Misc Aeroporto di Catania, il caos peggiore da vent'anni. Non si arriva né si parte sino a Ferragosto Redazione 14 August 2026 In sette giorni, a causa dell’eruzione dell’Etna, sono stati dirottati 630 voli verso altri scali Continua l’odissea dei passeggeri, soprattutto vacanzieri, all’aeroporto di Fontanarossa a Catania dove i voli, per ora, restano sospesi fino a domani alle 2 a causa dell’attività eruttiva dell’Etna con emissione di cenere vulcanica in atmosfera. Ormai da 7 giorni i passeggeri che dovevano partire o arrivare nello scalo etneo vivono nell’incertezza cercando di riproteggersi con voli da Palermo, Comiso, Trapani e Lamezia Terme. Pur non essendoci cifre ufficiali sul numero di passeggeri coinvolti dalla Sac, la società che gestisce l’aeroporto, fanno sapere che lo scalo di Catania vede in questo periodo il transito di almeno 40 mila passeggeri al giorno. La società dice che tra il 6 e il 12 agosto, a fronte delle criticità determinate dalla presenza di cenere vulcanica in atmosfera, circa 630 voli previsti sull’aeroporto di Catania sono stati dirottati verso altri scali. Il gestore: “Erano previsti 1974 voli, di cui circa il 36% è stato cancellato” “Nello stesso periodo – aggiunge – per lo scalo di Catania erano previsti circa 1.974 voli di cui circa il 36% è stato cancellato in conseguenza dell’evoluzione del fenomeno e delle necessarie limitazioni operative. I dati confermano la portata eccezionale dell’emergenza, la più severa degli ultimi 20 anni in termini di impatto sull’infrastruttura aeroportuale, ma anche la capacità del sistema di attivare soluzioni alternative e gestire, attraverso il coordinamento tra gli scali siciliani, una parte significativa dei voli interessati”. All’interno dello scalo sono presenti circa 300 persone in attesa di essere trasferite negli altri aeroporti. Pur non essendoci le scene di grave disagio e di caos dei giorni scorsi non mancano però diversi casi di turisti italiani e stranieri particolarmente in difficoltà. Esplodono le tariffe dei taxi per portare i passeggeri a Palermo: e parte subito un esposto Dopo notizie sui presunti rincari dei taxi e Ncc per il trasporto di passeggeri da Catania a Palermo (le tariffe ufficiali sono di 500 euro sul taxi per 4 persone mentre un minivan per 7-8 persone costa 650 euro) con l’attore Filippo Laganà che in un post su Instagram ha detto di aver avuto una richiesta di 700 euro, il Codacons annuncia un esposto all’Antitrust. “Chi oggi ricorre all’auto a noleggio per raggiungere da Fontanarossa l’aeroporto di Comiso spende fino al 287% in più” dice l’associazione. Il ministro Musumeci: “Fuori posto è l’aeroporto, non il vulcano” “Quello di Catania eè un aeroporto internazionale ormai fra i primi cinque in Italia, un vero e proprio hub del sud ai piedi di un vulcano attivo, il più grande vulcano attivo d’Europa. Inesorabilmente, qualche problema sorge. E lì, chi è fuori posto non è il vulcano ma è l’aeroporto. È chiaro che bisogna conviverci, ma se la persistente crisi determina i disagi, una soluzione bisogna trovarla perché il traffico aereo è sempre più crescente. La Sicilia, essendo un’isola, ricorre molto più degli altri territori alla mobilità aerea”. Lo ha detto il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci, parlando del caos voli negli aeroporti della Sicilia orientale determinato dall’emissione di cenere del vulcano Etna. Una soluzione potrebbe essere spostare lo scalo di Catania? “Se non ci sono soluzioni tecnologicamente avanzate che possano impedire interferenze nella circolazione degli aerei – ha aggiunto – credo che dobbiamo fare una riflessione. Se dobbiamo programmare il sistema aeroportuale del sud e della Sicilia per i prossimi 20 o 30 anni, un pensierino dobbiamo pur farlo”.