Boom dell'Intelligenza Artificiale sul posto di lavoro: in due anni sono raddoppiati gli utenti

Boom dell’Intelligenza Artificiale sul posto di lavoro: in due anni sono raddoppiati gli utenti

Pubblicati i risultati di un’analisi di alcuni economisti della Banca centrale europea

L’uso dell’intelligenza artificiale sul lavoro in Europa è raddoppiato in appena due anni, con una quota sul totale dei lavoratori che mostra un “trend incontrovertibile” passando dal 26% nel 2024 al 52% nel 2026, con un risparmio medio di tempo di tre ore la settimana, il 7,7% del tempo lavorativo. E ad oggi non ci sono prove che l’Ia stia impattando negativamente sull’occupazione, anche se la paura di essere sostituiti cresce, però, in settori del mercato del lavoro con prospettive meno favorevoli.

I vantaggi in termini di tempo liberato

Sono i risultati di un’analisi di alcuni economisti della Banca centrale europea, secondo cui tuttavia “solo il 48,8% dei lavoratori dichiara di trarre effettivi benefici in termini di produttività”. Le stime della Bce indicano una media di 0,35 punti percentuali l’anno di maggior produttività su un arco decennale, e molto dipende dalla capacità dei lavoratori, e delle aziende “di mettere a frutto” la capacità che viene liberata risparmiando tempo con l’Ia.
Secondo la ricerca, poi, “ci sono ancora barriere” all’uso dell’Ia in ufficio: un terzo dei lavoratori la ritiene irrilevante per le proprie mansioni, il 41% dei dipendenti (e il 34% dei manager) non è semplicemente interessato, solo la metà delle imprese prevede di investire in formazione sull’Ia nei prossimi 12 mesi.

Chi utilizza le nuove tecnologie

Lo studio, basato sull’indagine sulle aspettative dei consumatori che ogni mese coinvolge circa 20.000 persone in undici paesi dell’area euro, evidenzia poi una forte disparità demografica: giovani e laureati sono più propensi all’adozione dell’Ia e gli uomini la utilizzano leggermente di più delle donne. I guadagni di produttività non sono uniformi. La maggior parte dei lavoratori registra benefici moderati, una minoranza ottiene risparmi molto elevati. Le differenze più marcate emergono in base al tipo di compito: nel coding c’è un risparmio di quasi otto ore settimanali, e anche l’analisi dei dati, l’automazione di compiti di routine e la creazione di contenuti audiovisivi generano guadagni significativi. Al contrario, ricerca, raccolta informazioni, scrittura e editing di testi – tra gli usi più diffusi – mostrano risparmi più contenuti.

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I dubbi che circolano sulle prospettive occupazionali

I dirigenti sono i più attivi nell’adozione dell’Ia, oltre che i più ottimisti: utilizzano la tecnologia più di altri, risparmiano più tempo e hanno una percezione più positiva del suo impatto. Tuttavia, il sentiment complessivo verso l’Ia è peggiorato rispetto a un anno fa: la percentuale di lavoratori che la valuta positivamente è scesa dal 43% al 41%, in parte a causa di un contesto economico incerto. Chi nutre dubbi sull’Ia, infatti, è anche più pessimista sulle prospettive occupazionali, con aspettative di disoccupazione più alte, timori di perdita del posto di lavoro e previsioni di crescita più deboli per redditi e spesa.