rito. Tre morti in sette giorni sulla stessa rete regionale dovrebbero far scattare, immediatamente, un tavolo tecnico tra RFI, Regione Liguria e i vertici di Trenitalia, per capire cosa si può fare subito – non nel prossimo piano quinquennale, ma da domani mattina.

Qualche possibile soluzione

Illuminazione delle banchine più adeguata nelle ore notturne, dove è avvenuto almeno uno dei tre episodi; controlli più rigorosi sugli attraversamenti a raso, ancora troppo diffusi anche in stazioni di medie dimensioni lungo la Riviera; e un potenziamento della vigilanza nei mesi ad alta densità di passeggeri come agosto, quando le banchine delle stazioni si affollano di più

Servirebbe anche, e non è un dettaglio secondario, un impegno chiaro sul fronte della prevenzione del disagio psicologico: se anche solo uno dei tre episodi dovesse confermarsi come gesto volontario, significa che il sistema ferroviario – come già accade in altre reti europee – dovrebbe dotarsi di presidi, numeri di ascolto visibili nelle stazioni, personale formato a riconoscere segnali di crisi. Non è fantascienza, altri Paesi lo fanno da anni.

Le (non) reazioni delle istituzioni

Tre morti sui binari liguri in sette giorni, e per ora nessuna reazione pubblica: né dal presidente della Regione Marco Bucci, né dalla sindaca di Genova Silvia Salis, né dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.